giovedì 11 luglio 2013

Turismo, Manicardi (Lapam): “Modena deve promuoversi”

"Un euro investito nel settore turismo ne genera sette”.
E' questo lo slogan con cui protestano gli operatori del Settore Beni Culturali per ottenere il rinnovo del contratto di lavoro ma soprattutto per lo stato di incuria delle politiche di valorizzazione del patrimonio artistico e museale di tutto il Paese.
Le politiche tenacemente perseguite ci hanno degradato, in un ventennio, di una dozzina di posizioni nel mercato globale turistico. Sono universalmente noti fallimenti macroscopici, quali l'affidamento della promozione territoriale alle singole regioni che si reclamizzano  singolarmente  rispetto ad un “prodotto paese” che, ovviamente, va promosso come insieme. Se di fronte a situazioni come questa, che moltiplicano sprechi e sovrapposizioni, la Politica Nazionale risponde che “non si  torna indietro nella competenza alle Regioni”, figurarsi l'impatto che hanno a Modena, una città tradizionalmente distratta sull'argomento, le proteste degli operatori del settore.
“Tutti sanno come il lavoro perso nei settori tradizionali di Modena non tornerà più – sottolinea Silvia Manicardi, presidente Lapam Zona di Modena - Perchè una città che ha una massa di beni culturali, quantitativamente fra le prime dieci d' Italia, non si pone il problema di una politica di promozione dei così detti 'giacimenti culturali'? Perché non si dispiega lo stesso zelo col quale in passato si è lavorato ai vari piani di assetto territoriale, produttivo, o commerciale? Modena ha enormi risorse culturali e museali invisibili da decenni. La Galleria Estense è chiusa dal giorno del terremoto dell'anno passato. In se è uno fra i più di 50 musei presenti nella nostra provincia e potrebbe essere un attrattore di grande peso economico. Perchè non si vive la sua chiusura con la stessa drammaticità con la quale si vivrebbe quella di una grande industria? Forse perché, per qualche misteriosa ragione, in Italia una Pinacoteca è percepita come un costo per la collettività mentre in tutto il resto del mondo i musei spesso si pensano e allestiscono a fine di lucro. Perché da noi mostre ed esposizioni sono spese per i pubblici bilanci mentre altrove si allestiscono per poterle poi, dopo averle sfruttate come attrattori di visitatori e consumatori, lucrosamente noleggiare?”

“C'è chi sostiene che “della cultura non si fa merce – conclude Silvia Manicardi - E allora ritorna alla memoria uno slogan che recita: 'Se qualcuno eredita gli Uffizi da suo padre e muore di fame, quello è un cretino!'. Dovremo davvero come modenesi fare definitivamente questa figura agli occhi del mondo?”

Nessun commento:

Informazioni personali

scrivi a modenanotizie@gmail.com Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Questo blog è un prodotto amatoriale.L’amministratore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post da parte dei lettori, qualora essi siano lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze.