lunedì 29 luglio 2013

Redditi, al Pd Rusticali non basta sapere i redditi del mondo della politica e dei manager pubblici, vuole anche quelli delle 'tante realtà private'

“Modena sia laboratorio e apripista di trasparenza in tema di redditi percepiti non solo nel mondo della politica e dei manager pubblici, ma anche nelle tante realtà private”: è questa la proposta di Sergio Rusticali, membro della segreteria cittadina del Pd, dopo che lo stesso Governo Letta ha deciso di rendere pubblici i redditi dei componenti dell’Esecutivo, presidente del Consiglio in testa. Ecco la sua dichiarazione:
                                  
«A livello nazionale, il Governo Letta ha imposto ai propri ministri l’obbligo della trasparenza pubblica dei propri redditi. Sono state rese pubbliche, quindi, le entrate annue di tutti i componenti dell’Esecutivo, in primis lo stesso presidente del Consiglio Enrico Letta che dichiara  un reddito imponibile di 125mila euro all’anno. Io credo, però, che non solo la politica (i ministri, i parlamentari e gli amministratori locali) e i  manager delle società pubbliche debbano rendere noti i propri redditi.
In particolare, in un momento economico così difficile per le famiglie, con un lavoro sempre più precario e sempre minori garanzie, si rende assolutamente necessaria una trasparenza più estesa. Questi stessi criteri di pubblicità e trasparenza devono essere applicati, infatti, anche alle realtà private: penso, ad esempio, alle banche, alle imprese, a chi riveste ruoli direttivi nelle associazioni economiche e sociali. Sarebbe un ulteriore contributo per una necessaria moralizzazione della società: su questo fronte la politica ha sicuramente le sue responsabilità, anche gravi, ma classifiche e indagini pubblicate, anche di recente, a livello nazionale, ci dimostrano che non è da sola. 
Reputo che Modena potrebbe - e secondo me dovrebbe - diventare un laboratorio della trasparenza e di una nuova etica dei comportamenti se si decidesse di rendere pubblici, ad esempio, i redditi imponibili di presidenti e direttori della Camera di Commercio, di amministratori e componenti dei consigli di amministrazione delle banche, delle associazioni economiche, di quelle sociali, delle fondazioni, dell’università, dei presidenti e dei manager del movimento cooperativo ecc… In questo contesto, i cittadini  avrebbero un quadro complessivo e comparativo che consentirebbe loro di verificare la  coerenza praticata in tante realtà locali rispetto ai quei “richiami alla moralizzazione della politica” che da tante parti, giustamente, si sono levati. 
La politica in generale, seppure con ancora alcune insufficienze, sta provando a muoversi in tema di trasparenza in quella che mi sembra essere la giusta direzione, necessaria per ridare fiducia e credibilità all’intero Paese, alle Istituzioni e alle loro rappresentanze ai vari livelli. In questo contesto, e di fronte a questi scenari economici, anche le realtà locali devono dare il proprio contributo. Modena può essere apripista di un percorso innovativo di moralità e di trasparenza».


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