mercoledì 15 settembre 2010

PDL, Sabato 18 e domenica 19 Settembre la prima Festa della Libertà a Carpi

Sabato 18 e domenica 19 settembre Carpi sarà la capitale del dibattito politico del Popolo della Libertà, con la prima festa della Libertà di Carpi, organizzata dal PDL Terre d’argine e dalla Giovane Italia.
Presentata dal Coordinatore provinciale del PDL Onorevole Isabella Bertolini e dall’organizzatore dell’evento, Consigliere comunale del PDL a Carpi, Antonio Russo, la festa, che si svolgerà presso il piazzale delle piscine, prevede un ricco programma di appuntamenti politici, culturali e di intrattenimento. Importanti gli esponenti del Governo e del Popolo della Libertà che discuteranno dei grandi temi della politica nazionale, dell’azione dell’esecutivo di centro destra e della politica regionale e provinciale.Dopo il taglio del nastro sabato pomeriggio alle ore 17, Il Vicepresidente della Commissione lavoro alla Camera dei Deputati, Onorevole Giuliano Cazzola, parteciperà, alle 17,30, al dibattito sul tema ‘Economia, prospettive dei distretti’, con gli esponenti delle organizzazioni locali dell’industria e dell’artigianato. Sempre nella giornata di sabato, alle ore 19, i Consiglieri regionali Galeazzo Bignami e Andrea Leoni discuteranno, insieme al Presidente regionale della Giovane Italia, Michele Barcaiuolo, del futuro del PDL in Emilia Romagna.
Il Vicepresidente della Camera dei Deputati Onorevole Maurizio Lupi, ed il Viceministro allo sviluppo economico, Onorevole Paolo Romani, parleranno dell’azione del governo nei due dibattiti organizzati domenica pomeriggio a partire dalle ore 17. Sempre nella giornata di domenica, alle ore 18,30, l’On. Giancarlo Mazzuca presenterà il libro ‘La resistenza tricolore’.Tutte le sere, dalle 19,30, sarà aperto il ristorante con specialità gastronomiche locali, tra cui il gnocco fritto e crescentine.
Sabato sera concerto con cover band. Domenica alle ore 21 finale del concorso di bellezza Miss Tricolore. Per tutta la durata della manifestazione sarà visitabile la mostra dedicata al 150° dell’Unità d’Italia’, una libreria e il mercatino dell’antiquariato.
“Carpi e le terre d’argine, sono il luogo ideale in cui rilanciare l’azione del governo del fare e del Popolo della Libertà, come concreta alternativa alle amministrazioni di sinistra. Le ultime elezioni hanno visto il centro destra conquistare, oltre Sassuolo, altri importanti comuni della provincia". Lo ha affermato l’Onorevole Isabella Bertolini, Coordinatore provinciale del PDL di Modena. “In questi due giorni, grazie alla presenza di autorevoli esponenti del Governo, tracceremo un bilancio di due anni di legislatura e soprattutto rilanceremo i punti dell’azione dell’esecutivo, fissati con il Premier Berlusconi, per onorare fino in fondo il programma di governo sottoscritto con gli elettori. Voglio ringraziare i tanti giovani volontari che si sono impegnati, sacrificando i mesi estivi, per dare vita a questo importante appuntamento, dimostrazione della forza viva e propulsiva del Popolo della Libertà”

mercoledì 8 settembre 2010

Immigrazione: l’On.Bertolini replica a Livia Turco: A sinistra troppo buonismo

In replica alle dichiarazioni sull’immigrazione dell’ex Ministro del Governo Prodi, Livia Turco, l’Onorevole Isabella Bertolini, della Direzione nazionale del PDL e Coordinatore provinciale del partito a Modena, ha dichiarato:
“Modena è prima in regione e terza in Italia per numero di clandestini. In più ha il poco invidiabile record di stranieri delinquenti rinchiusi nel proprio carcere. Per l’ex Ministro Turco dovrebbe essere questo il motivo di orgoglio per la nostra città? Di che cosa si dovrebbero rallegrare i Modenesi quando chi governa, in nome del multiculturalismo, ha trasformato interi quartieri in ghetti per immigrati dove regnano delinquenza e degrado? Con la scusa che gli immigrati servono come manodopera nelle aziende, la Turco vorrebbe forse farci tornare ai tempi di Prodi quando le frontiere erano aperte a tutti gli immigrati?
Il Popolo della Libertà, invece, sui temi del contrasto all’immigrazione clandestina vuole continuare con le severe politiche portate avanti dal Governo Berlusconi. Alla sinistra lasciamo volentieri le ricette buoniste che portano solo danni”.

Fisco-evasione, la mappa del Sole24Ore: Emilia regione fedele

L’Emilia Romagna e il Trentino risultano le regioni ‘fiscalmente’ più fedeli. In coda invece si piazzano Sicilia e Sardegna. E’ il risultato di uno studio del Sole 24 Ore pubblicato sul numero oggi in edicola, che mette a confronto a livello territoriale la capacità di spesa delle famiglie e il tenore di vita effettivo. La ‘forbice’ tra consumi e redditi si apre soprattutto a sud – scrive il quotidiano – mentre al nord le dinamiche di entrate ed uscite delle famiglie mostrano un grado più alto di coerenza.
Dai calcoli emerge così che nel Mezzogiorno è presente la maggior concentrazione di ‘nero’ ed economia ombra anche se non si può concludere che il nord sia immune dal fenomeno evasione.
E’ comunque dal Mezzogiorno il ”dato chiave” nella strategia di rilancio della lotta al sommerso: ”non solo con il nuovo redditometro ma anche con i provvedimenti attuativi del federalismo fiscale che che affinano le armi contro l’evasione Iva e quella immobiliare”.
Oltre alla mappa vera e propria sul rischio evasione il quotidiano fornisce anche dei casi specifici: a Ragusa – ad esempio – circola quasi il 30% di auto in piu’ rispetto a Genova o a Bolzano. A Sassari e Cagliari si consuma in proporzione piu’ energia elettrica rispetto a Milano e Roma mentre a Campobasso e Avellino l’aumento dei depositi bancari fa impallidire le performance che si registrano a Torino, Pavia e in larga parte del Nord-Est”. Insomma: ”stranezze dell’Italia dei consumi che disegnano una mappa ricca di sorprese rispetto alle geografie consuete della ricchezza del paese”.

Sassuolo, l’Assessore alle Pari Opportunità Claudia Severi: mobilitiamoci per Sakineh

“Solo una mobilitazione internazionale in difesa della vita, contro la pena capitale e contro una simile barbarie, può salvare Sakineh: una donna di 43 anni condannata alla lapidazione per adulterio nel 2006 che ha già subito il supplizio della fustigazione con 99 frustate davanti ad un figlio”.
In questo modo l’Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Sassuolo Claudia Severi invita tutta la cittadinanza e le forze politiche cittadine ad aderire alle manifestazioni in difesa di Sakineh.
“Il tempo rimasto a disposizione è poco – prosegue Claudia Severi – pur nel rispetto della sovranità iraniana ci battiamo per contribuire a salvare Sakineh da un atto disumano e offensivo della dignità umana”.
L’assessore alle pari opportunità Claudia Severi, sottoporrà alla Giunta comunale nelle prossime sedute un atto di adesione alla campagna diplomatica avviata dal Governo italiano e all’appello della comunità internazionale, perché non sia eseguita la condanna a morte di Sakineh e perché questa brutale e ingiustificabile forma di violenza possa essere spazzata via e per sempre.
Un’adesione che diventerà oltremodo tangibile con la richiesta dell’esposizione del volto di Sakineh sulla facciata del palazzo del Comune.
“Lottare per la libertà di Sakineh – conclude l’Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Sassuolo Claudia Severi – significa difendere la libertà di tutti e opporsi a tutte le forme di sopruso e violenza nei confronti delle donne; soprattutto per quelle a cui vengono negati i diritti più elementari”.

Blocco traffico Modena, Leoni (PDL): “Un’altra mazzata al centro, un altro regalo alla festa PD”

“Il blocco del traffico di domenica prossima, imposto dal Comune con la minaccia di multe salatissime, non serve alla riduzione dello smog, non serve all’educazione ambientale, creerà disagi enormi ai cittadini e gravi danni a migliaia di attività commerciali e di ristorazione poste in prossimità o all’interno del centro storico. A beneficiarne sarà ancora una volta, guarda caso, solo ed esclusivamente la festa PD di Ponte Alto”.
Lo ha affermato il Consigliere regionale e comunale del Popolo della Libertà, Andrea Leoni in merito al blocco totale del traffico previsto per domenica prossima dal Comune nell’ambito delle giornate della mobilità sostenibile.
“Ancora una volta, con la logica dei divieti e la politica della repressione, i modenesi saranno obbligati ad evitare il centro e a spingersi lontani dal cuore della loro città. Duomo e Piazza Grande rimarranno, anche per i turisti che vorranno visitare Modena terra di Motori e di Pavarotti, come cattedrali nel deserto, inaccessibili ed inavvicinabili. Chi arriverà a Modena da altre città non avrà scelta: O pagare 155 euro di multa per andare verso la Ghirlandina, o essere dirottato verso la festa PD dove si può parcheggiare anche sulle aiuole senza paura di essere sanzionati. E questa sarebbe una città che vorrebbe valorizzare il centro storico e le eccellenze locali? Pighi e Pini la vadano a raccontare ad altri. Questa è una città plasmata, modellata e regolata sulle esigenze e dalla politica di chi ha decretato la morte commerciale, culturale e sociale del centro storico. Con tanto di suggello pseudo ambientalista.
Replicare il blocco domenicale anche durante l’inverno sarebbe una follia, una mazzata definitiva per il centro storico. Modena, a differenza di altre città che optano per il blocco della circolazione, non può contare né su un trasporto pubblico efficiente e competitivo, né di parcheggi. Domenica prossima gli autobus gratis garantiti saranno quelli che portano ai gazebo del PD. Questa è la paradossale realtà che Modena ed i modenesi dovranno nuovamente subire".

