martedì 13 maggio 2008

Boom di clandestini a Modena. E' terza in Italia e prima in Emilia Romagna

Boom di clandestini a Modena (25,5 ogni mille abitanti), che si trova al terzo posto in Italia per densità di stranieri senza permesso di soggiorno dopo Brescia e Mantova. Al quarto posto Reggio Emilia (24,5), al sesto Parma (20,4), al settimo Bologna (20,2), al nono Piacenza (18,9).
Seguono gli altri capoluoghi della regione: Rimini è 16/a con 16,5 clandestini ogni mille abitanti, Forlì è 24/a (14,5), Ravenna 28/a (12,8) e Ferrara 38/a (10,8). Dei capoluoghi emiliani, solo Ferrara ha una presenza di clandestini che si attesta sulla media nazionale (11 ogni mille abitanti) mentre gli altri hanno tutti dati superiori.
Per quanto riguarda lo scenario nazionale sono 650mila i clandestini che lavorano nelle città italiane, ma senza permesso di soggiorno. In media, 11 ogni mille abitanti. Nella graduatoria delle aree ad alta densità di immigrazione clandestina le prime dieci sono nel ricco Nord e undicesima è Macerata. Sono questi alcuni dei risultati del primo 'censimento' degli extracomunitari sans papier messo a punto sulla base delle 724mila domande di assunzione presentate per il decreto flussi 2007. L'indagine è stata compiuta dal dipartimento di Demografia dell'Università Milano Bicocca per il Sole 24 Ore e per la Fondazione Ismu.
Sui dati modenesi è intervenuto il Consigliere regionale del Pdl Andrea Leoni ha sottolineato che “Modena è una delle capitali d’Italia degli extracomunitari irregolari. Una condizione intollerabile che fa di Modena una polveriera pronta ad esplodere in ogni momento. Una presenza così massiccia di individui non in regola non può che creare problemi. Non per niente tutti i giorni registriamo episodi di criminalità varia riconducibile a stranieri irregolari. C’è da chiedersi però come mai gli extracomunitari prediligano Modena rispetto ad altre zone del Paese. E’ evidente che il buonismo degli enti locali della sinistra che concede tutto è un richiamo irresistibile. Chi non è in regola sa bene che a Modena troverà quello che non è concesso da altre parti".

A Modena visite alla moschee si, no alla Madonna di Fatima

E' una statue della Madonna Pellegrina di Fatima a dividere la comunità modenese; una delle sette riproduzioni che da anni fanno il giro del mondo doovrebbe 'far visita' a nove scuole cittadine ma l'iniziativa ha scatenato polemiche politiche, dopo lo stop arrivato dal Comune.
Ancora prima che l'effigie giungesse a Modena, si legge dalle colonne del quotidiano Qn-Resto del Carlino, l'assessore comunale all'istruzione Adriana Querzè, del Pd, ha definito "quanto meno inopportuna" la visita dell'immagine sacra nei singoli istituti, una 'freddezza' istituzionale che ha sollevato pesanti critiche dai banche dell'opposizione.
Ha infatti rivolto una interrogazione alla Giunta Errani il consigliere regionale del Pdl Andrea Leoni per sapere "se la Regione condivide la ragioni per le quali il Comune di Modena ha invitato gli stiudenti a partecipare all'iniziativa 'Moschee aperte' e ad ascoltare la lezione dell'imam integralista mentre ha considerato la visita della Madonna di Fatima inopportuna", mentre Enrico Aimi (An) ha tacciato il Comune di "fanatismo ideologicista di ispirazione marxista".
Pronta la risposta di Querzè: "per rispetto del Concordato fra Stato e Chiesa gli insegnanti - ha ricordato l'esponente Pd - devono eviatare di proporre atti di culto quando la classe è unita al di fuori delle ore di religione. Piaccia o no questa è la legge".
Intanto un istituto cattolico cittadino, il Sacro Cuore, ha declinato l'opportunità di ospitare per qualche ora la Madonna nella propria cappella per qualche ora "per questioni organizzative", mentre, riferisce il quotidiano, ieri i bambini dell'asilo del 'Sacro Cuore di Ragusa' hanno accolto, festosi la statua sacra, regalandole biglietti e disegni

