sabato 29 giugno 2013

Sisma, Confesercenti: “Indicatori economici alterati nei comuni colpiti: studi di settore 2012 inapplicabili per le imprese”

“Chiarezza e risposte certe”, invoca Confesercenti Area nord per le imprese dei comuni della provincia colpiti dal sisma. “Anche in materia di Studi di settore: dal momento in cui, causa il terremoto, l’alterazione degli indicatori economici rappresenta un dato di fatto concreto che li rende almeno per l’anno 2012 inapplicabili”.

La richiesta dell’Associazione imprenditoriale sorge dalla necessità non più rinviabile, di dirimere una volta per tutte una vicenda ancora tutt’altro che chiara. “Se in tema di burocrazia e fisco – fa notare Confesercenti - l’approvazione del  DL 43, atto a concedere la proroga della sospensione dei pagamenti di imposte e contributi da parte delle imprese colpite direttamente o con gravi danni economici, è stata colta positivamente, siamo a ricordare che a tal verso manca ancora però un importantissimo tassello per altro molto atteso dalle realtà imprenditoriali. Ovvero: quella circolare dell’Agenzia delle Entrate, annunciata più volte, oltre che da tempo, volta a dirimere la questione in merito all’applicazione del Codice di esclusione 7, inerente agli Studi di settore, relativo al non normale svolgimento dell’attività, per le imprese operanti nell’area del sisma”.


“Le circolari fino ad oggi emanate dall’Agenzia delle Entrate in materia, non offrono alle realtà imprenditoriali della bassa modenese colpite dal sisma, nessuna certezza riguardo l’applicazione delle norme. Una situazione di precarietà interpretativa quella generatasi in cui troppe imprese correrebbero il serio rischio di incorrere in accertamenti con tutto quello che ne conseguirebbe in termini negativi. Ritenendo e ribadendo quindi che la situazione creatasi in tutti i comuni nell’area del cratere, a seguito del sisma abbia alterato fortemente ed in modo fin troppo evidente tutti gli indicatori economici da rendere di fatto inapplicabili gli studi di settore per l’anno 2012, è nostro auspicio che tale situazione trovi il giusto riconoscimento nonché l’adeguato provvedimento e soluzione da parte dell’Agenzia delle entrate”, conclude Confesercenti.   

La Direzione Pd di Modena vara il cantiere per la costruzione del programma

La Direzione provinciale del Pd, riunitasi nella mattinata di sabato, ha varato il cantiere per la costruzione del programma, percorso fondamentale sia nell’ottica del congresso che in quella delle amministrative. Entro la fine del mese di luglio sarà riunita l’Assemblea provinciale che enuncerà i principali punti programmatici su cui si aprirà una discussione ampia, aperta a iscritti, elettori e cittadini. Da questo percorso uscirà il patrimonio di nuove idee  in cui si concretizzerà quella “sfida dell’innovazione politica” che – ha confermato il segretario provinciale Pd Paolo Negro – è la condizione per rilanciare la credibilità e l’efficacia della azione politica del partito”. Negro ha anche presentato alla Direzione la composizione dell’Esecutivo, gruppo operativo che affiancherà il segretario nel suo lavoro dei prossimi mesi, mentre invariati rimangono componenti e ruolo della segreteria politica.

La consigliera regionale del Pd Luciana Serri è il nuovo presidente della Direzione provinciale del Pd in sostituzione di Marco Bondi che ha rassegnato le proprie dimissioni. Lo ha deciso la stessa Direzione provinciale nella seduta di sabato 29 giugno, la seduta che ha anche varato, con voto unanime, il cosiddetto “cantiere per la costruzione del programma”, un percorso di confronto e approfondimento ampio e partecipato che dovrà fornire un patrimonio di idee e punti programmatici utile non solo in vista degli appuntamenti congressuali dell’autunno, ma anche in prospettiva delle amministrative della primavera 2014. “E’ questo il sentiero che proponiamo di percorrere a Modena – ha detto nel corso della sua relazione il segretario provinciale Pd Paolo Negro - la costruzione del progetto del Partito democratico verso le amministrative e verso il congresso ascoltando la propria base, il proprio tessuto vivo e vitale, confrontandosi con la società modenese per com’è e per com’è cambiata, leggendone le trasformazioni, per cogliere come il Pd modenese deve rinnovare la propria presenza e la propria proposta politica”. La sfida, quindi, ha ribadito Paolo Negro è quella “dell’innovazione politica”: “C’è una domanda di forte e buona politica, di partecipazione, che si misuri con la situazione di sofferenza anche del sistema Modena, che il Pd deve sapere interpretare, rinnovando e radicando nella società il proprio progetto politico e le proprie proposte, individuando quindi le persone più capaci per realizzarle”. L’avvio del percorso di costruzione del programma sarà sancito dalla riunione dell’Assemblea provinciale, l’organismo più largo e rappresentativo del Pd, aperta a tutti gli amministratori e dirigenti locali del partito, che sarà convocata entro la fine del mese di luglio. Sulla base di prime elaborazioni prodotte in queste settimane, l’Assemblea varerà le tesi di partenza: su di esse inizierà il confronto che non si avvarrà solo degli strumenti tradizionali (assemblee tematiche si terranno sui territori), ma anche di strumenti più innovativi come l’attivazione di uno spazio web dedicato per raccogliere on line idee e temi. La stessa Festa provinciale del Pd sarà occasione di partecipazione e di raccordo tra le proposte locali e quelle nazionali. Il percorso si concluderà con una Conferenza di programma aperta da svolgersi prima dell’avvio della fase congressuale locale. “L’idea di partire dalla proposta di governo del Pd, da costruire insieme – conclude Paolo Negro – non è un diversivo, per prender tempo e  coprire il rumore di fondo. E’ una vitale necessità, una scelta di valore, in sintonia con il sentimento comune dei modenesi che ci chiedono di occuparci prima dei problemi e delle proposte”.

Il segretario provinciale Pd Paolo Negro ha anche presentato alla Direzione la composizione del nuovo Esecutivo, gruppo operativo che affiancherà il lavoro del segretario nei prossimi mesi. Tra i componenti ci sono alcune conferme, come Cristina Cavani che si occuperà dell’Organizzazione e delle risorse del partito, Demos Malavasi che lavorerà sul tema Enti locali, Marco Busani impegnato su Ambiente e territorio e organizzazione della Festa. Nuovi componenti dell’Esecutivo sono, invece, Irene Guadagnini (presidente dell’Assemblea comunale del Pd di Modena), Giulia Pigoni (consigliere comunale a Sassuolo e presidente del Consiglio dell’Unione dei Comuni del Distretto ceramico), Benedetta Brighenti (vicesindaco di Castelnuovo Rangone), Ludovica Carla Ferrari (imprenditrice), Luca Sabattini (assessore al Bilancio del Comune di Castelfranco Emilia), Andrea Trenti (coordinatore della segreteria provinciale dei Giovani democratici), Flavio Lodi (libero professionista e presidente dell’associazione Agire politicamente), Filippo Molinari (sindaco di Medolla e vicepresidente dell’Unione dei Comuni dell’Area Nord). Concorrono ai lavori dell’Esecutivo per la loro specifica funzione anche i coordinatori Pd di zona. “Un gruppo di persone con competenze anche molto diversificate – ha spiegato il segretario provinciale Pd Paolo Negro – che potranno dare, in concreto, una mano per il grande lavoro che ci aspetta nei prossimi mesi”. Resta, comunque, fermo il ruolo della segreteria politica come momento di coordinamento sulle scelte politiche di fondo della politica generale del partito. 

