Il Consigliere comunale di Pavullo Nino Fraulini, in rappresentanza
dell’Associazione Valori e Libertà, ha aderito al comitato referendario per la
giustizia giusta e ha predisposto un punto di raccolta firme che sarà presente
sabato 13 luglio dalle ore 8,30 alle 13,30 al mercato di Pavullo nel Frignano in
Piazza Borelli, in provincia di Modena.
“Ho deciso di impegnarmi in prima persona per dare il mio contributo a far
avere al nostro Paese una giustizia degna di questo nome – ha
sottolineato Nino Fraulini, Consigliere comunale a Pavullo.
Il referendum è una grande possibilità per un confronto sereno ma
imprescindibile sui temi della giustizia in Italia. Dare la possibilità al
popolo di esprimersi direttamente mi sembra la soluzione più logica vista
l’incapacità dimostrata dall’attuale classe dirigente. Per farlo c’è bisogno di
raccogliere mezzo milione di firme in tutta Italia. Per questo invito i miei
concittadini a sottoscrivere i quesiti referendari”
I temi referendari che potranno essere sottoscritti al banchetto di domani in
Piazza Borelli a Pavullo nel Frignano in provincia di Modena sono i seguenti:
Separazione
delle carriere dei magistrati: Un quesito per avere Obiettività e imparzialità che si
ottiene, come diceva Giovanni Falcone, solo separando le carriere del Pubblico
Ministero e del Giudice. Il modello processuale del Giusto Processo imposto
dall’art. 111 della Costituzione e proprio di ogni democrazia liberale, non può
realizzarsi senza un giudice “terzo”, ossia realmente equidistante tra il
Pubblico Ministero e il difensore.
Contro
l’abuso della custodia cautelare: questo quesito perché lo strumento della custodia
cautelare in carcere ha subito una radicale trasformazione: da istituto con
funzione prettamente cautelare, a vera e propria forma anticipatoria della pena
con evidente violazione del principio costituzionale della presunzione di non
colpevolezza. Con questo referendum si intende quindi limitare la possibilità
di ricorrere al carcere prima di una sentenza definitiva.
Responsabilità
civile dei magistrati: con questi due quesiti si intende rendere più agevole per il cittadino
l’esercizio dell’azione civile risarcitoria (indiretta) nei confronti dei
magistrati, e ciò anche per i danni da questi cagionati nell’attività di
interpretazione delle norme di diritto o nella valutazione dei fatti e
delle prove.
Rientro
nelle proprie funzioni dei magistrati fuori ruolo: con questo quesito si intende
porre un freno al fenomeno dei cosiddetti “fuori ruolo”, ossia a quei
magistrati collocati presso gli uffici legislativi dei gabinetti ministeriali,
garantendo con ciò la separazione dei poteri ed eliminando la commistione tra
magistratura e alta amministrazione.
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