lunedì 29 luglio 2013

Arcidiocesi di Modena-Nonantola interviene sull’ipotesi di cassa integrazione per i propri dipendenti

In ordine alla delicata questione legata alla possibilità della cassa integrazione dei dipendenti della Curia per alcuni mesi, si comunica quanto segue.
Venerdì 26 luglio doveva essere il giorno della sottoscrizione da parte dei sindacati della cassa integrazione trimestrale dei dipendenti della Curia.
Il Vescovo, dopo attenta riflessione su quanto emerso nel percorso compiuto in questi giorni nei vari incontri, e d’accordo con i principali collaboratori, ha ritenuto opportuno “congelare” questo momento  per dedicare i prossimi mesi all’approfondimento globale della questione.
E’ ritenuta cosa saggia saper modificare una decisione se, nel percorso che porta ad essa, emergono elementi, prima non sufficientemente soppesati, che richiedono un approfondimento. E’quindi assolutamente fuorviante, come si potrebbe dedurre da qualche organo di stampa, vedere in questa decisione una smentita dell’operare dei primi collaboratori, che vivono in modo encomiabile il  loro servizio alla Chiesa locale e in sintonia con il Vescovo e che il Vescovo ringrazia di cuore, o vedere il conflitto tra correnti all’interno del presbiterio. Non è certo questo che ispira la decisione del vescovo e non è questa la logica che deve guidare l’agire ecclesiale.
In un precedente comunicato (cfr Nostro Tempo n. 29,  28 luglio, pag. 5) si è accennato ad interpretazioni contraddittorie e fuorvianti date da alcuni media, che distoglievano dallo spirito e dalle intenzioni alla base dell’iniziativa. Ora si può aggiungere che il cammino compiuto ha fatto emergere, insieme a momenti di difficoltà e di sofferenza, l’importanza del lavoro per i dipendenti, che non hanno mai rifiutato il confronto, come più volte sottolineato, e la preziosità del loro servizio negli uffici e nei centri diocesani, che svolgono un compito essenziale per la missione della Diocesi.
Non si può nascondere peraltro che la crisi economica investe anche la Curia e va affrontata seriamente. Questo è un punto di non ritorno.
La soluzione va cercata  investendo  tutta la comunità, in particolare i presbiteri.
In questi mesi il Vescovo si propone di indire un’Assemblea generale del Clero, che farà seguito a quella tenuta nel mese di aprile sempre sui problemi economici, per tradurre in termini concreti, che investono anche questi aspetti, la corresponsabilità e la comunione,  sia  per quanto riguarda direttamente i sacerdoti sia per quanto riguarda il rapporto parrocchie-diocesi. L’occasione offerta è di fare nuovi passi di comunione.

In questi mesi vanno pure fatti approfondimenti sulle decisioni da prendere in ordine alle varie articolazioni dell’azione pastorale della diocesi, per realizzare nei tempi previsti il risanamento programmato. La speranza è che a quel punto la cassa integrazione si riveli non necessaria.

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