venerdì 28 giugno 2013

Vigili del Fuoco Modena, da un anno manca il Comandante

E' più di un anno che i Vigili del Fuoco di Modena sono senza una vera e  propria guida per l'organizzazione del Comando, mettendo in grave  difficoltà la gestione del servizio, con ricadute anche per la sicurezza dei lavoratori.
Infatti, da più di un anno, dopo il pensionamento del precedente dirigente  a Modena, manca il Comandante dei pompieri e quindi non esiste un punto di  riferimento a cui ci si può rivolgere per trovare le giuste risoluzioni ai  problemi quotidiani, ma, peggio ancora, non esiste alcuna programmazione delle attività a cui ogni Comando provinciale è chiamato a rispondere.
I lavoratori sia amministrativi che operativi sono vittime di un disorientamento organizzativo che, certamente, non giova all’immagine del servizio costruita nel corso degli anni e che ha portato a garantire la copertura del soccorso nell’intero territorio provinciale.
L’assenza di un coordinamento rischia di lasciare spazio a soluzioni estemporanee e di adottare iniziative non appropriate. Nel corso di questi mesi i sindacalisti del settore di Cgil Cisl e Uil hanno inviato al Dipartimento dei Vigili del Fuoco precise note di richiesta di assegnazione di un Dirigente considerato il fatto che la provincia di Modena da oltre un anno convive con la situazione emergenziale derivante dal terremoto del maggio 2012.
Il risultato degli appelli al Ministero dell'Interno è stato un mortificante silenzio che è la dimostrazione evidente dell'assenza di consapevolezza dei problemi quotidiani con i quali si trovano a convivere coloro che svolgono il servizio di soccorso ai cittadini dell'intera provincia di Modena.
Questa situazione non può più essere tollerata visto che la gestione del servizio di soccorso deve assolutamente derivare da una linea di comando, che però oggi non esiste e che è alla base della preoccupazione dei sindacati per la sicurezza dei lavoratori e della cittadinanza.
La dimostrazione dell'assenza di consapevolezza dei problemi che si vivono presso il Comando di Modena, è data dal fatto che il Ministero, anche nei mesi successivi al terremoto, non ha manifestato attenzione alle criticità del Comando, richiamandolo addirittura a limitare le spese per il funzionamento degli automezzi, senza preoccuparsi minimamente del grande
lavoro conseguente agli eventi calamitosi nella Bassa Modenese. Non è più accettabile che a Modena i Vigili del Fuoco siano senza un Comandante. I sindacalisti rivolgono perciò un appello anche alle forze politiche di Modena affinchè si uniscano alle loro denuncie.

Vincenzo Santoro   FP/Cgil Modena
Silvano Patrocli     FPS/ Cisl Modena
Fernando Boccia  UIL PA Modena

Bilancio 2013, Assohotel e Federalberghi Modena contro la tassa di soggiorno: “Il Comune valuti attentamente le conseguenze: ne patirebbe non solo l’indotto turistico ma l’intera economia cittadina”


Asshotel e Federalberghi lanciano un appello al Consiglio Comunale di Modena ormai prossimo (lunedì 1 luglio 2013) all’approvazione del Bilancio di previsione 2013, a confermare la sospensione fino al 31 dicembre di quest’anno, dell’imposta di soggiorno. “Fatichiamo a credere che nel bilancio del Comune di Modena – fanno sapere congiuntamente Daniele Cavazza di Assohotel Modena e Amedeo Faenza di Federalberghi Modenanon ci sia la possibilità di reperire attraverso razionalizzazioni di spesa quei 300.000,00€ destinati ad entrare nelle casse comunali dal ripristino dell’Imposta di soggiorno”.

Premesso che la suddetta imposta nella nostra città, già verificato per altro nei pochi mesi in cui lo scorso anno è stata applicata, darà un gettito che difficilmente arriverà alla cifra posta in bilancio, l’impatto sulle strutture turistiche e su tutto l’indotto sarà molto più pesante. “Forse - dichiarano Cavazza e Faenza - non tutti sono a conoscenza del fatto che il 90% di chi soggiorna nelle strutture alberghiere cittadine lo fa per motivi di business, e che, nella stragrande maggioranza dei casi, i clienti degli hotel sono ospiti di aziende modenesi. Le stesse imprese potrebbero quindi decidere di far soggiornare i propri clienti nelle strutture del comune di Reggio Emilia ad esempio dove l’imposta non sarà applicata”.

Ma pure l’ambito del turismo tradizionale dovrà fare i conti con la decisione del Comune. La tensione concorrenziale sui prezzi delle camere in questi anni ha portato i Tour Opereaor a scegliere destinazioni sulla base di differenze di prezzo anche di pochissimi euro. Per cui l’aumento che provocherà l’imposta di soggiorno, soprattutto a stagione in corso, potrebbe far spostare la destinazione su città con caratteristiche turistiche simili alla nostra com’è ad esempio Parma dove tale imposizione non è stata applicata.

“Ovvio che tutto questo può portare ricadute negative anche per ristoranti, bar ed esercizi commerciali di vario tipo, attivi sul territorio comunale. Da ultimo, ma non per minor importanza, dovrebbe essere valutato anche il danno scaturente da tale conseguenza, in termini occupazionali. Con la scelta di applicare la tassa di soggiorno si prevede una diminuzione delle presenze che necessariamente implica una riduzione del personale attivo nelle strutture. In sintesi - concludono Cavazza e Faenza - visto che autorevoli studi dimostrano come 1€ speso nel turismo genera 7€ di ricchezza sul territorio, la ricaduta sul PIL modenese potrebbe essere molto più pesante dei 300.000,00€ previsti in bilancio come introito derivante dall’Imposta di soggiorno. Pur dando atto a quei Consiglieri Comunali che si stanno impegnando a sostenere emendamenti tesi alla proroga della sospensione, come ad esempio Eugenia Rossi, facciamo appello a tutto il Consiglio Comunale affinché voglia trovare coerenza tra gli obiettivi di rilancio del turismo in città ed applicazione di nuove tasse”.

giovedì 27 giugno 2013

Carpi, venerdì al via la Festa Pd con Capogruppo alla Camera Roberto Speranza

Prende il via venerdì 28 giugno, nell’area delle piscine, a Carpi, la Festa democratica organizzata dai Circoli Pd dell’Unione Terre d’argine, ovvero Campogalliano, Carpi, Novi e Soliera. La Festa torna dopo uno stop forzoso imposto, nel giugno scorso, dal sisma: non a caso, infatti, l’inaugurazione della Festa coincide con l’inaugurazione della mostra “Emilia adesso. Un anno dopo il sisma”. A
 
l taglio del nastro saranno presenti la parlamentare Pd Manuela Ghizzoni, il coordinatore Pd dell’Unione Terre d’argine Alberto Bellelli, il segretario provinciale del Pd Paolo Negro e i sindaci dell’Unione Terre d’argine. A seguire si terrà la prima iniziativa politica con il capogruppo Pd alla Camera dei deputati Roberto Speranza e il parlamentare Pd Davide Baruffi. Conduce l’incontro il caporedattore di Radio Bruno Pierluigi Senatore.
 
La Festa prevede due punti spettacoli (Balera e Palco della Collina), sei punti ristorazione (Falò, ristorante “il Mare e la Tradizione”, Osteria gestita dai volontari del Pd e Pizzeria, Messicano e Tipico Toscano gestito da privati), tre punti bar-ristoro (uno gestito dai volontari Pd, uno dall’associazione AMO e il bar presso l’arena spettacoli gestito in collaborazione con il Circolo Arci Kalinka), la Sala Conferenze “PalAbitcoop” e la Libreria. In alcune serate saranno le associazioni di volontariato di Carpi (Croce Rossa Italiana, Canile e Gattile di Carpi, Usach Carpi) a gestire direttamente i ristoranti, e parte del ricavato sarà a loro destinato. L’associazione AfricaLibera e Progetto Chernobyl gestiranno invece due “punti-pesca”, mentre l’Anpi sarà presente con un proprio stand ed una propria mostra informativa.
Presente infine, una specifica area dedicata alle famiglie e ai più giovani con giostre e punti ricreativi.

Meteo Modena, nonstante il fresco di questi giorni è stato un giugno tra i più caldi degli ultimi 30 anni


