“Modena
sia laboratorio e apripista di trasparenza in tema di redditi percepiti non
solo nel mondo della politica e dei manager pubblici, ma anche nelle tante
realtà private”: è questa la proposta di Sergio Rusticali, membro della
segreteria cittadina del Pd, dopo che lo stesso Governo Letta ha deciso di
rendere pubblici i redditi dei componenti dell’Esecutivo, presidente del
Consiglio in testa. Ecco la sua dichiarazione:
«A livello
nazionale, il Governo Letta ha imposto ai propri ministri l’obbligo della
trasparenza pubblica dei propri redditi. Sono state rese pubbliche, quindi, le
entrate annue di tutti i componenti dell’Esecutivo, in primis lo stesso presidente
del Consiglio Enrico Letta che dichiara
un reddito imponibile di 125mila euro all’anno. Io credo, però, che non
solo la politica (i ministri, i parlamentari e gli amministratori locali) e
i manager delle società pubbliche debbano
rendere noti i propri redditi.
In particolare, in un momento economico così
difficile per le famiglie, con un lavoro sempre più precario e sempre minori
garanzie, si rende assolutamente necessaria una trasparenza più estesa. Questi
stessi criteri di pubblicità e trasparenza devono essere applicati, infatti,
anche alle realtà private: penso, ad esempio, alle banche, alle imprese, a chi
riveste ruoli direttivi nelle associazioni economiche e sociali. Sarebbe un
ulteriore contributo per una necessaria moralizzazione della società: su questo
fronte la politica ha sicuramente le sue responsabilità, anche gravi, ma
classifiche e indagini pubblicate, anche di recente, a livello nazionale, ci
dimostrano che non è da sola.
Reputo che Modena potrebbe - e secondo me
dovrebbe - diventare un laboratorio della trasparenza e di una nuova etica dei
comportamenti se si decidesse di rendere pubblici, ad esempio, i redditi
imponibili di presidenti e direttori della Camera di Commercio, di amministratori
e componenti dei consigli di amministrazione delle banche, delle associazioni
economiche, di quelle sociali, delle fondazioni, dell’università, dei
presidenti e dei manager del movimento cooperativo ecc… In questo contesto, i
cittadini avrebbero un quadro
complessivo e comparativo che consentirebbe loro di verificare la coerenza praticata in tante realtà locali
rispetto ai quei “richiami alla moralizzazione della politica” che da tante
parti, giustamente, si sono levati.
La politica in generale, seppure con ancora
alcune insufficienze, sta provando a muoversi in tema di trasparenza in quella
che mi sembra essere la giusta direzione, necessaria per ridare fiducia e
credibilità all’intero Paese, alle Istituzioni e alle loro rappresentanze ai
vari livelli. In questo contesto, e di fronte a questi scenari economici, anche
le realtà locali devono dare il proprio contributo. Modena può essere apripista
di un percorso innovativo di moralità e di trasparenza».
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