giovedì 26 agosto 2010

L’attività del servizio tutela minori: i dati resi noti dall’Ufficio Comune del Distretto

Sono stati resi noti dall’Ufficio Comune del Distretto i dati dell’attività del Servizio Tutela Minori svolta nel corso dell’anno scolastico 2009/2010 in collaborazione con le scuole dei comuni di Fiorano, Formigine, Maranello, Sassuolo, Prignano, Palagano, Montefiorino e Frassinoro.
All’interno dell’Ufficio Comune, costituito nel 2008 tra tutti i Comuni del Distretto per la gestione associata di funzioni ed attività in ambito sociale e socio-sanitario integrato, trovano infatti collocazione le attività di prevenzione primaria e secondaria rivolte a minori e giovani, in un’ottica di integrazione e coordinamento tra Enti Locali, Azienda USL, scuole, altri soggetti gestori di servizi socio-educativi e soggetti del terzo settore.
In questo quadro si inserisce anche l’azione del Servizio Tutela Minori, costituito da assistenti sociali, psicologi, educatori professionali che operano in équipe per attuare azioni di sostegno, tutela o presa in carico dei minori a rischio devianza o devianti. In questo contesto assume particolare rilievo il rapporto e la collaborazione del Servizio Tutela Minori con la scuola che, oltre ad essere un luogo educativo e di apprendimento, rappresenta uno degli spazi principali in cui è indispensabile agire al fine di garantire il benessere dei minori.
A tale scopo, nel corso dell’anno scolastico 2009/2010 l’attività del Servizio si è sviluppata attraverso specifici incontri informativi, di verifica e di definizione di progetti sui casi di minori in carico, con insegnanti e dirigenti scolastici.
Nel periodo compreso settembre 2009 e giugno 2010 sono stati 191 gli incontri effettuati che hanno interessato le scuole di ogni ordine e grado del territorio distrettuale. Sono stati inoltre condotti incontri con i dirigenti scolastici per ridefinire le modalità di collaborazione tra Servizio Tutela Minori e scuole sui casi di minori presi in carico ed incontri formativi per ripresentare agli insegnanti i contenuti del Protocollo d’intesa per la segnalazione dei minori a rischio, sottoscritto sul territorio della Provincia di Modena nel 2003.
“Gli interventi hanno coinvolto anche i collegi docenti delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di Formigine – precisano il Vicesindaco ed Assessore alle Politiche Scolastiche ed Educative Antonietta Vastola e l’Assessore alle Politiche sociali Maria Costi – a tale proposito esprimiamo soddisfazione per i risultati dell’attività, volta a rendere maggiormente agevole lo scambio di informazioni e facilitare le comunicazioni tra la scuola e il Servizio Tutela Minori, ma anche tra lo stesso Servizio Tutela Minori e gli altri Servizi del Comune che si occupano di minori, come i Servizi Sociali ed il Servizio Istruzione, con l’obiettivo di raccordare ed integrare tutti i soggetti coinvolti nelle più generali politiche per la famiglia attuate dall’Amministrazione comunale”.

Centro Storico Modena, Leoni (PDL): “Nessun rilancio è possibile senza modifica radicale piano sosta”

“La maxi espansione della zona a ZTL distruggerà definitivamente quel poco di vita e commercio che tenacemente tenta di resistere in centro storico a Modena. Solo con un radicale cambio del mortifero piano sosta varato dal Comune si potrà cominciare a ragionare davvero di un rilancio del centro storico.
Da oltre quindici anni a questa parte il cuore della città subisce le politiche della varie giunte di sinistra che hanno operato di fatto contro il centro. Meno parcheggi, accessibilità zero, city pass e posti con pagamenti stellari hanno reso inavvicinabile quello che dovrebbe essere il centro commerciale naturale di Modena.
Anche dal mondo del commercio, attraverso le sue associazioni, si chiede ufficialmente di rivedere il piano della Giunta Pighi.
Noi come PDL stiamo portando avanti da tempo una battaglia per salvare il centro storico di Modena dalla morte per abbandono alla quale la giunta di sinistra lo ha condannato.
La mancata realizzazione dei parcheggi interrati promessi, la cancellazione dei parcheggi in Piazza Roma e Largo Sant’Agostino e l’allargamento della zona a tariffazione, renderà l’accesso al cuore della città sempre più impossibile.
Se pensiamo che i residenti in centro storico dovranno pagare anche per parcheggiare in strada, dove prima non pagavano nulla, oppure in vie come Medaglie d’Ordo o Archirola ci sarà la sosta a pagamento la situazione diventa davvero tragica.
Mentre si parla di rilancio della vocazione turistica di Modena un piano come questo è un schiaffo a chi vuole investire nel centro storico di Modena”.
Andrea Leoni - Consigliere regionale del Popolo della Libertà di Modena

Finale, Centrale nell’ex Zuccherificio, Federazione della Sinistra: ‘E ora referendum tra i cittadini’

Le dichiarazioni del presidente di Italia Zuccheri, secondo le quali l’inceneritore al posto dell’ex zuccherificio dovrà comunque essere realizzato anche senza accordi di filiera con le associazioni agricole locali – e dunque il materiale da bruciare potrà provenire da un’area amplissima – sono rivelatrici.
Emerge con nettezza che gli interessi in gioco si fanno beffa delle necessità del territorio, della qualità dell’ambiente, della salute dei cittadini. Business is business, verrebbe da dire.
Ma emerge anche la pochezza, il dilettantismo di una classe politica locale miope e incapace. Soragni e il PD finalese, su questi temi sistematicamente alleati con le Destre in consiglio comunale, sono i massimi responsabili di una situazione che nel tempo va facendosi sempre più preoccupante. Ci hanno venduto fumo, hanno prodotto mille chiacchiere bugiarde sulla “filiera corta”, sul “collegamento con il territorio”, sull’accordo con i produttori locali…
Quando nel corso degli ultimi anni, come Rifondazione Comunista e come Sinistra, abbiamo denunciato i rischi, sottolineato le incongruenze, manifestato il nostro dissenso rispetto a questa riconversione, ci hanno attaccato e sbeffeggiato con protervia. Su di noi sono piovute puntuali accuse di rigidità ideologica e di estremismo.
Ma di estremista vi è solo l’indisponibilità dell’attuale Giunta di considerare ipotesi differenti di riconversione, di valutare percorsi alternativi, come sperimentato in altre realtà dove le amministrazioni hanno oculatamente perseguito soluzioni diverse.
Le Destre finalesi, PdL, liste civiche e LegaNord, dal canto loro, si sono sempre allineate, mai hanno mosso critiche, mai una voce fuori dal coro, sistematicamente complici in tutti i passaggi di Soragni e PD. Dove sono i “Paladini del Territorio”, come amano definirsi i seguaci di Bossi, che regolarmente approvano a Roma provvedimenti che violentano l’ambiente per poi fare le verginelle a livello locale? Dove sono coloro che si riempiono continuamente la bocca con la parola “sicurezza”, si eccitano se si parla di extracomunitari ma poi tacciono quando l’ambiente e la salute di tutti vengono messi a rischio?
Occorre dare la parola ai finalesi, chiedere loro cosa ne pensano, questa è l’unica strada affinchè il nostro futuro non venga sequestrato da amministratori incapaci.
Il referendum è la strada che indichiamo, e la proponiamo a tutti coloro, semplici cittadini, associazioni o altri soggetti organizzati, hanno a cuore la tutela di beni fondamentali come la nostra salute. E su questa via ci adopereremo.
(Federazione della Sinistra: Alberto Ferrari, PRC Finale Emilia, Alberto Boetti, PdCI Finale Emilia)