Il Pd modenese rende omaggio a Mario Del Monte

Una delegazione del Partito democratico renderà omaggio alla tomba di Mario Del Monte – domani, mercoledì 8 settembre, nel cimitero di San Cataldo – in occasione del 16° anniversario della morte.
La delegazione sarà composta dal segretario provinciale Davide Baruffi; dal segretario cittadino Giuseppe Boschini; dal responsabile organizzazione Demos Malavasi; dal vicecapogruppo del Pd in Consiglio comunale Francesco Rocco. La cerimonia avrà inizio alle ore 9.

Camposanto: Paioli del PDL in merito alla Cispadana e al deposito gas di Rivara

Dobbiamo ringraziare l’antipatia verso il Sindaco Soragni per la realizzazione dell’unico piccolo tratto di tangenziale a Camposanto dopo decenni di promesse a vuoto? – chiede il consigliere Francesco Paioli, capogruppo del PDL Camposanto – in questo modo il traffico sarà indirizzato verso il comune di San Felice, di conseguenza sarà privilegiato per l’assegnazione del casello sulla Cispadana con annesse possibilità di sviluppo a scapito di Finale Emilia”.
Sull’impianto gas di Rivara: “La vera questione non è il deposito di sotterraneo di gas ma è l’impianto di superficie che è di fatto una centrale turbo-gas per la produzione di energia elettrica - dice il consigliere Paioli a seguito della cena indetta dal comitato No-Gas - Già dai primi documenti dei V.I.A. è palesata questa soluzione qualora insorgessero nella realizzazione del deposito difficoltà tecniche (estremamente probabile se non certo)”.
“A mio giudizio – continua il consigliere Paioli – usano come arma di distrazione di massa la fattibilità del deposito sotteraneo mirando fin dall’inizio alla creazione di una centrale elettrica per entrare nel campo delle multinazionali dei servizi e alla fine i cittadini così ingannati saranno contenti di tenersi la centrale elettrica”.

Ospedale Mirandola (Modena), Leoni: Il disastro continua. Dopo l’ascensore troppo stretto, i degenti devono ora essere scaricati in strada

“Altro che tutto a posto, come nei giorni ci ha voluto fare credere l’Assessore regionale alla Sanità Lusenti. All’ospedale di Mirandola i disastri provocati dagli errori di progettazione del nuovo ascensore per il trasporto dei pazienti al nuovo reparto di endoscopia continuano a moltiplicare i disagi”.
“Non solo l’ascensore non consente il trasporto dei letti da un reparto all’altro, obbligando così il trasbordo dei pazienti dal letto alla barella e viceversa, ma pone gli operatori nelle condizioni di scaricare i pazienti trasportati in ambulanza nel piazzale esterno all’ospedale. L’ennesimo umiliante disagio riservato ai pazienti a causa dei gravi errori di progettazione che ho denunciato all’Amministrazione regionale ma di cui nessuno pare volersi assumere la responsabilità”.
Lo ha affermato il Consigliere regionale del Popolo della Libertà, Andrea Leoni, che nei mesi scorsi ha denunciato lo scandalo del nuovo ascensore realizzato in modo troppo stretto per trasportare i letti dei pazienti per il quale era stato progettato, e che oggi documenta, con una immagine emblematica, lo scarico di un paziente dall’ambulanza nel parcheggio nei pressi dell’ospedale di Mirandola in provincia di Modena.
“Anziché ammettere gli errori e tentare di porvi rimedio, Regione e Ausl continuano a negare l’evidenza. Pur di non assumersi le responsabilità l’Assessore Lusenti ha avuto la sfacciataggine di affermare, nei giorni scorsi, in risposta alla mia recente interrogazione, che si è posto rimedio al problema acquistando nuove barelle più comode e maneggevoli. Purtroppo, se il risultato è quello delle immagini, c’è di che essere preoccupati. Nonostante i soldi pubblici spesi per aprire il nuovo reparto di endoscopia, e ristrutturare l’accesso all’ospedale, per i pazienti le cose sono di gran lunga peggiorate. Non è accettabile che siano i degenti a continuare a pagare gli errori di chi evidentemente non è stato capace di fare il proprio mestiere”

venerdì 3 settembre 2010

Si riunisce lunedì 6 Settembre il Consiglio comunale modenese

Riprende, dopo la pausa estiva, l’attività del Consiglio comunale di Modena, convocato per lunedì 6 settembre. Alle 14.30 saranno prese in esame le interrogazioni, mentre a partire dalle 16 l’Aula discuterà alcuni ordini del giorno che riguardano gli infortuni sul lavoro, lo sport, la solidarietà al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per l’aggressione del 13 dicembre 2009 e il “processo breve”.
I primi dodici mesi di attività del Consiglio hanno registrato 47 sedute, 252 ore di riunione, 78 delibere approvate, 67 ordini del giorno trattati, 375 interrogazioni presentate, 55 sedute delle Commissioni consiliari.
“La ripresa dei lavori dell’Aula sarà caratterizzata soprattutto dall’avvio delle procedure sui percorsi partecipativi in merito a importanti scelte di carattere urbanistico”, spiega la presidente Caterina Liotti. “Il Consiglio, infatti, è chiamato ad esprimere il proprio parere sulle richieste di istruttoria pubblica per la realizzazione della piscina al Parco Ferrari e su modi e forme della consultazione popolare a proposito del progetto di ristrutturazione di piazza Matteotti. Vorremmo dedicare una particolare attenzione – prosegue Liotti – alla crisi economica e all’occupazione, attraverso la ripresa dei lavori della Commissione speciale, e ai temi della legalità: un Consiglio tematico sulle politiche di contrasto delle infiltrazioni mafiose è già in programma per il 7 ottobre”.
I lavori dell’Aula e l’attività dei singoli consiglieri potranno essere seguiti anche su web e radio. Un nuovo sito internet (www.comune.modena.it/il-governo-della-citta), voluto dalla presidenza del Consiglio e realizzato dalla rete civica Monet, garantisce l’accesso diretto a tutte le informazioni sui lavori svolti dalle Commissioni e dall’Aula. Particolarmente ricca è la sezione multimediale del sito, da cui si possono seguire in diretta le sedute consiliari tramite streaming video o guardare la registrazione di quelle già avvenute. Sono inoltre disponibili i file audio e video della trasmissione radiofonica settimanale “Tutta mia la città” su Radio Stella e della trasmissione televisiva “In consiglio”, che dal mese di ottobre andrà nuovamente in onda sulle emittenti Trc e Antenna Uno.

Lunedì speciale annullo filatelico per il 3° anniversario della scomparsa di Pavarotti

La Filiale di Modenaa di Poste Italiane, in occasione del III anniversario della scomparsa di Luciano Pavarotti, su richiesta del Circolo Filatelico Culturale “Tassoni”, ha approntato un servizio temporaneo con speciale annullo postale che si potrà ottenere lunedì 6 settembre dalle 16 alle 21 nello spazio allestito presso il Palazzo Municipale in Piazza Grande a Modena.
Nei giorni successivi alla manifestazione, i marcofili e coloro che volessero ottenere l’annullo possono inoltrare le commissioni filateliche al Servizio Commerciale/Filatelia della Filiale di Modena di Poste Italiane in via Emilia Centro n. 86 (tel.059.2053335).
Poste Italiane attiva Servizi Filatelici Temporanei dotati di bolli speciali che riproducono con scritte e immagini il tema di manifestazioni legate ad eventi di notevole interesse culturale, economico e sociale: convegni, congressi, raduni, fiere, mostre, celebrazioni di eventi storici, manifestazioni filateliche, sportive, culturali, umanitarie, anniversari di personalità non viventi, inaugurazioni di opere pubbliche di particolare rilevanza locale o nazionale.
Il servizio è rivolto a chi intenda pubblicizzare e storicizzare il proprio evento con la realizzazione del bollo speciale (Enti Pubblici o privati, Associazioni, Società, Partiti Politici, Organizzazioni sindacali, comitati promotori o organizzatori di manifestazioni).

