"Prima di trincerarsi
dietro alla facile giustificazione, soprattutto in questi tempi, che non ci sono
più soldi quindi il servizio potrebbe essere tagliato, il Presidente della
Provincia Sabattini, in quanto pubblico Amministratore a capo di un Ente
direttamente interessato al trasporto pubblico e alla mobilità, dovrebbe
interrogarsi e rispondere su dove sono andati a finire le decine di milioni di
euro stanziati negli ultimi dieci anni per una linea che, sulla base delle
dichiarazioni sue e dei suoi compagni Errani e Pighi, doveva essere il fiore
all'occhiello del sistema di trasporto pubblico provinciale, soprattutto in
un'ottica di mobilità sostenibile, alternativa alla gomma.
Inoltre dovrebbe spiegare perché con tanta facilità oggi si dichiara pronto a rassegnarsi all'ipotesi di una paventata soppressione del servizio che sconfesserebbe, sia in linea di indirizzo che nel merito, la stessa politica portata avanti, almeno a parole, da Regione e Provincia stessa, che puntavano alla ferrovia come alternativa sostenibile al trasporto su strada.
Inoltre dovrebbe spiegare perché con tanta facilità oggi si dichiara pronto a rassegnarsi all'ipotesi di una paventata soppressione del servizio che sconfesserebbe, sia in linea di indirizzo che nel merito, la stessa politica portata avanti, almeno a parole, da Regione e Provincia stessa, che puntavano alla ferrovia come alternativa sostenibile al trasporto su strada.
Delle due l'una: o
Sabattini ammette il fallimento politico e amministrativo di chi fino ad ora ha
avuto il compito di gestire la linea e dice chiaramente che è giusto chiuderla,
oppure agisca, nell'ambito delle sue competenze, affinché il servizio sia
migliorato allo scopo di portarlo in attivo, anzichè in passivo nel rapporto tra
costi di gestione e numero di utenti.
Purtroppo da anni a questa parte sembra che si faccia di tutto per peggiorare il servizio e generare disaffezione tra gli utenti, ovvero quelle condizioni che da un lato rendono il servizio stesso antieconomico e dall'altro servono poi agli stessi amministratori per sostenere le eventuali ipotesi di soppressione.
E' lo stesso copione messo in scena per il graduale smantellamento e la scomparsa dei Pronto Soccorso in provincia, chiusi perché, a detta degli amministratori, scarsamente utilizzati, senza però spiegare le vere ragioni della diminuita affluenza, verosimilmente legata alla precisa scelta politica di dirottare verso Baggiovara tutte le urgenze.
Sabattini dica almeno
da che parte sta".Purtroppo da anni a questa parte sembra che si faccia di tutto per peggiorare il servizio e generare disaffezione tra gli utenti, ovvero quelle condizioni che da un lato rendono il servizio stesso antieconomico e dall'altro servono poi agli stessi amministratori per sostenere le eventuali ipotesi di soppressione.
E' lo stesso copione messo in scena per il graduale smantellamento e la scomparsa dei Pronto Soccorso in provincia, chiusi perché, a detta degli amministratori, scarsamente utilizzati, senza però spiegare le vere ragioni della diminuita affluenza, verosimilmente legata alla precisa scelta politica di dirottare verso Baggiovara tutte le urgenze.
Dante Mazzi,
capogruppo in Consiglio provinciale di Modena
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