sabato 31 luglio 2010

Sosta e Car sharing Modena, Leoni (PdL): “Ecco i buchi delle scelte di Pighi. 600 mila euro di danni ad ATCM in un solo anno”

“Le scelte sbagliate di Pighi su gestione della sosta e del Car Sharing a Modena, hanno fatto perdere ad ATCM ben 600.000 euro nel solo 2009. Una somma enorme che è l’equivalente degli aumenti delle rette di asili e case protette che lo stesso Pighi ha imposto nel 2010 alle famiglie modenesi.
Questa è la dimostrazione dell’incapacità dell’Amministrazione di sinistra di gestire e spendere bene i soldi dei contribuenti. Pighi non può continuare a piangere miseria e a chiedere soldi ai modenesi per rimediare ai suoi danni”.

Lo ha affermato il Consigliere regionale del Popolo della Libertà, Andrea Leoni, a commento dei dati forniti dall’Azienda Trasporti modenese per rispondere ad una interrogazione sul buco di bilancio ATCM presentata da Leoni nei mesi scorsi all’Assessore regionale alla mobilità Alfredo Peri.

“Dati che smentiscono anche le ripetute offensive dichiarazioni dell’Assessore Sitta che per anni, in risposta alla mia richiesta di interrompere il fallimentare servizio di Car Sharing che provocava solo danni economici, ci ha sempre detto che il danno, a Modena, era limitato.
I 167.000 persi dal Car Sharing solo nel 2009, per Sitta sono bazzecole? I 429.000 euro persi da ATCM per la decisione dell’Amministrazione comunale di affidare ad altri la gestione della sosta, sono briciole?
Lo vada a dire alle famiglie modenesi che faticano ad arrivare a fine mese e alle quali, anche quest’anno Pighi ha alzato tasse e tariffe. I dati di bilancio sia del Comune sia delle società di cui il Comune è socia, confermano quanto la propaganda messa in campo dagli amministratori di sinistra contro la manovra del governo sia strumentale ed utile solo a coprire i danni da loro provocati”

Esselunga-coop, Pighi 'tira' le orecchie a Giovanardi: "Non fare confusione"

Il sindaco di Modena al senatore: “Un piano particolareggiato non è un piano direcupero, e solo in questo secondo caso sarebbero stati possibili gli espropri”
Riguardo alle tesi sostenute questa mattina in conferenza stampa a Modena dalsenatore Carlo Giovanardi, secondo il quale l'Amministrazione comunale modeneseavrebbe potuto e, a suo parere, dovuto intervenire sulla questione Coop -Esselunga in via Canaletto, il sindaco Giorgio Pighi invita il parlamentare a"non fare confusione".
Sono tre i punti sui quali Pighi si sofferma, ritornando su quanto già espressoin un precedente comunicato.
In primo luogo la tesi di Giovanardi, ribadisce il sindaco, è già stata smentitadal Tar dell'Emilia Romagna nella sentenza del novembre 2009 che dà torto aEsselunga e ragione al Comune.
"La seconda cosa che trovo singolare - prosegue il sindaco di Modena - èche un'argomentazione di Giovanardi è identica a quella che aveva sostenutoEsselunga nel ricorso che le è stato bocciato, tanto che la stessa Esselunga nonla riprende più nelle pagine pubblicitarie acquistate sui giornali".
Giorgio Pighi si sofferma poi su un terzo punto riguardo alla questione dellapossibilità di intervento e alla liceità di eventuali espropri, e lo fa entrandonel merito delle leggi citate dal senatore Giovanardi: "La legge 457 del1978 da lui citata - afferma il sindaco - dice chiaramente, all'articolo 27comma 2, che i piani di recupero sono cosa diversa e distinta dai pianiparticolareggiati. E comunque devono essere indicati come tali nel pianoregolatore.
Nel nostro prg l'area in questione è indicata come da sottoporre apiano particolareggiato e non a piano di recupero.
Lo stesso piano regolatore,per quanto riguarda la zona di via Canaletto, indica come mera facoltà, non comeobbligo, la previsione di una zona dedicata a supermercato.
L'ipotesi di pianoparticolareggiato presentata inizialmente dai due curatori fallimentari nel1999, prima degli acquisti dei terreni da parte di Coop ed Esselunga, proponevaun supermercato, ma tale eventualità non costituiva e non cost! ituisce obbligo per il Comune, e non fu allora accompagnata da alcunaconvenzione urbanistica che impegnasse i privati".
"La legge 166 del 2002 poi - conclude Pighi - anch'essa citata daGiovanardi, all'articolo 27 comma 5, stabilisce che il prezzo degli espropri‘deve corrispondere al valore venale dei beni espropriati', ma ammettegli espropri solo in caso di piano di recupero".
Quanto ai casi su cui Giovanardi ritorna (tutti di diversi anni fa) il sindacoricorda che sono stati tutti chiariti in sede giudiziaria e il Comune ha sempreavuto ragione.