La frescura di questi giorni non ha mutato sostanzialmente il bilancio climatico del mese di giugno: la media termica mensile rilevata dall’Osservatorio Geofisico del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, nonostante il brusco abbassamento dei valori, è di 23.7°C, un dato superiore alla media storica dell’ultimo trentennio. E la massima del mese a Modena (35.7°C) è stata la quarta di sempre, ovvero da quando si effettuano le rilevazioni meteoclimatiche. Scarse le piogge anche se non è finita. Dal pomeriggio di venerdì 29 giugno atteso un miglioramento della situazione che porterà temperature gradevoli e bel tempo nel fine settimana. E dall’inizio di luglio si tornerà a temperature attorno ai 30°C.
Giornate fresche e a tratti perturbate in questi giorni a Modena e, più in generale, in tutta l’Emilia: questo il modo in cui si sta accomiatando il mese di giugno 2013. “Va detto – si affretta subito a precisare Luca Lombroso, l’esperto dell’Osservatorio Geofisico del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia - il mese di giugno era finora trascorso caldo e secco, con un solo giorno piovoso in città caratterizzato, peraltro, da precipitazioni scarse, con soli 2.4 mm lo scorso 9 giugno, a cui si sono aggiunti 4.6 mm mercoledì 26. Curiosamente, invece, il temporale di lunedì scorso ha come diviso in due la città, con 5.3 mm nella stazione del Campus di Ingegneria di via Vignolese, quindi nella periferia sud, e solo gocce non misurabili in centro città”.
Per gli esperti dell’Osservatorio Geofisico universitario nella stazione storica di Piazza Roma sul torrione orientale de Palazzo Ducale di Modena il bilancio pluviometrico del mese - al momento - resta fermo a 7.0 mm, poco di più dello scorso anno (4.5 mm), un valore comunque prossimo ai minimi pluviometrici storici per il mese di giugno. “Per un bilancio definitivo delle precipitazioni del mese, però, - avverte Luca Lombroso - è il caso di aspettare”.
Dopo una primavera straordinariamente piovosa per i tecnici dell’Osservatorio Geofisico universitario di Modena è improprio parlare ora di “siccità”, anche se per un corretto bilancio idrico e pluviometrico è “importante che le stagioni e i mesi seguano il suo corso e benché possa dare fastidio ad attività all’aperto e al turismo, anche in estate è lecito aspettarsi, di tanto in tanto piogge e, soprattutto, temporali”. Giugno - per esempio - meteorologicamente conta una media di 51.1 mm di pioggia e 6-8 giorni piovosi nel mese e anche luglio, mese del solleone, è caratterizzato statisticamente da 37.0 mm di pioggia e circa 4-5 giorni con precipitazioni.
Benvenuto, dunque, e anche necessario il fresco” commenta il meteorologo Luca Lombroso. Nel giorno più caldo del mese a Modena, lo scorso 20 giugno, si è toccata nella stazione di Piazza Roma una temperatura massima, come dato validato dopo controlli incrociati fra le due stazioni automatiche e i tradizionali ma precisi “termometri e minima e massima” di riferimento, di 35.7°C. “Per quanto incredibile questa - dice Luca Lombroso dopo aver consultato gli Annali dell’Osservatorio Geofisico di Modena, che si tengono con cura da oltre 180 anni – è la quarta più alta temperatura mai registrata a giugno a Modena , ex equo con il 2002 ed il 2012 e superata solo nel 1935, 2003 e 2005. L’aumento delle ondate di caldo in questo inizio di XXI secolo è quindi inequivocabile, così come il riscaldamento globale”.
Resta il fatto che, da un caldo quasi straordinario e da giornate con 8°C di temperatura sopra la media, siamo passati a un fresco inopinato, anche se gradevole. Ieri mercoledì 26 giugno vi è stata a Modena una temperatura massima di 23.2°C, anziché i 28°C di media stagionale rilevati nella stazione storica dell’Osservatorio Geofisico di Piazza Roma. Questo significa che siamo scesi di 5°C sotto rispetto alla media stagionale e di oltre 10°C in meno di una settimana fa. Ciò nonostante, giugno si avvia a chiudere co n una media termica mensile attorno a 23.7°C, che è un valore che si colloca sopra la media di riferimento dell’ultimo trentennio 1981-2010, pari a 22.5°C.
Previsione. L’anticiclone delle Azzorre non è ancora riuscito ad entrare in pieno nel Mediterraneo e, anzi, sta lasciando aperte le porte ad una saccatura di origine nord atlantica con annesso un fronte freddo. “Le conseguenze – spiega l’esperto Luca Lombroso - saranno, fra il pomeriggio di oggi giovedì 27 e la mattina di domani venerdì 28 giugno, piogge e temporali più frequenti dei giorni scorsi, con temperature in ulteriore calo e aria frizzante per la stagione. Le temperature massime infatti per un paio di giorni resteranno ben lontane dai fatidici 30°C e spesso sotto ai 25°C nel modenese e reggiano”.
Buone notizie, invece, per il fine settimana. La perturbazione si allontana e un promontorio dell’anticiclone delle Azzorre porterà un miglioramento, a prezzo di un certo fresco serale e mattutino, anche 13-15°C di temperature minime in campagna e sui 10°C in Appennino, dove ancora sabato 29 giugno, soprattutto la mattina, permarranno alcune nubi residue. Gradevole soleggiamento durante la giornata, con temperature in risalita specie domenica 30 giugno, quando nel pomeriggio torneranno sui valori caratteristici del mese, ovvero, sui 28°C. Nel pomeriggio di domenica 30 avremo probabile sviluppo di alcuni cumuli in Appennino.
E luglio? “I primi giorni del mese – conclude Luca Lombroso - vedranno belle giornate e aumento delle temperature verso i 30-32°C. Oltre i 5-7 giorni di predicibilità, però, non è serio spingersi. Alla domanda come proseguirà l’estate un meteorologo scrupoloso deve necessariamente rispondere evasivamente. Ma si può stare tranquilli, perché non c’è alcun elemento per affermare che sarà anno senza estate, né tanto meno che si sta entrando in fantomatiche ere glaciali”.

Mario Lucenti è il nuovo direttore di Apmi Confimi Impresa Modena

Lo scorso 24 giugno si è tenuta presso la sede di via Pasolini 15 l’assemblea annuale di Apmi Confimi Impresa Modena. Nel corso dell’incontro è stato ufficializzato il cambio della guardia alla direzione dell’Associazione: dal prossimo 1 luglio sarà Mario Lucenti, già presente nel palazzo di via Pasolini quale vice segretario del Collegio Edili (la sezione edile dell’associazione stessa), a subentrare nell’incarico di Massimo Fogliani, l’attuale direttore. L’avvicendamento si è reso necessario in quanto Fogliani ha deciso si concentrare la sua attività nella presidenza del Consorzio Stabile Coseam Italia spa, che egli già ricopre. Il programma di sviluppo di questa società richiederà infatti un presidio più consistente, che impegnerà molto Fogliani a livello locale ma anche a livello nazionale; l’intensificarsi dell’attività lo porterà perciò spesso a Roma, dove il Consorzio occupa la stessa sede di Aniem, l’Associazione Nazionale delle imprese edili manifatturiere guidata da Dino Piacentini. Massimo Fogliani è presidente di Coseam dal dicembre del 1998 e ha accompagnato il Consorzio Stabile in una continua crescita, da ente territoriale a nazionale (passaggio avvenuto nell’ottobre del 2010). A questa responsabilità egli ha affiancato, dal 2006, anche quella di direttore di Apmi Confimi Impresa Modena.
Il neo direttore Mario Lucenti, nato nel settembre del ’68, laureato in Economia e Commercio alla Cattolica di Milano, sposato con un figlio, vanta nel proprio curriculum diversi incarichi di responsabilità. Si è occupato di reti commerciali e ha svolto anche funzioni di pubblico amministratore; dal 10 gennaio del 2011 è vice segretario del Collegio Edili. In continuità con l’impegno del suo predecessore, Lucenti individua 3 linee guida del proprio mandato. “Ponendo al primo posto i bisogni e le necessità degli associati e dell’Associazione, punteremo sui servizi, mettendoli a sistema, seguendo la positiva esperienza costituita da En.A.Si, la società che abbiamo costituito per operare nei settori dell’energia, dell’ambiente e della sicurezza - ha spiegato -; partendo dalle imprescindibili attività tradizionali vogliamo proporre sempre qualcosa di innovativo, in grado di offrire quel valore aggiunto che oggi fa la differenza. Un altro obiettivo consiste nel potenziamento di tutto ciò che riguarda l’internazionalizzazione, seguendo le preziose indicazioni che sono emerse dall’indagine presentata nei giorni scorsi”. Non ultimo, l’intento di riportare le questioni legate al manifatturiero tra le priorità della discussione politica e istituzionale. “Sulla spinta innovativa del progetto di Confimi Impresa -  ha concluso Lucenti - vogliamo tradurre sul territorio la grande attenzione verso il manifatturiero, mettendo al centro gli interventi necessari al rilancio di questo settore fondamentale per l’economia di tutto il Paese”.

mercoledì 26 giugno 2013

Ferrovia Modena-Sassuolo: l’Assessore Severi chiede chiarimenti su nuove corse bus soppresse e mancata informazione

"Un nuovo caso di utenti costretti ad aspettare l’ultima corsa di un bus sostitutivo della linea ferroviaria Modena-Sassuolo che non arriverà mai, costretti a rinunciare all’utilizzo di un servizio pubblico e ad affrontare un enorme disagio, senza che venga data loro alcun tipo di informazione e spiegazione. La dettagliata segnalazione, inviatami via e-mail, di un utente che venerdì 21 giugno è stato costretto ad aspettare invano la corsa delle 21,20 del bus sostitutivo da Sassuolo a Modena conferma purtroppo l’inefficenza e l’inefficacia di una soluzione, quella dei bus sostitutivi al treno, che in realtà porta più a svantaggi che a vantaggi. Ritardi dei bus che si accumulano dalle prime corse della mattina, rendendo dopo poco fittizio alcun riferimento orario, soppressioni improvvise di corse, maggiori tempi di percorrenza rispetto ai treni continuano purtroppo a caratterizzare quella che, soprattutto nel periodo estivo, viene spacciata come soluzione alla soppressione di corse del treno, ma che in realtà soluzione non è affatto”.
 