Immigrazione, Leoni (PDL): ‘PD smentito sui dati, ora da i numeri’

In replica alle dichiarazioni del segretario PD Baruffi sui dati dell’immigrazione a Modena, il Consigliere regionale del Popolo della Libertà Andrea Leoni, ha dichiarato:
“Sui dati dell’immigrazione, il PD ci prova ma fallisce di nuovo. Ieri ha maldestramente tentato di spacciare come propaganda i dati del Sole 24 ore, confermati dallo stesso Sindaco Pighi, che hanno identificato Modena come la prima città in Emilia Romagna e la terza in Italia per numero di clandestini. Oggi si attaccandosi anche a Gheddafi, Baruffi vuole negare l’efficacia della politica del primo governo che in un anno ha ridotto gli sbarchi di clandestini del 90%. A Baruffi non interessano che migliaia di vite, vittime delle tragedie del mare, siano state salvate? Baruffi ci vuole dire che i Cie del sud sono vuoti perché i clandestini si sono volatilizzati? La realtà che la sinistra non vuole accettare è che il governo Berlusconi ha chiuso agli stranieri irregolari le frontiere che Prodi aveva irresponsabilmente aperto. E’ la sinistra che ha steso tappeti rossi per i clandestini che arrivavano via mare, con tanto di campagne promozionali firmate dai governatori Errani e Vendola. Baruffi si è dimenticato o fa finta di non ricordare? Domani la segreteria PD che cosa ci racconterà? Che non è vero che il 75% dei detenuti al carcere di Modena è straniero e per lo più clandestino? Che l’Università della Bicocca di Milano inventa i dati? Che non è vero che il Comune di Modena spende milioni di euro per dare gratis ad immigrati dell’ultima ora alloggi e servizi che vengono negati agli italiani in difficoltà e che questo attira gli stranieri come mosche sul miele?
Che Modena sia terra di conquista di immigrati irregolari e clandestini attirati dalle politiche della sinistra è facilmente verificabile anche senza numeri. Basta guardare la situazione all’Erre-nord, frutto delle politiche della sinistra modenese che spende milioni di euro pubblici per privilegiare gli extracomunitari nell’accesso ai servizi e alla casa.
Dopo il fallimento sui clandestini, Baruffi fallisce anche sui nomadi. Al PD sanno benissimo che se non fosse stato per la mia lunghissima battaglia in Consiglio comunale e nelle piazze, con la quale ho denunciato i cinque milioni di euro spesi in dieci anni per pagare le bollette ai nomadi, il Comune continuerebbe a pagare i conti di Hera, alla faccia di tutti i modenesi onesti che pagano le tasse e che tirano la cinghia per arrivare a fine mese. Se vuole che i nomadi rispettino le regole, faccia rispettare anche il regolamento comunale che toglie la concessione a chi viola i patti. Anche sui nomadi la sinistra si è svegliata tardi e ora sta facendo, a tempo scaduto, quello che da almeno dieci anni ho chiesto di fare. Baruffi se ne faccia una ragione. Non tenti di negare la realtà devastante in cui la sinistra, con le proprie politiche sugli immigrati e sui nomadi, ha ridotto Modena, ma si metta a lavorare per costruirne una migliore”.

Modena città del bel canto ricorda Luciano Pavarotti

Il concerto per ricordare Luciano Pavarotti nel terzo anniversario della scomparsa, in programma lunedì 6 settembre alle 21.15, non si svolgerà in piazza Grande, ma al palazzo dello sport “Giuseppe Panini Casa Modena” di via Divisione Acqui.
Lo hanno deciso gli organizzatori – Comune, Fondazione Teatro Comunale, Fondazione cassa di risparmio di Modena e Modena città del belcanto – che, in considerazione di previsioni meteorologiche incerte riguardo a pioggia, freddo e vento, hanno optato per un luogo coperto che dispone di 2 mila 500 posti a sedere.
Invariato il programma della serata, che inizierà alle 21.15 e vedrà sul palcoscenico artisti allievi delle scuole di bel canto modenesi provenienti da tutto il mondo, l’Orchestra del Teatro Regio di Parma, diretta da Aldo Sisillo, e la Corale Rossini, diretta da Luca Saltini.
Il pubblico potrà accedere al Palapanini a partire dalle 20.15 e disporsi in platea o sugli spalti. I biglietti gratuiti saranno distribuiti all’ingresso fino all’esaurimento della capienza. Un’area è riservata ai disabili e ai loro accompagnatori.

Iran, On. Bertolini (PDL): “La battaglia per Sakineh, è una battaglia di civiltà contro oscurantismo che tutti devono combattere”

“Salvare la vita a Sakineh significa vincere una importante battaglia di civiltà contro l’oscurantismo dell’islam integralista che nega la libertà e minaccia la vita di tante donne islamiche, in tutto il mondo.
La condanna a morte per lapidazione di una donna che ha già subito il supplizio delle frustate, è frutto di una cultura barbara che va condannata ad ogni livello politico sociale ed istituzionale.
“Sostengo fermamente l’azione diplomatica avviata dal Governo italiano, ho firmato l’appello lanciato dalla Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera Fiamma Nirestein, e mi unisco al coro di coloro che civilmente stanno testimoniando in queste ore la propria indignazione e chiedono che Sakineh abbia salva la vita”.
(l’Onorevole Isabella Bertolini, della Direzione nazionale del Popolo della Libertà)

Sassuolo, Assesore Severi: luce sul viale dei tigli

Migliorare la qualità urbanistica della città attraverso una nuova e più efficiente illuminazione in grado di coniugare sicurezza e valore estetico delle nostre strade: è questo l’obiettivo che Claudia Severi, assessore all’Urbanistica del Comune di Sassuolo, si è prefissa nel progetto che porterà alla nuova illuminazione di viale XX Settembre.
“Il centro storico – afferma Claudia Severi – gravita sull’asse stradale di viale XX settembre, da sempre oggetto di particolari cure da parte delle diverse Amministrazioni Comunali susseguitesi negli ultimi 20 anni, ma che non hanno mai risolto l’atavico problema di una scarsa illuminazione. L’attuale impianto affidato agli eleganti candelabri se è soddisfacente dal punto di vista estetico non risulta sufficientemente illuminante e capace di esaltare in pieno la bellezza di una delle principali porte d’accesso alla città antica; senza dimenticare che i cittadini non si sentono tranquilli nel passeggiare di notte in un viale alberato così buio”.
Nel 1995 in attuazione al progetto di riqualificazione del centro storico vennero appaltati i lavori di rifacimento degli ampi percorsi pedonali, in quella sede si decise anche di sostituire la pubblica illuminazione su tutto il viale, con l’interessamento dell’ allora Sassuolo Gas di concerto con gli amministratori fu scelta una soluzione che prevedeva l’illuminazione dell’intero viale con lampioni a gas fornito gratuitamente dalla medesima società predisponendo un sistema di punti luminosi predisposti a quinconce con un interasse minimo di 15mt. I risultati di tale opzione furono da subito alquanto deludenti poiché di fatto il viale nelle ore notturne rimase poco illuminato.
Successivamente, a seguito di ripetute segnalazioni della cittadinanza, fu deciso di apportare modifiche con l’inserimento sulle armature esistenti di corpi illuminanti a led ma anche questo tentativo non ottenne i risultati richiesti. Da ultimo Hera, ente gestore dell’impianto, ha provveduto a sostituire i led con lampade di potenza variabile da 70 a 100 W.
“Le misurazioni effettuate con idonei strumenti illuminotecnici – chiarisce l’Assessore Claudia Severi – hanno rilevato che sull’ 50% del viale l’illuminazione non raggiungeva i 20 lumen richiesti per ottenere un illuminamento uniforme e a norma. Per questo motivo abbiamo deciso di intervenire, integrando non sostituendo gli ornamentali punti luce esistenti, per ottenere un risultato più efficace con una spesa piuttosto modica”.
L’attuale disposizione dei lampioni non consente di sviluppare a pieno la potenzialità delle lampade a causa del cono d’ombra dei fusti dei tigli, risalenti agli anni ’20, che limitano la luminosità. Si tratta di 19 punti luce sul lato est del viale e 18 sul lato ovest.
“La soluzione pensata – afferma l’Assessore Severi – comporta la realizzazione di plinti di supporto dei pali posti ad un metro e cinquanta centimetri dalla sede stradale, defilati dai fusti delle piante. Stiamo parlando di 53 nuovi plinti che, aggiunti ai 4 già realizzati, consentiranno di modificare la disposizione degli attuali candelabri mettendoli in posizione ortogonale rispetto al viale, oltre alla collocazione di 18 nuovi punti luminosi che andranno ad aggiungersi a quelli esistenti, riducendone cosi l’interspazio. Le verifiche di laboratorio – conclude l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Sassuolo Claudia Severi – danno con questa soluzione un illuminamento minimo sull’intera strada di 31 lumen ed un massimo di 109 lumen alla base del palo; un risultato che renderà al tempo stesso più sicuro e più suggestivo il viale XX settembre”.

