Ancora flessioni, seppur attenuate, per produzione e
ordini interni, ma torna in territorio positivo il fatturato delle imprese
manifatturiere modenesi, e si incrementano gli ordini dall’estero.
Questi in estrema sintesi i risultati dell’indagine
congiunturale sul secondo trimestre 2013, svolta dalla Camera di Commercio di
Modena in collaborazione con Cna e Confindustria provinciali, su un campione
statisticamente significativo di imprese del settore manifatturiero.
Nel dettaglio, la produzione industriale ha mostrato un
lieve calo, -1,7% nel secondo trimestre 2013 rispetto allo stesso trimestre
2012. Se si considera però la variazione rispetto al trimestre precedente
emerge un incremento che lascia ben sperare per la dinamica futura: +6,7%.
Il fatturato delle aziende torna a crescere dopo quattro
trimestri in flessione: +1,9% sempre rispetto al secondo trimestre dello scorso
anno.
Per quanto concerne gli ordini, indicatore che riveste un
carattere previsivo rispetto all’andamento della produzione, si conferma il
calo per il mercato interno (-1,9%) seppure molto attenuato rispetto a quanto
evidenziato nei trimestri precedenti. Sul fronte estero, emerge invece una
crescita del 4,7% che conferma una volta di più la capacità di traino delle
esportazioni sul sistema industriale. La percentuale di vendite all’estero sul
totale del venduto sfiora il 39%. L’occupazione delle imprese in campion rimane
pressochè stazionaria.
Nell’esame dei dati è necessario tener presente che le
stime sono tendenziali ovvero riferite al medesimo trimestre dell’anno
precedente, che è stato in parte pesantemente condizionato dalle conseguenze
del sisma.
L’indagine pone ai
referenti aziendali anche domande sulle prospettive nel breve periodo. Riguardo
alla variabile produzione è nettamente aumentata la percentuale di imprese che
si attende stazionarietà nel trimestre successivo arrivando a sfiorare il 70%.
Solo il 7% degli intervistati ha previsto un aumento, mentre il restante 23%
vede come probabile un ulteriore calo. Emerge quindi una certa prudenza nel
formulare attese ottimistiche.
L’andamento
settoriale
A livello settoriale, in
sintesi, il secondo trimestre dell’anno ha portato valori positivi soltanto
nella maglieria e nel metalmeccanico. Il biomedicale ha mostrato un notevole
balzo in avanti, ma questo dipende dal fatto che il confronto, come detto, è
effettuato con un trimestre toccato dal blocco produttivo causato dal
terremoto.
Iniziando proprio da questo
settore, si evidenziano aumenti tendenziali nell’ordine del 36,8% per la
produzione, del 37,8% per il fatturato, del 3,2% per gli ordini interni, e del
14,3% per quelli esteri.
La percentuale di vendite
all’estero sul totale del fatturato è, in questo comparto, tra le più alte del
campione arrivando a quota 64,7%.
La maglieria, che
presentava variazioni negative già da diversi trimestri, pare tornata a
risollevarsi, mostrando incrementi del +2,9% per le quantità prodotte, e del
+3,2% per il fatturato. Gli ordini interni sono fermi ai livelli dello scorso
anno, mentre quelli esteri aumentano di un +2,5%. La percentuale di fatturato
che deriva dai mercati esteri è del 33,4%.
Non si può dire altrettanto
per il settore della confezione di articoli di abbigliamento che risente ancora
della congiuntura negativa, con flessioni del -12% nella produzione, del -3,9%
nel fatturato, del -10,1% negli ordini interni, e del -1,2% in quelli
dall’estero. La quota di fatturato esportata raggiunge il 40%.
Note dolenti anche per
l’industria alimentare: la produzione cala del -8%, il fatturato del -2,4%, gli
ordini domestici del -4,2%. Soltanto gli ordini dall’estero mostrano un lieve
incremento: +0,8%, sempre rispetto al secondo trimestre dello scorso anno.
Questo settore è il più legato al mercato interno, avendo una quota di esportazioni
che raggiunge soltanto il 9% del fatturato.
Continua il momento
negativo anche nel settore delle piastrelle in ceramica, che ha visto contrarsi
la produzione del -10,9% e il fatturato del -3,7%. Riguardo agli ordinativi, il
calo del -11,6% nel mercato interno, è bilanciato da un aumento del +9,9% in
quello estero, dove si commercializza più della metà del venduto.
Variegata ma nel complesso
positiva appare la situazione dei diversi comparti che compongono il
metalmeccanico, dai prodotti in metallo, alle macchine e apparecchi meccanici,
alle apparecchiature elettriche e elettroniche. Il primo comparto riporta dati soddisfacenti:
+2,4 la produzione, +3,3 il fatturato, +3,9 gli ordini interni e +7,7 quelli
esteri. La quota di fatturato esportata è pari al 25%.
Il comparto macchine e
apparecchi meccanici sembra attraversare una fase interlocutoria: ancora in
leggero calo rimane la produzione (-1,5%), mentre aumentano il fatturato
(+3,3%), gli ordini interni (+2%), e quelli esteri (+7,2%). Le vendite all’estero
hanno sfiorato quota 60%.
Il comparto dei prodotti
elettrici ed elettronici ha riportato dati positivi nel secondo trimestre, dopo
un avvio d’anno negativo. Produzione e fatturato si sono incrementati
rispettivamente del +13,8% e +8,1%. Gli ordini dal mercato italiano sono
diminuiti del -3,9% mentre quelli dall’estero hanno riportato un balzo che ha
sfiorato il 30% dopo il pesante tonfo del trimestre precedente. Il settore
esporta per un 43% del proprio fatturato.
Un discorso a parte merita
il settore dei produttori di mezzi di trasporto, dove produzione e fatturato
hanno mostrato una battuta d’arresto: -7,9% la prima, -6,4% il secondo. Rimane
positiva invece la dinamica degli ordinativi (+7,8 dal mercato domestico, +3,7%
da quelli stranieri). La quota di export si è notevolmente ridimensionata in
questo trimestre (47%).