mercoledì 31 luglio 2013

Terremoto, Pilati (Comparto Costruzioni Lapam):“Incentivi permanenti e tempi di pagamento. Riconoscere il 65% all'area

“Un intervento fortemente sollecitato da Lapam Confartigianato Costruzioni che coglie numerosi obiettivi: rilancio delle imprese delle costruzioni, riqualificazione del patrimonio immobiliare, risparmio energetico e difesa dell’ambiente, emersione di attività irregolari”.

Sandro Pilati, presidente del Comparto Costruzioni di Lapam, esprime un giudizio positivo sull’emendamento per rendere permanenti dal 2014 gli incentivi per ristrutturazioni edilizie ed efficienza energetica previsti dal Dl ecobonus, approvato all'unanimità dall'Aula di
Montecitorio con il parere favorevole del Governo e della Commissione Ambiente della Camera. Da risolvere al più presto la situazione paradossale del mancato riconoscimento delle zone colpite dal sisma 2012 tra le aree di estensione degli sgravi fiscali del 65% per gli interventi antisismici. E' l'ennesima dimostrazione di una burocrazia che non riconosce la realtà.

“Come Comparto Costruzioni – sottolinea Pilati – chiediamo di rendere strutturali le detrazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica in edilizia. Chiediamo inoltre che, nel momento in cui l'applicazione degli incentivi venga resa permanente, si prevedano norme chiare sui tempi di pagamento alle imprese. L’efficacia di queste misure, che il Governo ha prorogato a fine anno con il provvedimento sull’ecobonus e le ristrutturazioni in edilizia, è dimostrato dall’aumento del 5,5% della produzione delle costruzioni tra marzo e aprile 2013, da attribuirsi soprattutto all’accelerazione di interventi di riqualificazione avviati dalle famiglie italiane in prossimità della scadenza delle agevolazioni originariamente prevista per il 30 giugno, cioè prima della proroga a dicembre 2013. Non dimentichiamo che il settore delle costruzioni ha un potente effetto-leva per molte attività economiche dell’indotto”.

Secondo Pilati “visto che il 60% del patrimonio immobiliare nazionale risale a prima degli anni ’70 e il sostanziale blocco delle nuove costruzioni, si deve puntare sulla manutenzione rendendo appunto permanenti gli incentivi per favorire la riqualificazione di edifici, case e quartieri. Il nuovo modello su cui puntare è il passaggio dal costruire al ‘costruito’, che privilegi interventi sull’esistente, evitando il consumo del territorio”.

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