Il C.d.A. del Gruppo Hera approva i risultati del primo semestre 2010

Il 26 agosto 2010 il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Hera che ha approvato all’unanimità la Relazione Finanziaria Semestrale al 30 giugno 2010. Gli indicatori, in significativa crescita, traggono beneficio da tutti i business gestiti.
Ricavi a 1.805 milioni di Euro (-15,9%)
Margine Operativo Lordo a 313,5 milioni di Euro (+15,6%)
Reddito Operativo a 174,8 milioni di Euro (+21,6%)
Utile Netto di Gruppo a 62,6 milioni di Euro (+33,8%)
Per quanto concerne le singole Aree di business vanno evidenziati i buoni risultati raggiunti nell’Area Ambiente, che in termini di apporto alla marginalità complessiva rappresenta il 31%. Nel settore si evidenzia una crescita significativa rispetto al primo semestre 2009, sia grazie all’entrata a regime del WTE di Modena, che all’incremento dei volumi di rifiuti urbani e industriali trattati (complessivamente +8%). Ciò ha consentito di portare il Mol da 84,3 a 97,1 milioni di Euro, segnando un incremento del 15,2%. Si evidenzia, inoltre, l’aumento della raccolta differenziata, passata dal 45% al 47%, migliorando ulteriormente gli impatti ambientali delle attività gestite.
Nell’Area Gas, che vede aumentare al 35% il proprio peso nel Mol di Gruppo, si registra un incremento del 20,2% del risultato operativo lordo, passando da 90,9 a 109,3 milioni di Euro. Tale risultato è sostenuto dalla crescita dei volumi commercializzati e delle attività di trading, oltre che dall’avvio dell’impianto di cogenerazione di Imola, che ha ridotto i costi di produzione di calore. Anche i risultati delle attività di distribuzione hanno contribuito alla crescita, beneficiando del nuovo sistema tariffario e dell’acquisizione di reti effettuata alla fine del 2009, più che compensando il calo dei nuovi allacciamenti, connesso alla stagnazione del settore immobiliare. Nell’Area Elettrica, che contribuisce alla composizione del Mol per circa il 10%, grazie all’espansione del mercato, il Mol passa da 26 milioni di Euro del primo semestre 2009 a 31,8 milioni di Euro. L’aumento dei volumi venduti e della clientela acquisita (30mila nuovi contratti) e la migliore marginalità, hanno più che compensato la contrazione delle attività di trading elettrico e la minore redditività delle produzioni elettriche. Nell’Area Ciclo Idrico Integrato, che costituisce il 21,5% del margine operativo lordo di Gruppo, si denota una crescita rispetto ai valori dello stesso periodo dell’anno precedente. Il Mol passa da 59,5 milioni di Euro a 67,5 milioni di Euro, segnando un incremento pari al 13,5%, sostanzialmente per effetto dell’adeguamento tariffario approvato delle Authority locali a fronte degli investimenti effettuati.
“Siamo soddisfatti dei risultati – ha commentato il Presidente del Gruppo Tomaso Tommasi di Vignano – che evidenziano tassi di crescita e una generazione di cassa in linea con le attese del piano industriale, riaffermando la nostra forza competitiva in tutti i business e la validità delle politiche upstream nei settori energetici. Inoltre, i risultati raggiunti si sono coniugati anche a ricadute concrete sulla clientela, che ha beneficiato di una riduzione delle tariffe applicate ai servizi energetici, sfruttando l’abbassamento del costo delle materie prime”.
“L’elemento più significativo della crescita del primo semestre è dato dal contributo positivo di tutte le aree di business – ha sottolineato l’Amministratore Delegato di Hera Maurizio Chiarini – con apporto equilibrato sia delle attività regolamentate che di quelle a libero mercato. L’origine di questi importanti risultati è da attribuire a un assetto impiantistico di prim’ordine, effetto del completamento di una fase significativa di investimenti, che potranno permettere uno sviluppo efficiente, garantendo alti livelli di servizio e di performance ambientali, nell’ottica di una continua attenzione al cliente e alla sostenibilità della crescita”.

Immigrazione Modena, Leoni (PDL) all'attacco: la realtà smentisce il PD ed il PD smentisce sé stesso

“Che Modena sia la terza città d’Italia e la prima in Emilia Romagna per numero di clandestini ed extracomunitari irregolari non è una invenzione nostra ma è un dato di un’indagine dell’Università Bicocca di Milano pubblicato dal Sole 24. Numeri inequivocabili che confermavano come nella nostra provincia i clandestini sarebbero oltre 20.000, ovvero 25 ogni mille abitanti, più del doppio rispetto della media nazionale. Lo stesso Sindaco di Modena Pighi confermò l’esattezza dei dati, identificando orgogliosamente Modena come una provincia fortemente attrattiva per gli stranieri.
Quindi, il tentativo del PD di dimostrare che Modena non ha il record di clandestini, che non è poi così attrattiva e che i dati sono falsi e frutto della propaganda del centro destra è ridicolo e ben poco credibile. Pighi e compagni vogliano bollare come menzogneri i dati del Sole 24 ore che loro stessi avevano accettato? Pighi e compagni vogliono negare anche i dati da loro stessi verificati relativi alla presenza record, pari al 75%, dei detenuti stranieri al carcere di Modena, anche in questo caso più del doppio rispetto alla media nazionale? Pighi e compagni vogliono rimangiarsi la parola dicendo che Modena non è attrattiva per gli stranieri?”.
Lo ha affermato il Consigliere regionale del Popolo della Libertà Andrea Leoni, rispondendo puntualmente ai dati diffusi nel corso della conferenza stampa PD sull’immigrazione a Modena.
“Nemmeno strologando cifre ed equazioni matematiche il PD riuscirebbe a distogliere l’attenzione dalla drammatica e politicamente scomoda realtà modenese. Le strade pullulano di immigrati irregolari, senza lavoro e spesso delinquenti per i quali Modena continua ad essere polo di attrazione.
Un paese di bengodi dove ricevere dalle Amministrazioni di sinistra privilegi nell’accesso agli alloggi pubblici, nelle graduatorie degli asili e della sanità pubblica. Questa è la realtà che i cittadini ben conoscono e che non è travisabile dalla propaganda PD. Noi invece continuiamo a pensare che prima debbano esserci gli italiani. Per la sinistra evidentemente no.
Anziché attaccare, il PD dovrebbe ringraziare il governo Berlusconi che per primo ha posto il contrasto all’immigrazione clandestina tra le priorità. Un esecutivo che ha azzerato gli sbarchi clandestini, che ha bloccato i flussi di lavoratori stranieri in concomitanza con la crisi economica, e che oggi punisce la clandestinità come reato. E’ evidente che la conferenza stampa del PD non ha raggiunto l’obiettivo di deformare la realtà dei fatti come sono soliti fare a sinistra. I dati si sono trasformati in un boomerang per una sinistra che sulle politiche dell’immigrazione ha fallito e continua a sbagliare”.