Hera, semestrale: ricavi in calo ma utile balza del 33,8%

Il gruppo Hera chiude il primo semestre dell’anno con utile netto di 62,6 milioni di euro, in aumento del 33,8% su base annua. La multiutility emiliana, quotata a Piazza Affari, registra un margine operativo lordo di 313,5 milioni (+15,6%) e un reddito operativo di 174,8 milioni (+21,6%). I ricavi si attestano a 1.805 milioni, in calo del 15,9%.
La posizione finanziaria netta ha raggiunto i 1.970,6 milioni di euro, rispetto ai 1.891,8 milioni di fine 2009. Soddisfatto il presidente Tomaso Tommasi di Vignano anche per le ricadute positive sulla clientela per la riduzione delle tariffe dei servizi energetici dovuta all’abbassamento del costo delle materie prime, come l’ad Maurizio Chiarini per il contributo positivo arrivato da tutti comparti.

martedì 24 agosto 2010

Turismo Modena, Andrea Leoni (PDL): “Amministratori di sinistra inadeguati a raccogliere sfida”

“Non possiamo fare finta di niente quando regolarmente in Regione per il settore turistico ci troviamo di fronte ad una Giunta Regionale a trazione romagnola che dirotta praticamente tutti i soldi sulla riviera”. Inizia così la dichiarazione del Consigliere regionale del Popolo della Libertà Andrea Leoni.
Leoni prosegue: “Non possiamo fare finta di niente quando in Regione, Errani e la sinistra proclamano la supremazia di Bologna Capitale che tradotto vuol dire per esempio che per il comparto fiere ci sarà sempre meno per Modena. Se consideriamo che grazie allo sciagurato cambio del titolo V della costituzione voluto dalla sinistra il turismo è una delega di competenza regionale c’è poco da stare allegri.
Non possiamo fare finta di niente quando veniamo da una legislatura dove la Giunta comunale si è totalmente disinteressata delle capacità e delle opportunità turistiche di Modena. Senza contare la cronica latitanza della provincia di Modena.
Alla luce di queste semplici considerazioni – continua il consigliere PDL – è evidente che le prospettive non sono molto rosee per un settore che potrebbe essere una risorsa in un momento di crisi come questo. E’ evidente che i commercianti, gli albergatori ma anche tutti gli altri attori del sistema turistico modenese non possono avere grande fiducia nei vari enti locali governati dalla sinistra che hanno sempre dimostrato una scarsa attitudine alla materia.
Se la situazione è questa è perché chi ha avuto la responsabilità di mettere tutti intorno ad un tavolo non lo ha fatto. E’ un vecchio difetto della Giunte comunali modenesi che hanno sempre fatto dell’autoreferenzialità e della mancanza di dialogo con la città, il filo conduttore della loro azione. D’altronde gli stessi eventi di maggior prestigio modenesi come il festival della filosofia o quello delle bande militari non sono nemmeno un parto delle amministrazioni pubbliche.
D’altronde – conclude Leoni – anche il ritardo cronico sull’altra grande area d’interesse ossia quella dei motori non può che essere addebitata a che da sempre governa come la sinistra avendo numeri schiaccianti nelle aule consiliari. Ritengo che la scommessa di fare di Modena e la sua provincia un punto di attrazione turistica vada perseguita fino in fondo. Visti i precedenti, temo però che i nostri amministratori di sinistra siano inadeguati ad affrontare una sfida del genere”.

Prima denuncia a Modena perchè non fa passare i pedoni e li insulta

Giornata da dimenticare per un automobilista modenese 35enne che sabato scorso, alla guida di un’Audi station wagon, giunto in prossimità dell’incrocio tra via Vignolese e via Zamenhof oltre o non dare la precedenza a due pedoni – una donna e una bambina – che stavano attraversando la strada sulle strisce li ha mandati a “quel paese” con un gesto eloquente.
Poco distante, una pattuglia della Polizia municipale ha seguito la dinamica dei fatti, ha fermato l’auto e applicato per la prima volta a Modena l’articolo 191 (comma 4) del nuovo Codice della strada, che impone di dare la precedenza ai pedoni. Per l’uomo alla guida dell’auto, 150 euro di sanzione e 8 punti in meno sulla patente.