fonte: Alicenews

domenica 11 maggio 2008

Terrorismo, a Modena scritta oltraggiosa contro Calabresi

Modena - La scritta 'Commissario Calabresi assassino' firmata da una 'A' cerchiata è apparsa questa mattina a Modena in via Francesco Selmi sui muri della chiesa sconsacrata di San Paolo, nella quale, nell'ambito delle celebrazioni per la giornata del ricordo delle vittime del terrorismo, Mario Calabresi, figlio del commissario, ha incontrato un'ottantina di studenti della città.
"Un insulto alla ragione, opera di persone prive di coscienza e che rappresentano sole se stesse, un fatto disgustoso, ma assolutamente isolato". Il Sindaco Giorgio Pighi, in relazione alla scritta oltraggiosa sul Commissario Calabresi, condanna l'episodio e ribadisce la vicinanza sua e della città al figlio del funzionario di polizia ucciso dalla BR, il giornalista Mario Calabresi, presente oggi a Modena per un incontro con gli studenti. Per il presidente della Provincia di Modena Emilio Sabattini è "un gesto che ci riporta a quel passato: è una vergogna che a Modena si continuino a riprodurre certi cliché a dispetto della verità storica su Calabresi emersa dalle indagini".
Non appena informati della presenza della scritta, i servizi del Comune di Modena hanno provveduto a cancellarla, non senza aver prima segnalato la cosa alla Questura, alla quale, per altro, è stata anche fornita debita documentazione fotografica per eventuali indagini.
"Modena ed i modenesi sono rappresentati dalle manifestazioni di oggi promosse dalla Provincia e da quanti ieri, per iniziativa del Comune, hanno deposto le corone davanti alla lapide di Marco Biagi ed alla nuova stele che ricorda Aldo Moro, gli agenti della scorta e tutte le vittime del terrorismo. Prendiamo atto della stupidità di pochi -conclude il Sindaco- ma non perdiamo di vista la totale unitarietà di intenti contro ogni forma di terrorismo che ha sempre caratterizzato la comunità modenese.
“Nel giorno in cui si celebrano le vittime del terrorismo, l’insulto alla memoria di chi, come il Commissario Calabresi, ha sacrificato la propria vita per combatterlo, offende tutta la città e le persone che credono nella democrazia e nella libertà. Così l'Onoroveole Isabella Bertolini del Pdl ha commentato il grave episodio. "Dopo le provocatorie lezioni dei terroristi non pentiti, Curcio e Scalzone, Modena continua evidentemente a rappresentare un terreno fertile per i nostalgici di una stagione terribile, che ha provocato tanti lutti al nostro Paese. La pericolosa opera di riabilitazione dei terroristi, messa in campo dai governi della sinistra, che ieri ha però trovato una doverosa condanna da parte del Presidente delle Repubblica Napolitano, continua ad avere a Modena effetti su frange estremiste, che credono ancora nella violenza come unica forma di espressione politica. Questo è molto preoccupante. La Modena civile - ha concluso l'On. Bertolini - non può rimanere in silenzio di fronte a questa ennesima e gratuita provocazione”.
fonte: QN

sabato 10 maggio 2008

Banca Popolare dell'Emilia Romagna, clamoroso flop di Samorì, vince la dirigenza

Modena. Vince la continuita', vince la lista espressione dell'attuale management e per Giampiero Samori' capofila della lista di forte contestazione al vertice della banca, guidata dall'Ad Guido Leoni e' una sonora sconfitta.
E' questo in sostanza l'esito dell'elezione per i sei membri del cda della Banca Popolare dell'Emilia-Romagna a cui hanno partecipato circa 7300 soci per un totale alla fine di quasi mila 11 mila voti espressi, tenendo conto anche delle deleghe.
La lista n.1, espressione del management, ha ottenuto 5297 voti mentre la lista di Giampiero Samori' si e' fermata a 1221.
Un ottimo risultato ha ottenuto invece la lista n.3, guidata dall'avvocato Giovanni Battista Chiossi che aggregava soci piccoli, medi e grandi ma anche le coop di Modena e Reggio oltre alla Confesercenti.
Per l'Avvocaro Samorì il tentativo di ingresso nel vertice della banca si è rivelato una disfatta clamorosa. Dopo aver ingaggiato una lotta furiosa con al dirigenza a colpi di spot televisivi, radiofinici e sulla carta stampata i soci non hanno avuto fiducia in lui. Dopo l'esclusione dalle liste per il senato nel Popolo della Libertà con questa nuova sconfitta continua per l'Avvocato Samorì un periodo certamente poco felice.

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