Lo ha affermato l’Assessore alla mobilità del Comune di Sassuolo, Claudia Severi.
 
“Purtroppo anche l’ultimo spiacevole disservizio legato alla soppressione di una corsa è stato aggravato dal fatto di riguardare l’ultima corsa della giornata e di non essere stato accompagnato da nessuna informazione agli utenti, spinti così ad attendere autobus che non è mai arrivato. A pochi giorni della lettera con cui TPER, in risposta agli utenti che nei giorni scorsi lamentavano e denunciavano la soppressione, senza informazione, di una corsa di bus, prometteva maggior impegno per garantire l’efficienza del servizio, questo fatto diventa ancora più preoccupante.
Purtroppo, come più volte ribadito nei tanti gravi precedenti, la mancata informazione all’utenza delle corse soppressa, così come di altri disservizi, aggiunge al disagio, la consapevolezza di non essere rispettati. Ciò rischia di generare insofferenza e distacco dell’utenza stessa rispetto ad un servizio che, come ho avuto modo di verificare, continua ad essere molto utilizzato, anche dopo la chiusura delle scuole. Per questo faccio appello ai gestori, e chiederò nuovamente all’Assessore Peri, nelle sedi opportune, un ulteriore sforzo per prevenire future soppressioni di corse sia su rotaia che su gomma, ma soprattutto per garantire all’utenza, in tutte le stazioni, una informazione puntuale e precisa ed in tempo reale, nel caso di eventuali problemi”.

Tra la crisi e il futuro: dibattito sulla ripresa imparando dal passato. Iniziativa di CNA Modena

Negli ultimi cinque anni l’economia reale ha pagato le gravissime conseguenze del collasso finanziario del 2008: l’impennata della disoccupazione, la chiusura di migliaia d’imprese, l’incertezza per le prospettive economiche, fattori economici che hanno messo in crisi persino la tenuta della nostra comunità.
In occasione dell’elezione del nuovo presidente provinciale di CNA, Umberto Venturi, eletto ieri (martedì) l’Associazione modenese ha organizzato un dibattito per cercare di individuare, partendo dagli errori commessi nel recente passato, le strade per una ripresa duratura, che sia socialmente ed economicamente compatibile.
L’appuntamento è per giovedì 27 giugno, a partire dalle 20.30, presso il Museo Casa Natale “Enzo Ferrari” (via P. Ferrari 85, Modena). Al dibattito, oltre al neoeletto presidente provinciale CNA, parteciperanno anche il presidente di Fondazione Banca Etica Andrea Baranes, il direttore del consorzio AASTER Aldo Bonomi, e il segretario nazionale di CNA Sergio Silvestrini.
L’analisi spazierà prenderà in esame le cause dello sconvolgimento che ha interessato l’economia negli ultimi anni, le contraddizioni che stanno caratterizzando gli interventi finanziari predisposti per mettere sotto controllo il credit crunch, l’impatto sociale che si è determinato a causa di questa situazione e la crisi della rappresentanza che ne consegue, crisi che coinvolge non solo i partiti, ma le stesse associazioni economiche. Nel tentativo di individuare le strade per la ripresa.
L’iniziativa è aperta al pubblico.

Agricoltura, danni da predatori, erogazioni contributi: si passa dal 90 al 100% del valore medio di mercato

L’erogazione dei contributi da destinare agli allevatori e alle aziende agricole per danni subiti dai predatori passa dal 90 per cento al 100 per cento del valore medio di mercato.
Accolte dalla commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Monica Donini, le proposte e le sollecitazioni avanzate dai consiglieri Manes Bernardini (Lega nord), Andrea Defrancesci (Mov5stelle), Andrea Pollastri, Luca Bartolini, Andrea Leoni e Alberto Vecchi (Pdl), Marco Barbieri e Marco Carini (Pd), che, nel corso dell’esame del provvedimento presentato dalla Giunta regionale, avevano chiesto di innalzare questo contributo al 100 per cento.
Beneficiari dei contributi i proprietari di animali appartenenti a specie domestiche o selvatiche di bovidi, cervidi, suidi, ovi-caprini ed equidi. A tale contributo possono accedere esclusivamente gli imprenditori agricoli, muniti di partita Iva e regolarmente iscritti alla Camera di commercio, che esercitano l’attività di allevamento e commercio e regolarmente registrati presso l’Azienda usl competente e, in caso di allevamento di animali selvatici, autorizzati dalla Provincia, secondo quanto prescritto dalla normativa vigente in materia.
L’imprenditore agricolo deve inoltre essere iscritto all’anagrafe delle aziende agricole, sulla base del Regolamento regionale n. 17 del 2003, “Ulteriori disposizioni in materia di anagrafe delle aziende agricole”, con posizione debitamente validata.
All’erogazione dei contributi provvedono le Amministrazioni provinciali competenti per territorio, a cui i proprietari degli animali uccisi dovranno inoltrare una specifica domanda. Al valore medio di mercato dell’animale ucciso viene inoltre sommato il contributo per gli oneri sostenuti per lo smaltimento e distruzione delle spoglie, valutato in 100 euro ad attacco, qualora siano documentati i costi sostenuti a tal fine dal proprietario degli animali. I proprietari di allevamenti, hanno, in ogni caso, l’obbligo di custodire gli animali in modo tale da poter garantire un adeguato riparo dai predatori.
Sulla proposta sono intervenuti anche i consiglieri Gian Guido Naldi (Sel-Verdi), Mario Mazzotti (Pd) e Silvia Noè (Udc), quest’ultima presentatrice di quattro emendamenti, respinti dalla commissione.

Confesercenti Modena: “Dati che confermano il crollo dei ricavi tra le PMI e che potrebbero ulteriormente aggravarsi con l’aumento dell’IVA”

Vendite al dettaglio ancora in calo ad aprile. Secondo l’Istat la diminuzione delle vendite complessive a livello nazionale ad aprile è del -2,9% sullo stesso mese del 2012. Diminuzione che conferma dodici mesi consecutivi di flessione, mentre  il 2013 si annuncia come l’ennesimo anno difficile: da gennaio ad aprile il calo rilevato è già del 3,4% rispetto al medesimo periodo del 2012. Particolarmente pesante e indicativo di quanto le famiglie siano costrette a tagliare i loro budget di spesa è il dato del commercio al dettaglio di alimentari che cala del 4,5% su aprile 2012. La gravità della crisi è testimoniata dal fatto che tutte le forme distributive sono coinvolte in questo calo: dagli ipermercati che perdono il 5,5% ai piccoli negozi specializzati che perdono il 4,2%. “Dati che provano in modo drammatico la prosecuzione di quanto già rilevato dall’Osservatorio di Confesercenti Modena nel periodo compreso tra gennaio e marzo di quest’anno – fa sapere l’Associazione imprenditoriale modenese - Le imprese del commercio, al dettaglio di alimentari avevano fatto registrare un -3,8%, con un trend che indica ulteriore grave flessione”.
In un contesto come quello attuale, come ha più volte lanciato l’allarme Confesercenti, l’incremento dell’IVA ordinaria dal 21 al 22% sarebbe pericoloso e deleterio per l’intera economia. “Se attuata questa misura potrebbe infatti portare ad una ulteriore pesante riduzione dei consumi, anche perché l’aumento si applicherebbe proprio a tutti quei beni, come abbigliamento, automobili, arredamento, le cui vendite a prezzi correnti stanno soffrendo di più, con decrementi fino al 10%, aggravando oltretutto la già difficile situazione modenese e locale alle prese oltre che con la crisi anche con gli effetti del sisma. Di conseguenza risulta quantomeno dubbio che l’aumento dell’aliquota generi i 3 miliardi di gettito in più previsti. Secondo le stime di Confesercenti, anzi, il gettito aggiuntivo potrebbe addirittura trasformarsi in una perdita di 300 milioni per il fisco. Il Governo dovrebbe tenere maggiormente conto della grave crisi che sta vivendo il mercato interno, e tutte le imprese che ad esso fanno riferimento. L’auspicio è che si derubrichi per sempre l’aumento IVA dall’agenda dell’Esecutivo, evitando così un provvedimento dannoso per la fiducia delle famiglie e per i consumi e probabilmente inutile ai fini del bilancio”, conclude Confesercenti Modena.

lunedì 24 giugno 2013

La Guardia di Finanza celebra il 239° anniversario della fondazione con una cerimonia interna. Il bilancio dell’attivita’ svolta nel 2013 a Modena

La Guardia di Finanza di Modena celebra oggi il 239° Anniversario della fondazione del Corpo con una cerimonia di carattere interno ispirata alla massima sobrietà, secondo le indicazioni recentemente espresse dalla Presidenza della Repubblica, presso la sede del Comando Provinciale in cui si darà lettura del messaggio del Presidente della Repubblica e dell’Ordine del Giorno Speciale del Comandante Generale della Guardia di Finanza.
L’occasione è propizia per presentare il bilancio delle attività operative sviluppate nei primi cinque mesi dell’anno a presidio della sicurezza economica e finanziaria nel territorio modenese.