Sanità Modena, si è conclusa la prima fase del percorso verso il nuovo Piano attuativo locale

Quattordici incontri con gli operatori della sanità e con i cittadini in tutti i distretti; confronti con i sindacati, l’Ordine dei Medici, la Facoltà di Medicina dell’Università di Modena e Reggio Emilia, i farmacisti, la sanità privata e tutte le espressioni organizzate del mondo sanitario. Si è conclusa la prima fase del percorso verso il nuovo Piano Attuativo Locale (Pal), il principale strumento di programmazione dei servizi sanitari avviato dalla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria della provincia di Modena. L’ultimo appuntamento, che si è tenuto nei giorni scorsi presso la sala del Consiglio provinciale a Modena, ha visto protagoniste le associazioni del volontariato di ambito sanitario.
«In vista della definizione di quello che sarà il ‘piano regolatore della salute’ – spiegano i due presidenti della Conferenza, Emilio Sabattini e Giorgio Pighi – abbiamo voluto presentare agli operatori della sanità e alla cittadinanza lo stato attuale dei servizi presenti sul territorio provinciale, perché riteniamo che da qui si debba partire per impostare le scelte future, in modo trasparente e partecipato.
Il bilancio di questi incontri è estremamente positivo – spiegano i due presidenti – perché abbiamo potuto constatare la grande passione con cui gli operatori svolgono il loro lavoro. Abbiamo raccolto proposte, suggerimenti, stimoli e anche segnalazioni relative a situazioni di criticità, e questo ci aiuta a comprendere meglio quali sono gli ambiti sui quali prioritariamente si dovrà intervenire. A cominciare dalla medicina di territorio, sulla quale bisognerà investire risorse maggiori rispetto al passato, per poter meglio rispondere alle esigenze dei cittadini».
Nel corso degli incontri che si sono svolti in tutti i Distretti socio-sanitari della provincia, i presidenti della Conferenza hanno ribadito «la volontà di difendere il sistema universalistico pubblico della sanità e il modello provinciale a rete », spiegando che «sarà necessaria un’evoluzione del sistema. Gli ospedali – precisano Pighi e Sabattini – devono diventare sempre più i luoghi dove curare i casi più gravi e complessi, trovando soluzioni alternative per rispondere alle esigenze più comuni. E questo vale, soprattutto, per le strutture di Pronto Soccorso molte delle quali, come ci hanno segnalato gli operatori, sono gravate dal ricorso improprio di pazienti che potrebbero e dovrebbero trovare altrove la risposta al loro problema». Il tema dell’appropriatezza – aggiungono Pighi e Sabattini – «riguarda inoltre l’accesso alle prestazioni specialistiche, altro ambito sul quale ci sono criticità legate ai tempi di attesa, nonostante il consistente aumento di risorse messo in campo negli ultimi anni».
Sempre per quanto riguarda gli ospedali, i presidenti della Conferenza Territoriale hanno segnalato, nel corso degli incontri con gli operatori e i cittadini, «la necessità di completare i processi di integrazione, a partire dal Policlinico e Baggiovara, con l’obiettivo di recuperare risorse da destinare alla rete».
Dopo una stagione caratterizzata da consistenti investimenti in nuove strutture – nel 2005 sono stati inaugurati gli ospedali di Sassuolo e Baggiovara – i presidenti della Conferenza territoriale sociale e sanitaria hanno precisato inoltre che «per quanto riguarda i futuri investimenti sulla rete ospedaliera, alla Regione Emilia Romagna, alla quale compete l’erogazione dei finanziamenti, verrà segnalata l’esigenza di trovare una soluzione per ovviare alle carenze strutturali del Ramazzini di Carpi. Nell’ambito di un sistema strutturato a rete, ci si deve sempre più abituare a pensare all’area vasta come territorio di riferimento – spiegano Sabattini e Pighi – e le sinergie già esistenti tra l’ospedale di Carpi e quello di Mirandola dovranno guidare le scelte future, anche in caso di realizzazione di una nuova struttura».
Il percorso verso la definizione del nuovo Piano Attuativo Locale proseguirà dopo l’estate, quando verrà convocata l’Assemblea di indirizzo, nel corso della quale saranno approfonditi e valutati tutti i suggerimenti e le proposte relativi alla riorganizzazione della rete sanitaria. Proposte e suggerimenti che possono essere inviati al sito www.pal.provincia.modena.it dove sono già consultabili oltre trenta contributi di operatori e cittadini.

Informazioni personali

scrivi a modenanotizie@gmail.com Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Questo blog è un prodotto amatoriale.L’amministratore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post da parte dei lettori, qualora essi siano lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze.