Al
termine di un incontro incentrato sull’analisi del bilancio del Comune di
Nonantola, approvato lo scorso 18 luglio, i presidenti locali delle quattro
associazioni che fanno riferimento a Rete Imprese Italia - Ivano Sighinolfi per
Cna, Mauro Bastoni di Confesercenti, Stefano Censi per Lapam e Luca Prandini di
Confcommercio – denunciano il grave impatto che anche a Nonantola sarà
determinato dalle elevate aliquote di IMU e TARES.
“Riteniamo
insostenibile – scrivono i quattro presidenti, a nome delle rispettive
associazioni – che agli immobili dove le imprese svolgono la loro attività
venga applicata l’aliquota del 10 per mille. Il momento difficile che
l’economia sta attraversando impone alle pubbliche amministrazioni il dovere di
ascoltare e sostenere le imprese stesse: a nostro giudizio l’applicazione
dell’aliquota massima possibile non evidenzia certo questo sostegno. Secondo
noi questi immobili dovrebbero essere trattati alla stessa stregua di
un’abitazione principale, e se non è possibile, almeno con l’applicazione di un’aliquota
fortemente agevolata. Quanto alla TARES, le associazioni hanno ribadito “la
necessità di non applicare la soprattassa prevista fino a 0,10 €/mq” e hanno nuovamente chiesto al Comune di
“confermare tutte le agevolazioni già previste”. Anche perché, secondo le
quattro associazioni, è incomprensibile, oltre che iniquo, l’aumento
dell’imposta sui rifiuti, dal momento che la produzione di questi ultimi da
parte delle imprese è in calo, come certifica la diminuzione del Pil.
Infine,
i presidenti hanno rinnovato all’Amministrazione anche la richiesta di
“destinare al sostegno delle imprese tutte le risorse reperite attraverso la
lotta all’evasione fiscale, studiando assieme alle associazioni i sistemi
migliori per ridistribuirle”.
Assieme
alle urgenti richieste, è giunta dalle quattro associazioni anche una nota di
merito per il Comune di Nonantola, effettivamente capace di onorare entro 60
giorni gli impegni economici presi con i propri fornitori. “Un comportamento
senz’altro virtuoso – sottolineano i quattro presidenti – che però coinvolge
solo le imprese fornitrici del comune, mentre sono tutte le aziende,
indistintamente, a finire del tritacarne Imu-Tares”.
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