Nell’anno in corso le Fiamme Gialle hanno inteso rafforzare il proprio ruolo di polizia economico-finanziaria, operando nei diversi contesti istituzionali di competenza del Corpo, costituiti dal contrasto all’evasione ed elusione fiscale, dalla tutela della spesa pubblica, del mercato dei capitali e di quello dei beni e servizi, dalla lotta alla criminalità economica ed ai traffici illeciti in genere.

Non trascurabile, inoltre, è stato il supporto fornito alla altre Forze di Polizia nel concorso ai servizi di ordine e sicurezza pubblica.

Di seguito, verranno illustrati schematicamente i principali dati di sintesi dell’attività complessivamente svolta sul territorio della Provincia di Modena, distinti per settore operativo.

CONTRASTO ALL’EVASIONE FISCALE

Il contrasto all’evasione fiscale è l’obiettivo prioritario della missione di polizia economica e finanziaria della Guardia di Finanza.

Il fenomeno danneggia non solo il bilancio dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali, sottraendo risorse da destinare ai servizi pubblici essenziali a beneficio di tutta la collettività, ma anche quelle imprese che, rispettando le regole, subiscono la concorrenza sleale di chi, ponendosi al di fuori della legalità, sovverte l’etica di mercato.
Per tale motivazione il piano d’azione della Guardia di Finanza, conformemente alle linee d’indirizzo fissate dal Ministro dell’Economia e delle Finanze nella Direttiva Generale per l’azione amministrativa per il 2013, ha posto l’obiettivo di prevenire e reprimere l’elusione e l’evasione fiscale in tutte le loro manifestazioni, mediante l’attuazione di piani d’azione finalizzati al contrasto dei fenomeni più gravi e pericolosi, quali l’economia sommersa, i reati tributari, le frodi fiscali e l’evasione internazionale, che, per le loro caratteristiche ed insidiosità, richiedono una spiccata azione d’intelligence, analisi di rischio e metodologie d’intervento più incisive, tipiche di una forza di polizia.
Nel corso dei primi cinque mesi dell’anno sono stati eseguiti complessivamente 288 interventi ispettivi nei confronti di soggetti economici operanti nella provincia modenese.

In tale contesto 21 sono stati gli evasori totali scoperti, in quanto completamente sconosciuti al fisco, i quali risultano aver occultato una base imponibile di poco superiore a 123 milioni di euro. Tali contribuenti, in particolare, hanno operato principalmente nei seguenti settori economici:
  • attività manifatturiere;
  • costruzioni;
  • case di cura;
  • produzioni ceramiche;
  • compravendita e locazioni immobiliari;
  • commercio all’ingrosso;
  • trasporto merci.
Particolare fenomeno evasivo è rappresentato dalle frodi carosello, in materia di imposizione indiretta, che permette ad operatori economici truffaldini di proporre sul mercato beni a prezzi notevolmente ridotti, e perciò indubbiamente concorrenziali, abbattendo illegalmente l’imposta sul valore aggiunto; durante l’anno in corso in provincia di Modena è stata verbalizzata una persona operante nel settore delle riparazioni meccaniche con l’accertamento di una maggiore imposta constata e non dichiarata pari 2.656.397,50 euro.

In linea di continuità con le strategie operative dello scorso anno, uno spazio importante è stato riservato – altresì -  al contrasto dell’evasione fiscale internazionale, proseguendo le attività di controllo nei confronti dei soggetti che hanno occultamente trasferito capitali all’estero, delle persone fisiche e delle società che hanno fissato fittiziamente la residenza o la propria sede in Paesi a fiscalità privilegiata o che intrattengono rapporti commerciali con società controllate o collegate con soggetti ubicati in centri off-shore. In tale ambito operativo è stata accertata una base imponibile sottratta a tassazione pari a 38.689.028 euro.

L’intensa attività di contrasto al sommerso da lavoro, sviluppatasi anche attraverso l’esecuzione di interventi a massa nei più svariati settori, ha inoltre, consentito l’individuazione di 206 lavoratori “in nero”  e di 441 lavoratori irregolari che, occultamente, lavoravano alle dipendenze di 39 datori di lavoro verbalizzati.

Sempre con riferimento all’attività di contrasto dell’evasione fiscale, nel corso del 2013 sono stati effettuati 1.083 controlli strumentali (scontrini e ricevute fiscali), rilevando n. 400 violazioni (37% irregolarità).

Un importante presidio a salvaguardia della pretesa erariale è rappresentata dai sequestri patrimoniali per reati fiscali; in tale ambito è stata proposta all’A.G. l’emissione di appositi provvedimenti finalizzati al sequestro per equivalente di beni rientranti nella disponibilità di imputati per reati fiscali per un valore complessivo di quasi 7 milioni di euro.

Da ultimo si segnala che, l’istituto dell’adesione al processo verbale di constatazione, riguardante la facoltà concessa al contribuente di accelerare la definizione del rapporto tributario conseguente alla constatazione di violazioni, ha riguardato una base imponibile di poco superiore a 5 milioni di euro.

TUTELA SPESA PUBBLICA

Accanto alla più tradizionale lotta all’evasione fiscale e contributiva, la Guardia di Finanza persegue la tutela della finanza pubblica anche attraverso il controllo delle uscite del bilancio nazionale, locale e comunitario. In un contesto caratterizzato dalla inderogabile necessità di razionalizzare e ridurre la spesa pubblica, l’azione del Corpo mira a prevenire fenomeni di illecita acquisizione di risorse pubbliche da parte di truffatori ed associazioni criminali, salvaguardando nel contempo le politiche di sostegno alle imprese ed alle famiglie che si trovano in difficoltà a causa della crisi economia e della recessione internazionale.
La lotta alle frodi nei finanziamenti si sostanzia pertanto in una serie di attività attraverso le quali vengono assicurati il rispetto e la verifica:

·      dell’effettività dei requisiti e dei costi rendicontati dai precettori degli incentivi alle attività produttive, previsti per poter accedere ai finanziamenti pubblici;
·      della corretta gestione del sistema sanitario nazionale, per garantire a tutti i cittadini adeguati livelli di assistenza, appurando la veridicità dei documenti giustificativi delle spese mediche e contrastando ogni forma di spreco, inefficienza, abuso ovvero distrazioni di somme per interessi privati;
·      delle effettive condizioni di reddito di quei soggetti che richiedono le cosiddette “prestazioni sociali agevolate”, nonché altre forme di sostegno previdenziale ed assistenziale, che per loro natura devono essere destinate ai cittadini realmente meritevoli di tutela sociale, in quanto economicamente svantaggiati.

Tali servizi rispondono anche alla rinnovata sensibilità dell’opinione pubblica in merito alla  gestione trasparente delle risorse della collettività.

In tale contesto, il Comando Provinciale di Modena, grazie anche ai protocolli d’intesa stipulati con i Comuni di Modena – Carpi – Sassuolo – Fiorano Modenese – Castelfranco Emilia – Pavullo nel Frignano – Nonantola – Formigine – Unione Comuni Area Nord e Terre di Castelli, ha eseguito n. 43 controlli sulle cc.dd. prestazioni sociali agevolate ed in materia di prestazioni fornite dal S.S.N., che hanno consentito di denunciare all’Autorità Giudiziaria n. 32 soggetti considerati “finti poveri”, in quanto risultanti aver indebitamente usufruito di contributi pubblici, pur non essendo in possesso dei requisiti richiesti per accedere alle diverse forme di finanziamento.

Da segnalare, inoltre, una recente operazione condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Modena che, in relazione a finanziamenti ricevuti ai sensi della Legge n. 488/92 e n. 46/82  e non destinati alle finalità previste nell’atto di concessione, è stata accertata l’illecita distrazione di fondi pubblici per un importo complessivo pari a € 2.977.547,00.

TUTELA DEL MERCATO DEI CAPITALI

Tutelare il sistema economico significa, in primo luogo, impedire il reinvestimento nel processo produttivo delle ingenti somme di capitali “sporchi” prodotti dalla criminalità organizzata, intercettandoli nel momento del loro contatto con il sistema bancario e finanziario.
Il riciclaggio costituisce un “ponte” tra la criminalità e la società civile; i flussi di denaro illeciti in Italia, stimati nel nostro Paese in misura mediamente superiore al 10 % del “P.I.L.”, sono suscettibili di generare gravi distorsioni all’economia legale, alterando le condizioni di concorrenza ed i meccanismi di allocazione delle risorse.
Da qui, l’importanza strategica della lotta al riciclaggio dei proventi criminali, che vede in primo piano coinvolta la Guardia di Finanza, specialmente nell’attuale momento storico in cui la crisi finanziaria internazionale ha aumentato le capacità della criminalità di infiltrarsi nel tessuto economico legale per acquisire a basso prezzo imprese in difficoltà economica e rendere più pervasiva la sua presenza sul territorio.

A tal fine, la Guardia di Finanza adotta un approccio investigativo unitario, che da un lato, segue i flussi di denaro attraverso le indagini finanziarie, dall’altro individua i titolari effettivi delle ricchezze ingiustificate, per poi adottare le conseguenti misure rivolta all’apprensione dei beni accumulati illegalmente.
Il monitoraggio dei flussi finanziari diventa, quindi, sempre più importante, in quanto consente di seguire le tracce di tutti i reati che generano profitti, ricostruendone il percorso individuando i reali mittenti ed i beneficiari finali delle somme.
Le risultanze degli accertamenti bancari effettuati nel corso di indagini riguardanti reati societari e finanziari quali usura, estorsione, riciclaggio, oltre che di natura fallimentare, vengono, inoltre, utilizzate per fini fiscali e consentono, per tale via, di pervenire ad ingenti recuperi per l’Erario.
In questo scenario, il Corpo mette in campo tutte le risorse professionali più specializzate, ai fini dell’approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette generate dal sistema finanziario.
Infatti, con riferimento a tale delicato settore, nel corso dell’anno 2013 sono state sviluppate numero 53 segnalazioni di operazioni sospette che hanno originato i seguenti risultati di servizio:

- in materia di riciclaggio sono state contestate violazioni amministrative nei confronti di 20 soggetti;
- per truffa denunciati 14 soggetti di cui 5 in stato di arresto;
- per ricettazione denunciati n. 3 soggetti di cui n. 1 in stato di arresto;
- sequestrate n. 735 banconote false;
- per altre sono in corso attività di polizia giudiziaria.

CONTRASTO CRIMINALITA’ ORGANIZZATA

La Guardia di Finanza è coinvolta a pieno titolo nella lotta alla criminalità organizzata, soprattutto nell’individuazione delle operazioni di riciclaggio dei provenienti illeciti e nel contrasto delle attività imprenditoriali e professionali, attraverso le quali le organizzazioni criminali reimpiegano i capitali illecitamente accumulati e si mimetizzano nella società civile e nell’economia legale.
La strategia del Corpo si fonda sull’aggressione dei beni illecitamente accumulati dai sodalizi criminali, attraverso il sistematico ricorso alle indagini patrimoniali finalizzate a pervenire al sequestro ed alla confisca dei proventi e dei beni ottenuti dalle attività delittuose nonché delle aziende finanziate con capitali mafiosi.
In tale ambito sono stati effettuati:
·  sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa 210.000 euro;
·  sequestri per equivalente per un ammontare pari a 102.000 euro;

Rilevante anche l’attività svolta nelle località ricomprese nel c.d. “cratere sismico” finalizzata al contrasto delle infiltrazioni mafiose nel sistema degli appalti pubblici e privati connessi alla lucrosa attività di ricostruzione; ben 177 i cantieri edili ispezionati con conseguente individuazione di 17 lavoratori assunti e retribuiti “in nero”.  

CONTRASTO AI TRAFFICI ILLECITI

Il contrasto al “mercato del falso” e alla circolazione di prodotti insicuri continua ad essere una delle priorità operativa della Guardia di Finanza.

L’esperienza investigativa maturata sul campo ha confermato che tali fenomeni sono connessi a diverse forme di illegalità economico-finanziaria che inquinano il mercato e sottraggono alla collettività importanti risorse: evasione fiscale, lavoro nero ed irregolare, riciclaggio e reimpiego dei proventi illeciti.
La “filiera del falso” risulta sempre di più gestita da organizzazioni transnazionali, spesso di matrice criminale, che immettono sul mercato anche prodotti particolarmente pericolosi per la salute dei consumatori e la sicurezza degli acquirenti.
In tale contesto particolare rilievo ha assunto l’operazione “CROMOS” effettuata dal Nucleo di Polizia Tributaria di Modena che ha consentito di denunciare all’A.G. 7 persone per aver introdotto nello Stato e commerciato figurine contraffatte della collezione “calciatori 2012/2013”, prodotto di punta della Panini s.p.a. – azienda con sede a Modena, leader mondiale nel settore della pubblicazione di card e figurine per ragazzi; nella stessa operazione sono state sequestrate oltre 5,7 milioni le figurine “calciatori Panini anno 2012-2013”, oltre 3 milioni di bustine “calciatori Panini anno 2012-2013”, circa 3.000 scatole “calciatori Panini 2012-2013”, computers e apparecchiature utilizzati per le operazioni di scannerizzazione e di grafica, macchinari altamente specializzati per la stampa, il taglio e l’imbustamento delle figurine ed un autoarticolato utilizzato per il trasporto della merce.

Nell’anno in corso anno sono stati inoltre sequestrati:

·      nr. 2.390 prodotti contraffatti di vario tipo (capi di abbigliamento, borse);
·      nr. 4 video poker, 3 videogames, 1 apparecchio terminale (totem) ed altro materiale  utilizzati per le scommesse clandestine on-line;
·      7 soggetti verbalizzati di cui 1 denunciato a p.l..

Il traffico di sostanze stupefacenti rappresenta una delle attività più redditizie fra quelle condotte dalle organizzazioni criminali ed è caratterizzato da un’elevata tendenza alla transnazionalità e dalla collaborazione fra cosche di matrice ed etnie diverse.

In questo contesto, durante lo scorso anno, l’attività svolta dai Reparti del Corpo in provincia ha consentito di segnalare alla competente Autorità amministrativa nr. 22 soggetti responsabili, oltre all’arresto di un’altra persona. 

Decreto per la Bassa terremotata, Mazzi (PdL): “Il dilettantismo del M5S ha messo a rischio l’approvazione”

Adesso i Grillini vadano a spiegarlo ai cittadini della Bassa terremotata il pasticcio che hanno combinato alla Camera. Il loro illogico ostruzionismo ha costretto il Governo a chiedere la fiducia per evitare che il decreto decadesse. Per quanto imperfetto il decreto non poteva non essere convertito, perché sarebbe stato abolito tutto quello che già c’era, anche se imperfetto ma c’era. Così è stato vanificato tutto il lavoro svolto in questi mesi e sono saltati gli emendamenti proposti proprio dai Comitati per migliorare il decreto stesso. I rappresentanti del M5S alla Camera per incompetenza e incoerenza hanno perso una buona occasione per dimostrare di essere dalla parte dei cittadini. 
Su questo tema mi sarei aspettato concretezza per migliorare il decreto. Peccato, perché si erano presentati bene. Portare i soldi del finanziamento pubblico per la ricostruzione non è stato un semplice gesto simbolico, ma un atto di cambiamento vero e sostanziale. L’ostruzionismo fine a se stesso invece non paga. Sarebbe stato meglio discutere con pacatezza e far approvare, pur con tutti i giusti e legittimi distinguo del caso, gli emendamenti. Al contrario non permettere la conversione del decreto avrebbe costretto i cittadini della Bassa terremotata a tornare indietro alla casella del VIA come nel gioco dell’oca.
Anziché aggrapparsi sugli specchi i Cittadini Deputati ora dovrebbero chiedere scusa per il danno arrecato. Sarebbe stato meglio se fossero rimasti ad occuparsi di scontrini e aprire scatolette di tonno. Ovviamente tutto rigorosamente in diretta streaming. Se questo è il movimento dell’antipolitica, spero che presto nasca anche il movimento dell’anti antipolitica!
Dante Mazzi, capogruppo PdL in Consiglio provinciale di Modena