Sui pensionati modenesi una ricerca della Cisl. Ecco i risultati

Sono 213.082, pari all’1,36 per cento del totale nazionale, le pensioni erogate a Modena e provincia. I pensionati, invece, sono 208.526: la differenza tra il numero delle pensioni e quello dei lavoratori a riposo si spiega con il fatto che alcune persone percepiscono più di una prestazioni pensionistica. Gli assegni di anzianità e vecchiaia sono 148.079, pari al 69,5 per cento del totale; le restanti prestazioni pensionistiche sono per invalidità (12.680), superstiti (48.209, di cui 41.160 donne), assegni o pensioni sociali (4.114, le donne il triplo degli uomini). I dati sono stati raccolti e analizzati dalla Fnp, il sindacato pensionati della Cisl che a Modena e provincia conta quasi 32 mila iscritti. L’importo medio, che ammonta a 831,61 euro, è un po’ più alto della media nazionale (773,98 euro), ma inferiore a quello dell’Italia settentrionale (871,77 euro). Il 58,95 per cento delle pensioni è erogato a donne che, però, rispetto agli uomini incassano poco più della metà: il loro assegno mensile, infatti, ammonta mediamente a 617,93, contro i 1.138,58 euro mensili dei pensionati maschi. «La forbice tra pensioni maschili e femminili si spiega innanzitutto con l’alta percentuale di donne tra i pensionati superstiti, sociali e invalidi civili, ma anche con il minor numero di anni di contribuzione e il salario inferiore, rispetto agli uomini, percepito durante la vita lavorativa – commenta il segretario provinciale della Fnp-Cisl, Pietro Pifferi – Da notare che gli assegni o pensioni sociali e le pensioni per invalidi civili hanno più a che fare con l’assistenza che con la previdenza e rappresentano complessivamente meno dell’8 per cento del totale delle pensioni modenesi».
L’importo medio delle pensioni di anzianità e vecchiaia è di 1.246,89 euro per gli uomini e 685,25 euro per le donne, mentre l’assegno per l’invalidità vale mediamente 794,09 euro per i maschi e 507,95 euro per le femmine; solo nelle pensioni per i superstiti l’assegno per le donne, pari a 536,11 euro, supera l’importo medio degli uomini (366,71). «Questo perché – spiega Pifferi – l’importo è calcolato sulla pensione del coniuge deceduto (quella degli uomini è quasi sempre più alta) ed erogata in proporzione al reddito denunciato dal percettore». Per quanto riguarda le classi di reddito, il 22,61 per cento delle pensioni è collocato tra i 500 e 750 euro mensili; questo significa che più di un quinto dei pensionati percepisce un assegno medio di 609,50 euro. Sono altrettanti i pensionati che superano i mille euro al mese, mentre sono appena 10.619 (meno del 5 per cento del totale) coloro che superano i 2 mila euro. Analizzando la provenienza lavorativa si vede che prevalgono nettamente gli ex dipendenti: sono 124.342 e percepiscono una pensione media mensile di 922,58 euro. Seguono gli artigiani (32.430, pensione media di 849,46 euro), i coloni-mezzadri (27.952, 659,56 euro di pensione) e i commercianti (18.720, con una pensione media di 754,66 euro). Infine le classi di età: 5.011 pensionati fanno parte della fascia 1-55 anni, mentre gli ultra 80enni sono 60.571. I più numerosi (69.523) sono i pensionati compresi tra i 70 e 80 anni.
Tre pensionati su quattro non arrivano a mille euro
«Un quarto dei pensionati modenesi riceve dai 500 ai 750 euro al mese. Poiché l’Istat considera povero l’individuo con una spesa procapite di 999,67 euro al mese (in una famiglia di due componenti), possiamo dedurre che oltre 50 mila pensionati modenesi vivono sotto la soglia di povertà». Lo dichiara il segretario provinciale della Fnp-Cisl, Pietro Pifferi, commentando l’analisi condotta dal suo sindacato sulla condizione dei pensionati modenesi. «Abbiamo calcolato che le pensioni nella fascia 500-1.000 euro rappresentano il 36,6 per cento del totale – dice Pifferi – Se consideriamo che quelle sotto i 500 euro al mese sono il 35,5 per cento del totale, possiamo affermare che la grande maggioranza dei pensionati modenesi (il 72,2 per cento) non naviga certo nell’oro. Ecco perché aumentano le richieste di aiuto e assistenza avanzate da persone anziane ai Comuni e alle Caritas parrocchiali».
La Cisl sottolinea che la situazione è particolarmente critica per le donne, le quali sono il 59 per cento del totale dei pensionati, ma percepiscono un importo mensile mediamente dimezzato, o poco più, rispetto alle pensioni maschili. «Le pensioni di reversibilità, cioè quelle che spettano al coniuge rimasto vedovo, vedono una nettissima prevalenza femminile (41.160 contro le 7 mila pensioni per gli uomini). Questo – spiega il segretario della Fnp – significa che le donne, che campano più a lungo, vanno incontro più dei maschi alle incertezza della vecchiaia, soprattutto se non dispongono di reti parentali o altre risorse. Non dimentichiamo che i pensionati ultra 80 enni sono più di 60 mila e che l’importo medio delle pensioni di reversibilità è di 536,11 euro». Per recuperare il potere d’acquisto delle pensioni, la Cisl chiede di estendere la quattordicesima almeno fino ai redditi intorno ai 1.250 euro al mese, di rivedere il sistema di perequazione annuale e di finanziare in modo adeguato il fondo per la non autosufficienza.
«A livello locale – continua Pifferi – sollecitiamo l’adozione di politiche di bilancio a favore del sociale, l’eliminazione di sprechi e inefficienze, la concertazione tra parti sociali e istituzioni, azioni per contenere l’aumento di prezzi e tariffe, maggiore equità nell’accesso ai servizi e – conclude il segretario provinciale della Fnp-Cisl di Modena – nella compartecipazione dei cittadini alle spese dei servizi stessi».

Inflazione a +1,4% nel mese di agosto a Modena

Scende a +1,4% in agosto il tasso tendenziale annuo di inflazione rilevato a Modena, secondo i dati forniti dal servizio Statistica del Comune, mentre la variazione congiunturale mensile rispetto a luglio è di più 0,2%.
Si presentano in generale stabili, o con variazioni minime rispetto al mese precedente, i dodici capitoli presi in esame come di consueto.
Si sono registrati aumenti in quello relativo ai Trasporti (aerei in particolare, ma anche marittimi e ferroviari), nonostante la diminuzione dei carburanti. La variazione mensile registrata è stata di + 1,3.
Per quanto riguarda i pedaggi autostradali, segnalati in calo in seguito alla sospensione delle maggiorazioni tariffarie forfettarie introdotte a luglio, i dati disponibili sono provvisori e quella fornita è una stima preliminare, suscettibile di revisione da parte dell’Istat prima dell’uscita dei dati definitivi.
L’aumento più sensibile, con un + 1,6%, si rileva nel capitolo “comunicazioni” per l’aumento delle apparecchiature e materiale telefonico (telefoni cellulari), voce registrata in discesa negli ultimi mesi.
Calano invece i prodotti alimentari: fra le numerose diminuzioni presenti all’interno del capitolo, si segnalano frutta fresca, ortaggi e legumi freschi, biscotti salati, pollame, carni preparate e conservate, pesci surgelati, crostacei e molluschi freschi, burro, olio di oliva, gelati e la voce “altri prodotti alimentari”. In aumento il pesce fresco, latte e suoi derivati, cacao
I dati e i comunicati relativi ai mesi precedenti sono consultabili in internet (www.comune.modena.it/serviziostatistica/pagine/prezzi/prezzi.shtml) .

Rosi (PDL): San Cesario avrà la terza sezione alle elementari come promesso

“Grazie agli sforzi profusi dal Provveditore Gino Malaguti e dall’Ufficio Scolastico Provinciale da lui diretto, il Ministero ha accolto le istanze del Preside dell’Istituto Scolastico Comprensivo Pacinotti e San Cesario avrà la sua terza sezione alle scuole elementari, come era stato promesso a fine maggio. Bastava attendere fiduciosi e senza inutili allarmismi il corso degli eventi”.
“Grande soddisfazione anche da parte del Capogruppo PDL in Provincia Dante Mazzi, che è stato parte attiva nella questione. Sarà quindi una sezione a tempo normale, e non a tempo pieno, quella che accoglierà gli alunni al loro primo giorno di scuola, come aveva ventilato a fine maggio il Preside Gianni Simonini di fronte alle insistenze di 8 famiglie non residenti a San Cesario che chiedevano l’iscrizione dei propri figli alla scuola primaria G.Verdi dell’Istituto Comprensivo Pacinotti di San Cesario.
Il Popolo della Libertà aveva portato la questione in Consiglio comunale, allo scopo di ottenere la disponibilità del Sindaco a finanziare la trasformazione di un laboratorio in aula adatta all’insegnamento, disponibilità giunta alla fine di un serrato confronto che non accoglieva la nostra mozione di minoranza, ma che autorizzava comunque l’investimento. Il Preside a suo tempo aveva però precisato che il numero degli iscritti non doveva diminuire, erano infatti 54, ed è di questi giorni la notizia che il numero sia invece sceso di 2 unità, sufficiente a fare sfumare l’ipotesi di una sezione aggiuntiva alle elementari, in considerazione della riorganizzazione in atto.
A seguito dell’incontro odierno, gentilmente concesso dal Provveditore Gino Malaguti, possiamo invece confermare che alla scuola primaria G.Verdi ci saranno 3 sezioni, di cui 2 a tempo pieno e 1 a tempo normale, che soddisfano le esigenze. Con l’occasione il Provveditore ha puntualizzato che l’obbligo di risposta al diritto di istruzione è previsto per i soli residenti del Comune, che nel caso di San Cesario sarebbero 45, ma potendo andare incontro alle esigenze di tutti la decisione del Ministero è motivo di soddisfazione ben maggiore.
Quindi niente allarmismi inutili, anche contro le previsioni più nere, perchè è bastato attendere l’evolversi della situazione e affidarsi alle mani esperte dei dirigenti scolastici che hanno ben compreso la situazione di San Cesario. Da parte nostra c’è stato solo un piccolo impegno nel cercare di sistemare qualche pasticcio di troppo fatto a Sinistra”.
(Luciano Rosi – capogruppo PDL-Lega NORD – San Cesario sul Panaro)

Protesta Nomadi Modena, Leoni (PDL): se non vogliono pagare le bollette se ne possono andare

“La protesta dei nomadi sotto il Municipio segna il fallimento della politica assistenzialista e buonista del Comune e offende tutti i cittadini che pur in difficoltà economiche pagano bollette, affitti, e occupazione di suolo pubblico.
Se i nomadi non vogliono rispettare le regole che tutti i cittadini sono tenuti a rispettare e vogliono continuare a non pagare le bollette e a deturpare le aree pubbliche che gli sono state loro concesse, allora se ne possono anche andare”.
E’ duro il commento del Consigliere regionale e comunale del Popolo della Libertà, Andrea Leoni, che negli anni scorsi ha scoperto e denunciato i 5 milioni di euro spesi dal Comune di Modena in dieci anni per dare assistenza ai nomadi e ai due milioni spesi per pagare loro le bollette Hera.
“L’Amministrazione non deve abbassare la testa. Deve far valere il contratto stipulato con i nomadi per la permanenza nelle aree. Dica loro che chi viola le regole non ha diritto di stare qui, dica loro che le bollette vanno pagate e ricordi loro che chi non manda i figli a scuola se ne deve andare. Non è più tempo di assistenzialismo.
I nomadi stanno platealmente e arrogantemente violando regole che sono alla base del contratto di concessione delle aree, come l’obbligo al pagamento delle bollette e alla manutenzioni dei campi, e ciò che più e grave è che chiedono di continuare a farlo, minacciando di non mandare i propri figli a scuola. Roba da non credere.
Ci vuole una bella faccia tosta a protestare per avere privilegi, compresa la certezza per entrare nel mondo del lavoro. Una sicurezza che nessun modenese non nomade si sognerebbe di chiedere e soprattutto di avere. Per loro tutto andava bene fino a che l’Amministrazione rossa pagava, come abbiamo dimostrato, milioni di euro per le bollette dell’energia elettrica per la benzina per portare i figli scuola, per i danni provocati nell’area e per la manutenzione e la pulizia dei campi. Ora che sono chiamati ad una assunzione di responsabilità vorrebbero fare la rivoluzione, minacciando di non pagare nulla e di non mandare i propri figli a scuola. Altro che integrazione. Questi signori sono senza vergogna”.

Cicognani (Cisl Scuola Emilia Romagna): 80 posti in più sono ossigeno per la scuola regionale

“Ulteriori 80 insegnanti, dopo i 91 già assegnati dal Ministero, a fronte di una richiesta di 350, sicuramente sono una ‘boccata di ossigeno, che consente di iniziare l’anno scolastico in una situazione meno drammatica, anche se non risolvono il problema della carenza di organici nella scuola in Emilia-Romagna”.
Così Anna Cicognani, responsabile del sindacato scuola della Cisl emiliano-romagnola.
Degli 80 insegnanti 44 sono destinati a coprire gli sdoppiamenti delle classi nelle scuole di 1 e 2 livello, 34 sono assegnati alla scuola di infanzia e 2 preservati per le emergenze.
“Positivo” per Cicognani è l’assegnazione di 34 insegnanti alla scuola di infanzia, considerato che nella prima assegnazione di 91 nessuno vi era stato destinato.
“Anche se parziale –afferma la sindacalista Cisl- si tratta sempre di una soluzione raggiunta grazie alle pressioni sindacali esercitate sul ministero della Pubblica Istruzione”.

Dante Mazzi (PDL) sugli Stati Generali del Comune di Modena

“Riprende la propaganda PD spacciata per Stati Generali del Comune. L’obiettivo? Fare dimenticare con slogan e chiacchiere l’immobilismo di un’amministrazione che da due legislature è ferma agli stessi progetti mai realizzati: spostamento linea storica della ferrovia, Cittanova 2000, ex Amcm, ex Fonderie.
La litania video di Pighi poteva essere quella di 8 anni fa e nessuno se ne sarebbe accorto. Le promesse non mantenute sono sempre le stesse.
I tempi biblici dello svolgimento e la moltitudine di soggetti che dovrebbero parteciparvi fanno degli Stati Generali di Modena uno scatolone vuoto, dove dietro un bel fiocco non c’è alcun regalo”.
(il capogruppo in Consiglio provinciale del Popolo della Libertà, Dante Mazzi)

Violenza alle donne da parte di islamici, l’Onorevole Bertolini del Pdl presenta un'interrogazione parlamentare

Sui casi di violenza alle donne da parte di islamici, l’On. Isabella Bertolini, della Direzione Nazionale del PDL, ha presentato un’interrogazione parlamentare.
“Mentre facciamo sentire doverosamente la nostra voce per la donna iraniana Sakineh, condannata ad essere lapidata per adulterio, ogni giorno anche in Italia molte donne, conviventi o fidanzate di islamici, devono subire il supplizio della violenza e delle sopraffazione. I drammatici episodi si sprecano in giro per la penisola e si ripetono con preoccupante frequenza.
Solo nell’ultima settimana in provincia di Brescia una ragazza italiana di 25 anni, è stata picchiata a sangue, con calci e pugni, per poi essere accoltellata all’addome dal fidanzato marocchino di 40 anni. A Treviso una donna italiana di 39 anni, che non voleva convertirsi alla religione musulmana del convivente, per anni ha subito violenze e abusi. A Torino una ragazza di 19 anni, mentre scendeva dall’autobus, è stata colpita al volto da un getto di acido muriatico.
Ho presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo di raccogliere e monitorare, in collaborazione con gli Enti locali, i tanti casi di donne che vivono in Italia, oggetto di violenze in nome di concezioni integraliste, che sono del tutto estranee alla nostra cultura e al nostro ordinamento. I valori e i diritti contenuti nella nostra carta costituzionale devono valere per tutti in Italia. Non possiamo permetterci e non vogliamo che vi siano zone grigie, dove i principi di libertà ed uguaglianza non vengono rispettati”.

Ufficio Scolastico Regionale: assegnati nuovi posti in organico in Emilia-Romagna

Il Ministero dell’istruzione ha assegnato alle scuole dell’Emilia-Romagna nuovi posti in organico per rispondere alle necessità evidenziate dall’Ufficio Scolastico Regionale in questo periodo. I posti vanno ad aggiungersi a quelli analogamente attribuiti nelle scorse settimane.
E’ stato riconosciuto l’impegno del direttore generale Marcello Limina per soddisfare i bisogni delle famiglie e mantenere alto il livello dell’accoglienza a scuola e dell’offerta formativa. In quest’ottica i nuovi posti saranno destinati allo sdoppiamento delle classi numerose e ad alcune esigenze nella scuola dell’infanzia per cui si è dimostrata particolare attenzione.
Questa novità si aggiunge in questi giorni alle 1300 stabilizzazioni di personale docente e personale ATA che gli uffici nelle province stanno compiendo, insieme alle nomine per le supplenze, ai fini di permettere un corretto inizio dell’attività nelle scuole.
Il direttore generale Marcello Limina illustrerà i risultati ottenuti e tutte le proposte dell’offerta formativa per l’anno scolastico con una conferenza stampa il prossimo 6 settembre.

Mercato Albinelli Modena, Leoni (PDL): Giunta inadeguata e smemorata, naviga alla cieca

“In due settimane, sul mercato di via Albinelli di Modena, la Giunta Pighi è riuscita a dire tutto ed il contrario di tutto dimostrando la propria inadeguatezza ad affrontare i problemi e a programmare il futuro sia del mercato che del centro storico nel suo complesso.
I signori della Giunta di sinistra si sono dimenticati anche della ricerca del Consorzio del Mercato con il contributo dall’Amministrazione nel 2007, per elaborare strategie di miglioramento e di potenziamento del mercato? Dalla ricerca emerse la carenza di parcheggi, la difficoltà di accesso, e la richiesta di un trasporto pubblico più efficiente e dedicato. Criticità e proposte che non sono state nemmeno affrontate. Il sindaco di Modena Pighi se ne è forse dimenticato?”
Lo ha affermato il Consigliere regionale e comunale del Popolo della Libertà Andrea Leoni, in merito alla situzione del mercato Albinelli in centro storico a Modena-
“Il ruolo ed il rilancio del mercato di via Albinelli, rappresentano problemi vecchi discussi e ridiscussi, e che dovevano essere già superati. La Giunta Pighi sembra invece trattare oggi l’argomento come fosse una cosa nuova. In Comune cascano dalle nuvole come se fino ad ora non se fosse mai discusso dimostrando di vivere alla giornata.
L’ennesima dimostrazione che la Giunta Pighi è senza idee e senza uno sguardo al futuro. Ogni giorno gli assessori Pini se ne inventano una nuova ma non realizzano niente. L’unica cosa certa è che questa giunta sta ancora una volta dimostrando che sul centro storico, oltre agli slogan, c’è il nulla.
La politica dell’Amministrazione ha dimostrato nei fatti e negli anni di essere penalizzante e dannosa per il centro storico e per chi vi lavora. Il mercato di via Albinelli è una vittima di scelte che hanno allontanato sempre di più i cittadini dalla parte più antica della città e ha reso difficile l’accesso anche a chi in centro vi abita.
Una situazione destinata a peggiorare ancora di più quando entrerà in vigore il nuovo piano sosta che renderà il centro storico una fortezza inaccessibile. Fino a quando governeranno Pighi e compagni non ci sono molte possibilità di giungere né ad una soluzione del problema né ad un rilancio del centro e del suo storico mercato”.

Un finanziamento di 250.000 euro al Centro Interdipartimentale per le Malattie Rare del Polmone di Modena

