"Prendiamo
atto del voto di approvazione da parte del Consiglio Comunale, del bilancio
2013 - esordiscono i presidenti di Cna, Confcommercio, Confesercenti, Lapam della
città di Modena - ma ci pare che il tanto sbandierato obiettivo di non aumentare
tasse e tariffe non sia stato rispettato.
"Infatti
- dichiarano i quattro presidenti - se nel 2012, con l'IMU, l'imposizione sugli
immobili produttivi è raddoppiata, quest'anno l'aumento del 13,4% della Tares sosterrà
un ulteriore incremento dell'imposizione fiscale. Tutto questo malgrado la nostra
reiterata e decisa richiesta di un azzeramento (o, quanto meno, dimezzamento) dell'aumento
dell'aliquota di competenza del Comune e del Gestore, ossia quel 3,4% aggiuntivo
rispetto al 10% di iva che le imprese non potranno più scaricare. Una richiesta
giustificata dal fatto che rimane inspiegabile un aumento dell'imposta sui rifiuti
a fronte di una minore utilizzazione del servizio, visto che l'andamento negativo
del Pil modenese certifica una diminuzione dei rifiuti prodotti dalle imprese".
"Anche
i 125.000 euro che il Comune intende mettere a disposizione del mondo produttivo
- continuano i presidenti - per far pesare meno l'aumento della Tares (ancora
da decidere se spalmandoli su tutte le imprese, con il risultato di abbassare
l'aliquota di neppure l'1%, o per casi di particolari difficoltà aziendali,
rispetto ai quali non è ancora chiaro chi decide i criteri di identificazione)
ci lascia comunque con il dubbio che ancora una volta non siapprofondisca
una concreta rivisitazione dei contratti in essere con i gestori, ma si
tamponino le falle cercando risorse aggiuntive".
"Sempre
sul fronte della tassazione locale - puntualizzano i presidenti - per mesi abbiamo
chiesto invano che venisse abbassata la quota percentuale di applicazione dell'IMU
sugli immobili produttivi (in alcuni casi negli ultimi anni quasi raddoppiata),
perché un'aliquota che supera il 10 per mille su un'immobile che serve a
produrre, dove si crea e si offre lavoro, ci sembra assolutamente
sproporzionata e tale da minacciare
seriamente finanche la sopravvivenza stessa delle attività economiche".
Sarebbe stato un bel segnale di attenzione al mondo imprenditoriale se l'Amministrazione
avesse tenuto conto delle considerazioni espresse dalle Associazioni di
categoria riducendo le aliquote Imu degli immobili utilizzati nell'attività
dell'impresa. "Un segnale concreto e tangibile, perché lo 0,01% dell'anno
scorso alle imprese sembra più una presa in giro. Speriamo che le modiche annunciate
dal Governo vadano davvero in questa direzione".
"Ribadiamo
quanto sia indispensabile - precisano i rappresentanti delle Associazioni modenesi
- imprimere una più decisa accelerazione ai processi di gestione associata dei
servizi e delle funzioni amministrative, almeno sulle politiche fondamentali, come
ad esempio la polizia municipale, i servizi di manutenzione, i servizi tecnici".
Un
capitolo annoso è poi rappresentato dalla burocrazia. Quindi, un impegno non rinviabile
è "semplificare", attribuendo un ruolo centrale
all'autocertificazione, al principio della responsabilità, alle verifiche sul
merito, ai tempi di risposta certi".
"Crediamo
inoltre - sottolineano i quattro dirigenti
associativi - che assieme alle misure per la riduzione della spesa, sia
indispensabile agire per stimolare, favorire (e quindi non frenare/ostacolare
con gli eccessi della burocrazia) il rilancio dell'economia locale, la nascita
di nuove iniziative imprenditoriali e lo sviluppo delle imprese già operanti
sul mercato. Solo così si potrà interrompere la spirale recessiva. Solo così si
produrranno nuove risorse per la PA ,
nuova occupazione e più redditi per le famiglie".
"Inoltre
registriamo che - dicono gli esponenti di Confesercenti, Cna, Lapam e Confcommercio
- è stata introdotta la tassa di soggiorno che noi riteniamo un grave errore,
perché stride in modo evidente con tutti gli investimenti e tutto il lavoro fatto
in questi anni per rafforzare l'identità turistica del nostro territorio".
"Queste
sono solo alcune delle proposte inviate all'Amministrazione dalle nostre Associazioni
- concludono i Presidenti di Confesercenti, Cna, Lapam e Confcommercio - ci
sarebbe piaciuto poterci confrontare prima dell'approvazione del Bilancio 2013,
non è stato possibile, ma auspichiamo che per il Bilancio 2014, stante che
siamo già a giugno, venga attivato un vero approfondimento di merito. Siamo
conviti di poter dare una mano al Comune e crediamo di non essere noi un
ostacolo".
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