Sei chilogrammi di cocaina, sedici di hashish e € 130.000,00 sequestrati. Due magrebini arrestati dalla Squadra Mobile di Modena

Sei chilogrammi di cocaina purissima, sedici chilogrammi di hashish e € 130.000,00 in contanti sequestrati.
Due cittadini magrebini sono stati arrestati dalla Squadra Mobile della Questura di Modena in un’operazione coordinata dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine e dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Gli operatori di Polizia hanno bloccato uno dei due uomini (corriere) a bordo di una autovettura Mercedes C180 noleggiata, con targa belga e con all’interno 3 dei 6 chilogrammi di sostanza stupefacente del tipo “cocaina”. Unitamente al corriere è stato, poi, tratto in arresto anche l’altro soggetto (acquirente) che, dopo aver accuratamente perquisito l’appartamento ed un ufficio nella sua disponibilità, è emerso che custodiva gli altri 3 chilogrammi di cocaina ed i 16 chilogrammi di hashish.
L’uomo era in procinto di ricevere dal corriere il restante quantitativo di cocaina corrispondendogli la somma di € 130.000,00. All’interno di uno dei due immobili sono state rinvenute delle liste riportanti movimenti e nominativi di spacciatori e clienti abituali.
La cocaina sequestrata era destinata ad una fascia medio alta della provincia di Modena e di quelle ad essa limitrofe.


Unificazione delle Fondazioni bancarie. Interviene il Rettore dell'Università di Modena e Reggio Emilia

Come Università degli studi di Modena e Reggio Emilia siamo evidentemente interessati a seguire gli sviluppi della proposta che Sindaco e Presidente della Provincia di Modena, insieme al Sindaco di Vignola, hanno avanzato in ordine alla unificazione delle 4 fondazioni bancarie modenesi. Anche se ci rendiamo conto che a livello di benefici pratici, ovvero dalla riduzione dei costi delle indennità oggi percepite dagli oltre cento componenti dei vari consigli di indirizzo e dei comitati di gestione, non deriverebbero risparmi tali neppure da coprire la spesa per la costruzione di una struttura assistenziale per anziani. L’idea - per quanto ci riguarda – potrebbe certamente costituire un passo avanti significativo, poiché permetterebbe di finalizzare meglio l’impiego delle tante risorse, di cui dispongono le Fondazioni. Le difficoltà su questo cammino non mancano, come per esempio il fatto che tutte quante le Fondazioni dispongono di rilevanti pacchetti azionari investiti su differenti istituti di credito, e ciò inevitabilmente rappresenta un ostacolo non indifferente rispetto alla concretizzazione del progetto. Tuttavia, già oggi – se esiste la volontà politica – il risultato pratico, che si vuole cogliere con la proposta di unificazione, può essere perseguito semplificando la catena di comando, ovvero la governance, riducendo la composizione dei consigli e creando le condizioni per un’azione sinergica virtuosa tra le Fondazioni. Come Università degli studi di Modena e Reggio Emilia siamo stati capaci di tagliare da 32 a 11 il Consiglio di Amministrazione e di eliminare la sovrapposizione funzionale tra Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione: la politica modenese è in grado di passare dalle parole ai fatti? Come Università crediamo che poter avere un unico interlocutore, presso il quale discutere di ricerca, di sostegno all’alta formazione, di iniziative per i giovani, di cultura e di impulso all’innovazione sia un vantaggio, un vantaggio che si tradurrebbe in risultati concreti, che potremmo rapidamente implementare a favore del territorio e del suo tessuto economico e sociale.     

IL RETTOREProf. Aldo Tomasi

I “braccialetti bianchi” modenesi “Impegno contro la corruzione”. Aderiscono all’iniziativa i parlamentari Pd Baruffi, Ghizzoni, Patriarca, Richetti e Vaccari

Scadono oggi i primi 100 giorni di attività del nuovo Parlamento attraversato da un impegno trasversale, quello contro la corruzione. Sono cinque i parlamentari modenesi del Pd che hanno aderito alla campagna “Riparte il futuro” promossa da Libera e Gruppo Abele. Davide Baruffi, Manuela Ghizzoni, Edoardo Patriarca, Matteo Richetti e Stefano Vaccari, in queste settimane, sono impegnati nell’allargamento del campo di applicazione dell’articolo 416 ter sullo scambio elettorale politico-mafioso. Si punta a chiudere l’iter legislativo del provvedimento entro l’estate.  Ecco la loro dichiarazione comune:

“Lo avevamo promesso in campagna elettorale, ci stiamo ora adoperando affinché quell’impegno possa concretizzarsi entro l’estate. L’ambito di applicazione dell’articolo 416 ter, quello che regola lo scambio elettorale politico-mafioso deve essere allargato oltre la fattispecie della semplice erogazione di denaro. Possono essere molte, troppe, le altre “utilità” messe in campo nello scambio corruttivo. Fin’ora, infatti, rientrano semplicemente nell’area del mero malcostume, non sanzionabile quindi, gli scambi di voti con promesse di informazioni sugli appalti pubblici, di posti di lavoro riservati agli affiliati ai clan, di poltrone influenti e quant’altro. Questo Parlamento, in gran parte rinnovato, deve essere capace di incidere profondamente sui metodi della corruzione e dello scambio tra politica e criminalità organizzata. Il nostro impegno come “braccialetti bianchi”, accanto a Libera e al Gruppo Abele, è di perseguire in tempi brevi la modifica dell’attuale legislazione. Per far “ripartire il futuro”, come dice il nome stesso della campagna a cui abbiamo aderito, occorrono passi concreti e noi puntiamo a chiudere l’iter legislativo della modifica dell’articolo 416 ter entro l’estate. E questo anche grazie al lavoro della Commissione Giustizia della Camera che, nonostante il ritardo nella formazione del Governo, appena costituita, ha cominciato subito a lavorare su questo tema e conta di poter, entro l’estate, arrivare all’approvazione del provvedimento in sede legislativa in Commissione, procedimento scelto proprio per accelerare i tempi. Dall’autunno ci aspettano altri campi di azione da aggredire con la ferma volontà di riformare il modo di fare politica nel nostro Paese. La politica buona, quella fatta al servizio dei territori e dei bisogni delle persone, deve sconfiggere quella capace solo di guardare al tornaconto personale e del proprio ristretto gruppo di interesse. Anche dal Pd e da Modena parte questo impegno”.


sabato 22 giugno 2013

Terremoto Modena,scuole aperte lunedì 24 giugno

Saranno tutte aperte regolarmente, lunedì 24 giugno, le scuole elementari e medie di Modena che ospitano centri estivi, i nidi e le scuole d’infanzia. 
Sono risultati tutti agibili gli edifici verificati dai tecnici dei Lavori pubblici del Comune di Modena, che nella mattinata di sabato 22 giugno hanno completato il programma dei controlli iniziati venerdì in seguito al sisma delle 12.30. Riscontrate solo alcune modeste lesioni e qualche crepa non significativa sugli intonaci e su alcune strutture in cartongesso.
I tecnici comunali hanno fatto verifiche su 13 fra scuole elementari e medie, tra le quali quelle che ospitano centri estivi, su tutti i 18 Nidi cittadini e sulle oltre 30 scuole d’infanzia modenesi.
Verifiche sono state effettuati anche alla Ghirlandina, che alle 10 aveva in programma l’apertura per visite. La rete di controllo informatico che tiene costantemente monitorata la Torre in collegamento con Università internazionali ha registrato lievissimi movimenti, ma non si riscontra nessun problema di tipo strutturale.
Lunedì il programma dei controlli prosegue nelle scuole già chiuse e nei cimiteri frazionali.
Approfondimenti accurati, con il coinvolgimento di consulenti universitari, saranno svolti nei prossimi giorni su tutti i beni monumentali tutelati per i quali sono stati definiti i progetti di intervento, come le chiese già inagibili (in particolare, il Tempio dei Caduti e le chiese di Sant’Agostino e San Biagio) e il Teatro comunale Luciano Pavarotti, non dichiarato inagibile ma ormai chiuso per la stagione.