Uno studio del Centro Interdipartimentale per le Malattie Rare del Polmone (MaRP) dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena è tra i 4 progetti presentati da equipe emiliano – romagnole selezionati per il “Programma per la Ricerca Sanitaria 2008: attività di ricerca sulle Malattie Rare” dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.
Lo studio riguardante “Fibrosi polmonare idiopatica: uno studio prospettico nazionale multicentrico sui marcatori non invasivi di attività e progressione di malattia (Idiopathic pulmonary fibrosis: a national multicenter prospective study validating non invasive biomarkers of disease activity and progression)”, coordinato dal prof. Luca Richeldi della Struttura Complessa di Malattie dell’Apparato Respiratorio, risulta, infatti, tra i 29 progetti (su 363 presentati) che verranno sostenuti dal Ministero. Più in particolare il programma di ricerca modenese che concorreva per i finanziamenti disponibili per l’area tematica B, ovvero “Studi su popolazioni di pazienti non responder alle terapie standard identificati sulla base di biomarcatori, diagnosi molecolare e medicina di laboratorio”, riceverà per un finanziamento di 250.000 Euro.
Questo progetto, che sarà coordinato dal MaRP e coinvolgerà 14 Aziende Ospedaliere ed Ospedaliero-Universitarie su tutto il territorio nazionale, consentirà di identificare nuovi marcatori di malattia che potranno essere utilizzati per una migliore gestione dei pazienti affetti da fibrosi polmonare idiopatica, una grave malattia polmonare che comunque si calcola colpisca ogni anno migliaia di pazienti in Italia e per la quale non esistono terapie efficaci. “In particolare – ha chiarito il prof. Luca Richeldi, direttore del MaRP – le ricerche saranno focalizzate sui fibrociti, cellule staminali circolanti nel sangue periferico, che si pensa siano implicati nella patogenesi di questa malattia. I risultati dello studio finanziato dal Ministero della Salute, che recluterà circa 300 pazienti affetti da fibrosi polmonare idiopatica nel corso di 2 anni, saranno essenziali per identificare i pazienti con prognosi peggiore e quindi indirizzarli precocemente a studi clinici sperimentali o al trapianto di polmone”.
La lista dei progetti finanziati è stata pubblicata il 4 agosto 2010 sul sito web del Ministero della Salute nell’ambito delle attività di ricerca sulle malattie rare che rientra nel Programma per la Ricerca Sanitaria Nazionale. Il Programma Nazionale di Ricerca sulle Malattie Rare intende promuovere una ricerca strumentale agli obiettivi strategici del Servizio Sanitario Nazionale sulle tematiche specifiche individuate come prioritarie: la promozione della ricerca traslazionale sia nel passaggio dalla fase preclinica alla clinica, sia in quello fra ricerca clinica e applicazione nella pratica corrente del sistema sanitario nazionale.
A livello scientifico sono definite malattie rare le malattie che colpiscono non più di 5 individui su 10.000. “Nelle malattie rare, ancor più che in quelle diffuse – aggiunge Luca Richeldi – è fondamentale l’esperienza del medico che deve essere in grado di riconoscerle. Per questo motivo è fondamentale la centralizzazione in strutture specializzate nelle diverse tipologie di patologia, in modo da ampliare la casistica che, in patologie che colpiscono 1 persona ogni 2.000 abitanti, sono necessariamente poco diffuse”.
Proprio a questo fine, nel 2007 è stato costituito il MaRP, che coinvolge professionisti di 7 Dipartimenti dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena. L’assistenza specializzata ai pazienti affetti da malattie rare del polmone e progetti di ricerca traslazionale sono i principali campi di attività del Centro, cui afferiscono pazienti da tutte le regioni Italiane. “Dall’apertura del MaRP nel 2007 abbiamo visitato circa 20 pazienti a settimana (non tutti nuovi, circa metà per controlli) dei quali almeno il 70% viene da fuori regione. La sopravvivenza di questi malati è variabile: si va da 2 anni e mezzo per la fibrosi polmonare idiopatica fino a 30 anni per la sarcoidosi” conclude Luca Richeldi.
Per il “Programma per la Ricerca Sanitaria 2008: attività di ricerca sulle Malattie Rare” sono stati presentati complessivamente 363 progetti, suddivisi in 3 diverse aree tematiche: A) terapia traslazionale (3 milioni di euro complessivi con 13 premiati su 243), studi sul B) rischio/beneficio dei trattamenti farmacologici e non (3 milioni con 12 premiati su 75), C) studi di epidemiologia a sulla qualità di vita (1 milione con 4 premiati su 42). La valutazione è stata eseguita da tre revisori di fama internazionale, di cui uno straniero, che hanno sottoposto una proposta di graduatoria alla Commissione Nazionale della Ricerca Sanitaria, la quale ha stilato una classifica per ciascuna area, raccomandando il finanziamento dei progetti con le valutazioni migliori. Il progetto presentato dal Centro per le Malattie Rare del Polmone (MaRP) dell’Università di Modena e Reggio Emilia è stato l’unico ad essersi aggiudicato un finanziamento ministeriale nell’ambito degli studi riguardanti le malattie polmonari.
“Questo ulteriore riconoscimento al lavoro dei nostri ricercatori – ha detto il prof. Aldo Tomasi, Rettore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – ci riempie ovviamente di soddisfazione. Soprattutto ci fa piacere che sia giunto in un contesto, quello delle malattie rare, dove il settore privato – proprio a causa dei bassissimi livelli epidemiologici che si traducono in bassi introiti – tende a delegare al pubblico l’onere della ricerca. Di ulteriore soddisfazione è il fatto che in Regione Emilia-Romagna sono stati finanziati in tutto 4 progetti, di cui 2 facenti capo a ricercatori del nostro Ateneo”.
Al centro di Modena, attualmente, fanno riferimento 25 ricercatori di 7 dipartimenti dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria con un apporto rilevante di personale ospedaliero e medici in formazione. La natura interdipartimentale del Centro è cruciale in quanto i pazienti hanno spesso complicazioni cardiologiche e reumatologiche ed il percorso diagnostico presuppone il coinvolgimento di cardiologi, reumatologi, chirurghi toracici, radiologi, anatomo-patologi e laboratoristi. Il MaRP coordina anche a livello mondiale uno studio su un nuovo farmaco per la fibrosi polmonare idiopatica, i cui risultati saranno resi noti entro l’anno.
“Questo finanziamento – ha spiegato il dott. Stefano Cencetti Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria Policlinico di Modena – consacra ulteriormente la vocazione del Policlinico di Modena a ospedale di eccellenza nella cura delle malattie rare. L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena contribuisce largamente alla Rete assistenziale regionale di cura con ben 13 Strutture e Unità Operative coinvolte nella sorveglianza, diagnosi e cura di molte di queste patologie e in grado di affrontarne con competenza quasi 300 di esse” Si tratta di Cardiologia, Chirurgia Pediatrica, Dermatologia, Ematologia, Gastroenterologia, Medicina I e II, Nefrologia e Dialisi, Neonatologia, Oculistica, Pediatria, Reumatologia, cui presto si aggiungerà anche Chirurgia della Mano. La costruzione di questo ruolo di prim’ordine nel sistema regionale passa ovviamente attraverso la collaborazione col Centro di Medicina Rigenerativa e col MaRP. Non a caso l’Azienda ha recentemente istituito la Struttura Semplice Centro Malattie Rare del Polmone che, una volta assegnata secondo le procedure previste dalla legge, costituirà un importante anello di congiunzione tra attività scientifica e assistenziale che il Policlinico ha ormai eretto a colonna portante della propria mission”.

Cescot-Confesercenti Modena amplia la propria offerta formativa

“In questo periodo difficile la formazione professionale e l’attenzione per le competenze del personale, sono le armi migliori per affrontare al meglio la crisi e rimanere sempre competitivi”.
E’ questa, al tempo stesso richiesta crescente del mercato e l’offerta messa in campo da Cescot-Confesercenti Modena, che per il prossimo autunno e inverno ha messo in cantiere 21 corsi di formazione e laboratori pratici rivolti a tutti: persone occupate, imprenditori, liberi professionisti, apprendisti, collaboratori (atipici), persone in mobilità, disoccupati e studenti che desiderano acquisire nuove competenze o affinare le proprie conoscenze.
Una proposta come da tradizione variegata e di ampio livello, ricca nella quantità e soprattutto nella qualità dei percorsi creati ad hoc per far si che il potenziamento delle proprie conoscenze diventi la chiave per consolidare la propria posizione di lavoro. Dimostrandosi in grado di mantenersi strettamente legata alla tradizione del territorio e allo stesso tempo in grado di leggere e applicare le nuove tendenze, Cescot-Confesercenti propone per la fine del 2010 una vasta serie di corsi dedicati alla gastronomia, all’applicazione delle nuove tecnologie anche nei piccoli esercizi, a utili e pratiche nozioni di economia e linguaggio e alla gestione delle sempre più preziose risorse umane all’interno delle piccole e medie imprese.
I percorsi formativi saranno essenzialmente rivolti a persone occupate, imprenditori, liberi professionisti, apprendisti, collaboratori (atipici), persone in mobilità, disoccupati, studenti, senza alcun vincolo di settore nel caso di occupati. Nel dettaglio l’offerta di Cescot comprende tra gli altri i corsi dedicati all’arte della panificazione, alla produzione di gelato artigianale e alle tecniche da barman. A questi percorsi dalla vocazione fortemente gastronomica si accostano i laboratori sulla tecnica fotografica e l’utilizzo di Photoshop, unitamente al corso per conoscere tutti i segreti dei più conosciuti software di scrittura, navigazione in Internet e posta elettronica che vengono spesso usati in modo superficiale senza sfruttarne a fondo le incredibili possibilità. Tutto quanto può servire anche allo svolgimento dell’attività giornaliera delle piccole e medie imprese per aiutarle ad essere più autonome fornendo loro anche le conoscenze di base, come nel caso del corso dedicato alla gestione di paghe base e contributi. I corsi, che prenderanno il via dai primi giorni di ottobre, hanno una durata media di 12 ore e si svolgeranno presso la sede provinciale di Confesercenti Modena in Via Santi 8 con la collaborazione dei docenti qualificati della rete Cescot.
Per informazioni ed iscrizioni: Cescot Modena, via V. Santi 8, 41123 Modena, Tel: 059/892670, 059/892667; Fax 059/826969, E-mail iscrizioni@confesercentimodena.it La brochure completa dei corsi si può scaricare dal sito www.confesercentimodena.com.

