Specchi parlanti, stivali che camminano da soli, ranocchi pronti a
trasformarsi con un bacio, e alla fine la classica frase “e vissero felici e
contenti”. Con oltre trecento illustrazioni d'epoca tra figurine, cartoline e
giornalini per ragazzi, si appresta a concludersi la mostra “Cammina cammina...
fiabe d'Europa in figurina”, che il Museo della Figurina di Modena in corso
Canalgrande 103 ha dedicato alla ricchissima tradizione di fiabe e racconti del
Vecchio continente. Con la fine della mostra, domenica 14 luglio, si fermerà
anche il Museo per la chiusura estiva. La riapertura è prevista per venerdì 13
settembre in corrispondenza del Festival filosofia. L'ingresso è gratuito, da
mercoledì a venerdì dalle 10.30 alle 13 e dalle 16 alle 19.30, sabato, domenica
e festivi dalle 10.30 alle 19.30.
Ricche di dettagli o essenziali,
rassicuranti o terrifiche, le singole figurine illustrano le scene chiave del
racconto e restituiscono l'atmosfera di paesi diversi – la Germania dei fratelli
Grimm, la Francia di Perrault, la Danimarca di Andersen – permettendo di
riconoscere nella fiaba una delle radici su cui si è costruita la cultura
europea. Non soltanto destinate ai bambini, le fiabe erano molto apprezzate
dagli adulti, che le raccontavano davanti al focolare o durante lo svolgimento
di lavori manuali.
Curata dall'associazione Hamelin, la mostra è nata
all'interno del progetto culturale “Il ratto d'Europa” promosso da Emilia
Romagna Teatro ed è prodotta grazie al contributo della Fondazione cassa di
risparmio di Modena. Si snoda attraverso sezioni tematiche: 'Il racconto',
dedicato alla diffusione orale delle fiabe; 'I luoghi', spazi dalla natura
simbolica, che riflettono sensazioni e psicologia del personaggio; 'Le cose',
oggetti presenti nella narrazione, emblema del difficile rapporto tra uomo e
mondo esterno; 'Il destino', cioè lo sviluppo della storia fra trasformazioni,
incantesimi e incontri; infine 'Le riletture', sezione in cui si esplorano
rifacimenti, parodie e nuovi racconti nei quali i personaggi tradizionali come
Cappuccetto Rosso o Cenerentola tornano in vita. Per ogni tema sono esposte
figurine come le classiche “Liebig” e le più grandi “Bon Marché”, album come
quelli realizzati dalla ditta di cioccolato “Stollwerck”, pop-up e altri
materiali, fino agli spezzoni di celebri film influenzati dalla tradizione
fiabesca, come “Psycho” o “Matrix”.
Il catalogo edito da Franco Cosimo
Panini riproduce tutte le immagini in mostra, con un testo introduttivo di Elena
Massi e una fitta trama di spunti, curata da Emilio Varrà, per interpretare i
nuclei tematici delle fiabe. Della mostra fanno parte anche le installazioni
degli studenti dell'Istituto d'arte Venturi e “L'angolo del cantastorie”, uno
spazio per sedersi e narrare, lasciandosi ispirare da trentasei libretti che
raccolgono fiabe più o meno note: da “Pelle d'Asino” a “La fata Berliquette” e
“Il nano giallo”. I libretti si possono consultare al Museo o acquistare al
bookshop.
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