Sisma, a Mirandola danni per 111 milioni di euro strutture pubbliche

Ammontano a più di 111 milioni di euro i danni causati dal sisma alle strutture pubbliche (ovvero tutte quelle non private, dalle chiese al municipio) dislocate sul territorio di Mirandola, e che fanno della città dei Pico, il Comune maggiormente danneggiato di tutta la provincia di Modena. Per quanto riguarda invece i danni agli edifici di proprietà del Comune, il “conto” complessivo del terremoto ammonta a 56 milioni di euro.

Le cifre sono contenute nel programma per la riparazione e il ripristino dei beni culturali varato dalla Regione Emilia Romagna, che prevede 1.502 interventi per un importo complessivo di 1 miliardo 337 milioni di euro di danni accertati.

«Stiamo lavorando alla ricostruzione, operando su diversi fronti – ha dichiarato il Sindaco Maino Benatti – il programma della Regione costituisce una prima, importante tranche di risorse che però non coprono completamente tutti i danni che Mirandola ha subito. Sarà quindi necessario chiedere altre risorse anche allo Stato».

L’Amministrazione comunale ha comunque già individuato la priorità degli interventi di ripristino da effettuare: gli edifici comunali del centro storico e delle frazioni,  tra cui il municipio e la casa comunale di San Martino Spino, la sede che ospitava la scuola media e il liceo Pico in piazza Garibaldi, dove verrà collocata la biblioteca comunale, l’ ex scuola elementare Alighieri di via Circonvallazione in cui sarà dislocata una parte degli uffici comunali, l’ufficio postale di Mortizzuolo, le chiese di San Francesco e del Gesù, il centro sportivo sociale polivalente (ex bocciodromo), il centro nuoto.


«Contiamo che la Regione predisponga al più presto – prosegue Benatti – i piani operativi annuali in modo da poter partire già dal 2013 con gli investimenti sul territorio».  

Pd Modena, approvato all’unanimità il consuntivo 2012. Il bilancio del partito chiude a pareggio nonostante terremoto e crisi economica

Le politiche di sobrietà ed efficienza praticate in questi mesi hanno consentito al Partito democratico di chiudere un anno difficile come il 2012 con i conti in pareggio. Nella seduta di venerdì 21 giugno la Direzione provinciale del Pd ha, infatti, approvato all’unanimità il bilancio consuntivo 2012. In realtà il preventivo 2012 programmava anche per quell’anno un avanzo di gestione necessario per continuare a recuperare il debito pregresso accumulato dal Pd nei primissimi anni di attività. Su quella previsione si sono innestati, però, la crisi economica che soffoca famiglie e imprese e il drammatico sisma che ha colpito l’area a Nord della nostra provincia.
“Purtroppo il terremoto, oltre al bilancio di vittime e danni ingenti nel cratere sismico, ha pesato anche sui nostri conti – ha spiegato il tesoriere del Pd Valter Reggiani – Come partito abbiamo giustamente indirizzato le nostre attrezzature al servizio delle popolazioni terremotate, a Ponte Alto abbiamo gestito un centro di raccolta materiali che abbiamo poi provveduto, in parte, anche a portare a destinazione, una porzione del ricavato della Festa provinciale è stata devoluta a favore della ricostruzione, alcune delle Feste nell’area del cratere non si sono potute tenere. Insomma tutto questo ha reso impossibile il raggiungimento dell’obiettivo dell’avanzo previsto ad inizio anno”. Ma il risultato raggiunto, quello del pareggio, è da considerarsi comunque positivo, grazie, ancora una volta, all’impegno di tutto il partito, in primis i volontari e gli iscritti: “E’ la dimostrazione – ha continuato Reggiani – dell’efficacia della strada intrapresa, intitolata ai principi dell’autofinanziamento, della sobrietà e della corretta ed efficiente gestione economica”. Quanto a questo avvio di 2013, due elementi sembrano imporsi su tutti: la crisi economica che comporta un calo del potere di acquisto delle famiglie e delle fasce sociali più deboli e la riforma del sistema di finanziamento pubblico dei partiti. Su quest’ultimo fronte, il Pd modenese ha sempre puntato all’autofinanziamento, tanto che il finanziamento pubblico, prima ancora delle novità introdotte già nel 2012, incideva sul bilancio del partito per meno del 10% complessivo. Quanto al ridotto potere d’acquisto delle famiglie, certamente, inciderà sui ricavi delle Feste e sul tesseramento. 
“E’ per questa ragione – ha concluso Reggiani – che dobbiamo continuare nella nostra azione di rigore nella spesa e nel recupero di ogni risorsa in entrata, stimolando, al contempo, ogni possibile azione per accrescere l’autofinanziamento locale. E’ una strada che già abbiamo intrapreso, che non solo non può fermarsi, ma deve rafforzarsi per l’esercizio in corso e per quelli futuri”.

venerdì 21 giugno 2013

Lega Nord Emilia: da Modena appello per la macroregione del Nord

“L’Emilia Romagna punto cardinale della macroregione”. 
E’ lo slogan coniato ieri sera dalla Lega Nord emiliana riunitasi a palazzo Europa, a Modena, dove eletti, dirigenti e militanti hanno rilanciato l’appello per chiedere formalmente “al Pd regionale che l’Emilia Romagna partecipi al percorso già avviato da Lombardia, Veneto, Piemonte”. E dalla ‘rossa’ Liguria.

“La Lega Nord in Emilia Romagna c’è ed è viva. Non vi sono dubbi sul fatto che abbiamo tutti i requisiti per partecipare al progetto macroregionale. Quindi Errani e il Pd emiliano romagnolo scelgano di appoggiare questa grande opportunità, facendo quadrato con i governatori Maroni, Zaia, Cota e Burlando” ha dichiarato in apertura il consigliere regionale Stefano Cavalli, vicesegretario nazionale vicario del Carroccio. “Prima la chiamavamo Repubblica del Nord, poi Padania, ora macroregione, ma la sostanza non cambia”.

“La Lega si è rinnovata, è evoluta, ha cambiato slogan ma non obiettivi. Da trent’anni ci battiamo contro lo stato centralista, siamo stati gli unici a fare vera opposizione alle folli politiche di austerità di Monti e al suo attacco alle autonomie, e abbiamo mantenuto ben saldi – e rilanciato – anche gli obiettivi di un’Europa dei popoli e del federalismo fiscale”. Proprio riguardo al federalismo fiscale “decisiva sarà l’attuazione delle città metropolitane, su cui la Lega Nord in Regione ha presentato una risoluzione ad hoc per snellire il percorso, che porterà a costituire i nuclei delle nuove autonomie territoriali. Anche il PD si è espresso a favore della nostra risoluzione. Di fronte al continuo attacco agli enti locali non ha potuto che appoggiare la nostra battaglia”. “Ora auspichiamo che lo stesso spirito bipartisan possa animare anche la discussione sulla macroregione del Nord”.
Tesi sostenute anche dal capogruppo leghista in Regione Mauro Manfredini: “La spinta centralista di Monti ha tentato di far fuori le autonomie territoriali, per rimpolpare ancora una volta le casse e il potere dello Stato centrale. Serve una svolta. Radicale”.
“Sui temi di Europa ed euro” – ha ricordato Manfredini – “la Lega Nord federale ha già lanciato due petizioni per richiedere referendum popolari. E in Regione Emilia Romagna il gruppo del Carroccio ha chiesto alla giunta di appoggiare la richiesta – già avanzata da Unindustria – di una moneta complementare.
Il tema – tra gli altri – è stato sviluppato dall’avvocato Marco Della Luna, che ha parlato delle esperienze già avviate dello “Scec” e del “Sereno”, indicando come vantaggi: “L’aumento della domanda solvibile e il possibile risparmio fiscale (nelle monete che non costituiscono base imponibile)”. “La cosiddetta moneta alternativa favorisce inoltre la circolazione di merci a ‘chilometri zero’” ha aggiunto. L’unione macroregionale è stata giustificata anche sotto il profilo storico da Elena Bianchini Braglia, presidente nazionale del Centro studi sul Risorgimento, che ha mostrato come l’”Italia non sia mai stata un’unica entità statale”, dalla discesa dei Senoni e dei Boi, a cavallo tra il IV e III secolo avanti Cristo, passando per la potente feudataria degli stati del Nord, Matilde di Canossa, la vittoria dei Comuni sul Barbarossa a Legnano, e arrivando fino al Risorgimento, impastato di “retorica omologante”.

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