Carpi, Leoni (PDL): il campo nomadi di via Nuova Ponente deve chiudere

Dopo avere scoperto e denunciato 258 mila euro spesi in quattro anni dall’Amministrazione comunale di Carpi per pagare le bollette e la gestione del campo nomadi di via nuova Ponente, il Consigliere regionale del Popolo della Libertà Andrea Leoni, ha rivolto oggi una nuova interrogazione alla Giunta regionale Errani, alla luce dello stato di degrado in cui versa il campo e della presenza, al suo interno, di autori di recenti furti commessi a Carpi, in provincia di Modena.
“La misura è colma. Comune di Carpi e Regione Emilia Romagna non possono continuare a gettare soldi per alimentare una situazione di degrado e di illegalità che la stessa giunta comunale, in risposta ad una mia interrogazione presentata in Regione, si era impegnata nel novembre scorso a superare.
Anziché migliorare, la cronaca estiva ha confermato che nel campo nomadi di via nuova Ponente le condizioni di degrado non fanno altro che peggiorare e la sicurezza non è garantita. E’ tempo di dire basta. Chiediamo alla Giunta di uscire dal proprio torpore e di mettere in campo un piano di dismissione del campo e lo stop immediato ai finanziamenti a favore di coloro che hanno dimostrato di non rispettare né la legalità né il patrimonio pubblico del quale sono ospiti. Così non si può più andare avanti”.

Campogalliano: Cammarata (PDL) interroga la Giunta sull’assenza nel territorio di un distributore di acqua pubblica

Abbiamo proposto alla Giunta, attraverso una interrogazione, di istallare un distributore di acqua pubblica, dopo aver verificato il grande successo, che questo distributore sta avendo nel Comune di San Martino in Rio, adiacente al nostro” – dichiara Alfonso Cammarata, Capogruppo e Coordinatore Comunale PDL.
“Il distributore dovrebbe erogare acqua naturale, refrigerata e frizzante, con un notevole guadagno economico per i Cittadini oltre ad una forte diminuzione di spreco delle bottiglie di plastica, altamente inquinanti. L’acqua del rubinetto è un acqua sicura e di qualità, è più controllata delle minerali in bottiglia e oltre a bere acqua di migliore qualità si riduce drasticamente la produzione di rifiuti, l’inquinamento derivante dalla produzione dei contenitori e dal trasporto dell’acqua imbottigliata (e anche dei rifiuti stessi).
Sul nostro territorio il luogo ideale potrebbe essere il parcheggio in adiacenza alle scuole elementare e al parco comunale della montagnole. Ad oggi, a noi, non è stato presentato alcun progetto similare. Ci auguriamo che la Giunta possa prendere in considerazione la nostra proposta e attivarsi in merito”.
(Alfonso Cammarata, Capogruppo e Coordinatore PDL Campogalliano)

Fondo Innovazione: da lunedì 6 Settembre le domande

Da lunedì 6 settembre le imprese modenesi possono presentare le domande per accedere al quarto bando del Fondo innovazione, dieci milioni di euro di finanziamenti agevolati per le aziende, con la burocrazia ridotta al minimo, procedure semplici ed esclusivamente on-line. Le domande infatti possono essere presentate fino al 24 settembre solo dal sito www.fondoinnovazione.it.
Il Fondo per l’innovazione è promosso da Provincia, Comune di Modena, Camera di commercio e dai principali Comuni del territorio per sostenere, in collaborazione con gli istituti di credito, gli investimenti delle imprese in innovazione tecnologica, sia di prodotto/servizio che di processo, in innovazione gestionale-organizzativa e in innovazione commerciale. Possono accedervi le piccole e medie imprese (e loro consorzi) con non più di cento addetti, appartenenti ai settori del manifatturiero e dei servizi alla produzione con almeno una unità operativa nella provincia di Modena.
«Il Fondo innovazione – spiega l’assessore provinciale alle Politiche per l’economia locale Daniela Sirotti Mattioli – rappresenta uno strumento utile per le nostre imprese per affrontare la crisi economica internazionale e rilanciare il sistema produttivo: dal 2005 a oggi sono stati messi a disposizione 30 milioni e quest’anno, con gli ulteriori 10 milioni, si stima possano essere finanziate circa 70 aziende, che si andranno a sommare alle 208 ammesse all’agevolazione nei primi tre bandi».
Risorse pubbliche e private concorrono a offrire mutui quadriennali del valore massimo di 200 mila euro e minimo di trentamila, con tasso di interesse a carico delle imprese pari all’1,25 per cento e rimborso trimestrale delle quote.
Per presentare la domanda le aziende devono compilare il modulo on-line, il cui fac simile è riportato nel bando. E’ anche possibile firmare digitalmente la domanda. Le imprese sprovviste di firma digitale possono ottenerla gratuitamente rivolgendosi all’apposito ufficio della Camera di commercio (dal lunedì al venerdì dalle ore 11 alle ore 12 o telefonando ai numeri 059/208374-375-376).
La collaborazione di banche e consorzi fidi
Le domande al Fondo innovazione saranno valutate su fattibilità, innovazione e addizionalità del progetto da un comitato tecnico in 45 giorni. Le banche che hanno aderito al Fondo (Unicredit Banca, Banca popolare dell’Emilia Romagna, Banca Popolare di Verona – San Geminiano e San Prospero), insieme ai consorzi fidi valuteranno invece l’affidabilità e la finanziabilità dell’impresa.
I Consorzi fidi locali dell’artigianato e industria aderenti al Fondo (Cofim Confidi Modena e Unifidi Emilia Romagna) concorrono, con garanzie del 30 e del 50 per cento del finanziamento, a ridurre i tassi di interesse finali. Inoltre, grazie ad un’intesa formalizzata con la nascita del Modena Confidi Network, i consorzi garanzia fidi hanno attivato una stretta cooperazione per la gestione del Fondo, affidata a Cofim, e per l’assistenza alle imprese.
Per essere ammesse al finanziamento, le imprese devono superare entrambe le fasi di valutazione: quella sul contenuto tecnico di innovazione, grado di fattibilità e addizionalità del progetto condotta dal Comitato tecnico di valutazione; una seconda fase sulla fattibilità e affidabilità finanziaria da parte di banca e confidi.
Una volta avuta la comunicazione di aver superato entrambi gli step di valutazione, l’impresa ha tempo 12 mesi (più un’eventuale proroga di sei) per realizzare e concludere il progetto e rendicontare le spese. L’erogazione del mutuo avviene ad avvenuta realizzazione del progetto, dopo l’esame della documentazione di spesa. L’impresa ha comunque la possibilità di richiedere alla banca e confidi prescelti un pre-finanziamento, alle medesime condizioni e senza oneri accessori. Sono inoltre ammesse spese già sostenute nei sei mesi precedenti la presentazione della domanda, per un importo non superiore al 30 per cento del totale del progetto.

Ospedale Mirandola, Leoni (PDL): sull’ascensore sbagliato dopo il danno la beffa

“L’Assessore regionale alla Sanità Lusenti allunga di un altro tempo la tragicommedia sul nuovo ascensore dell’ospedale di Mirandola che avrebbe dovuto trasportare i letti dei pazienti verso il nuovo reparto di endoscopia ma che non serve allo scopo perché di dimensioni troppo piccole. Rispondendo ad una mia recente interrogazione la Regione ammette che le dimensioni dell’ascensore sono state ridotte per fare posto alla scala antincendio e che oggi per trasportare i pazienti da un reparto all’altro bisogna trasbordarli dal letto alla barella e dalla barella al letto.
Questi disagi sarebbero dovuti essere risolti proprio grazie alla costruzione del nuovo ascensore progettato per il trasporto dei letti, evitando così il trasbordo dei pazienti sulle barelle. Per un evidente e grossolano errore le dimensioni dell’ascensore non consentono il trasporto dei letti e nonostante l’enorme spesa sostenuta, i disagi per i pazienti non sono stati alleviati”.
Lo ha affermato il Consigliere regionale del Popolo della Libertà, Andrea Leoni, commentando la risposta dell’Assessore regionale alla sanità Carlo Lusenti all’interrogazione con cui il Consigliere chiedeva conto dei gravi disagi provocati ai pazienti a causa degli errori di dimensionamento del nuovo ascensore dell’ospedale di Mirandola, in provincia di Modena, progettato per il trasporto dei pazienti al nuovo reparto di endoscopia.
“Ora la Regione tentando maldestramente di mascherare la gravità dell’errore, ha la faccia tosta di affermare che l’ascensore non serviva a trasportare i letti. Ma l’acquisto di nuove barelle auto caricanti per ovviare la distastro vale più di mille parole e giustificazioni. Lo spreco continua.
Di fronte a questi sbagli e al conseguente spreco di denaro pubblico, crediamo che l’unica soluzione tecnico-organizzativa sia rimediare all’errore facendo pagare il costo dei lavori a chi li ha commessi. Non è accettabile continuare a scaricare sui cittadini/contribuenti gli errori di altri. Non è accettabile il continuo sperpero di denaro pubblico. Non è accettabile vedere che chi ha gravemente sbagliato continui a rimanere al proprio posto”.

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