In ordine alla delicata questione
legata alla possibilità della cassa integrazione dei dipendenti della Curia per
alcuni mesi, si comunica quanto segue.
Venerdì 26 luglio doveva essere
il giorno della sottoscrizione da parte dei sindacati della cassa integrazione
trimestrale dei dipendenti della Curia.
Il Vescovo, dopo attenta
riflessione su quanto emerso nel percorso compiuto in questi giorni nei vari
incontri, e d’accordo con i principali collaboratori, ha ritenuto opportuno
“congelare” questo momento per dedicare
i prossimi mesi all’approfondimento globale della questione.
E’ ritenuta cosa saggia saper
modificare una decisione se, nel percorso che porta ad essa, emergono elementi,
prima non sufficientemente soppesati, che richiedono un approfondimento. E’quindi
assolutamente fuorviante, come si potrebbe dedurre da qualche organo di stampa,
vedere in questa decisione una smentita dell’operare dei primi collaboratori,
che vivono in modo encomiabile il loro
servizio alla Chiesa locale e in sintonia con il Vescovo e che il Vescovo
ringrazia di cuore, o vedere il conflitto tra correnti all’interno del
presbiterio. Non è certo questo che ispira la decisione del vescovo e non è
questa la logica che deve guidare l’agire ecclesiale.
In un precedente comunicato (cfr Nostro Tempo n. 29,
28 luglio, pag. 5) si è accennato ad interpretazioni contraddittorie e
fuorvianti date da alcuni media, che distoglievano dallo spirito e dalle
intenzioni alla base dell’iniziativa. Ora si può aggiungere che il cammino
compiuto ha fatto emergere, insieme a momenti di difficoltà e di sofferenza, l’importanza
del lavoro per i dipendenti, che non hanno mai rifiutato il confronto, come più
volte sottolineato, e la preziosità del loro servizio negli uffici e nei centri
diocesani, che svolgono un compito essenziale per la missione della Diocesi.
Non si può nascondere peraltro
che la crisi economica investe anche la Curia e va affrontata seriamente.
Questo è un punto di non ritorno.
La soluzione va cercata investendo
tutta la comunità, in particolare i presbiteri.
In questi mesi il Vescovo si
propone di indire un’Assemblea generale del Clero, che farà seguito a quella
tenuta nel mese di aprile sempre sui problemi economici, per tradurre in
termini concreti, che investono anche questi aspetti, la corresponsabilità e la
comunione, sia per quanto riguarda direttamente i sacerdoti
sia per quanto riguarda il rapporto parrocchie-diocesi. L’occasione offerta è
di fare nuovi passi di comunione.
In questi mesi vanno pure fatti
approfondimenti sulle decisioni da prendere in ordine alle varie articolazioni
dell’azione pastorale della diocesi, per realizzare nei tempi previsti il
risanamento programmato. La speranza è che a quel punto la cassa integrazione
si riveli non necessaria.
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