Patto di stabilità interno, interviene Serri della Fillea-Cgil Modena

Il 30 luglio 2010 ed il 2 agosto 2010 sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana due decreti del Ministero dell`Economia e delle Finanze relativi al Patto di stabilità interno per l`anno 2010.
E’ data la possibilità agli enti locali di escludere dal saldo finanziario lo 0,78% dei residui passivi in conto capitale per il 2008 che costituisce una deroga rispetto alle regole varate inizialmente per l’applicazione del Patto di stabilità interno per l’anno 2010.
Tale deroga rappresenta però un peggioramento rispetto alla deroga prevista nel 2009, anno in cui era prevista l’esclusione dai saldi finanziari delle spese in conto residui nella misura massima del 4% dei residui passivi in conto capitale per il 2007.
Comunque in base alle norme contenute in questi decreti, i Comuni e le Province soggetti al Patto – quelli con popolazione superiore ai 5.000 abitanti- devono predisporre, entro la fine del mese di agosto 2010, gli atti necessari alla definizione degli obiettivi di saldo finanziario e al monitoraggio del Patto 2010.
Con particolare riferimento ai problemi di ritardi nei pagamenti provocati dal Patto di stabilita` interno a seguito della suddetta verifica –che deve essere effettuata, entro fine agosto-, gli enti locali potrebbero ritrovare una disponibilita` a pagare, corrispondente alle somme escluse dai calcoli in base a questi provvedimenti legislativi.
“E’ una misura che va colta ma assolutamente insufficiente – afferma Serri Sauro Segretario del sindacato dei lavoratori Edili della CGIL di Modena- deve essere data la possibilità agli enti locali di spendere le somme destinate ad investimenti in opere pubbliche, per dare lavoro alle imprese edili che stanno, più di altri settori, pagando la crisi. La difesa di un patrimonio di competenze e professionalità rappresentato dalle imprese e dai lavoratori del comparto costruzioni deve essere assolutamente tutelato essendo una delle condizioni indispensabili per avviare una ripresa più complessiva dell’economia modenese”.

Pil, Confcommercio: crescita allo 0,7% nel 2010, all’1% nel 2011. Emilia Romagna 3a

Il prodotto interno lordo italiano salira’ dello 0,7% quest’anno e dell’1% il prossimo. La previsone e’ contenuta in uno studio della Confcommercio che sottolinea anche come negli ultimi 15 anni sia progressivamente aumentato il cotnributo alla crescita nazionale fornito dal Centro a discapito soprattutto di quello del Nord Ovest.
In particolare, la quota di Pil prodotta dalle regioni centrali e’ destinata a passare dal 21% del 1995 al 22,1% del 2011, mentre la quota di quelle nord occidentali e’ vista passare nello stesso periodo sdal 32,7% al 31,6%. Sostanzialmente stabili invece le dinamiche di Nord Est e Mezzogiorno.
Ma se il biennio di crisi 2008-2009 ha investito, in particolare, le regioni dell’ex triangolo industriale e quelle piu’ orientate all’export riducendone il Pil, in termini di ricchezza prodotta si conferma il divario Nord-Sud sintetizzato dal dato della regione meno produttiva del Nord, la Liguria, che registra un Pil pro capite superiore di un quarto a quello della regione piu’ produttiva del Sud, l’Abruzzo. In termini assoluti, Val d’Aosta, Lombardia, Trentino ed Emilia Romagna sono le regioni con il maggior prodotto pro capite (in tutti i casi oltre i 32.000 euro), all’estremo opposto Campania e Calabria con meno di 17.000 euro. Un gap, quello del Mezzogiorno rispetto al resto del Paese, derivante anche dalle debolezze strutturali di quest’area che, sebbene risulti quella con la maggiore riduzione di Pil nel 2008 (-1,7% rispetto al -1,3% nazionale), e’ quella che, pero’, nel 2009, ha limitato gli effetti della crisi (-4,1% rispetto al -5% nazionale).
I dati regionali, sottoline lo studio, evidenziano risposte complesse e performance diverse delle economie territoriali rispetto al biennio recessivo. Alcune tendenze di sviluppo differenziale si erano gia’ manifestate nel corso degli anni novanta, come per esempio una maggiore dinamicita’ presso le regioni della dorsale adriatica e del Centro, testimoniata dalla crescita media annua 1996-2007 del Pil reale pari all’1,7% del Nord-Est e all’1,6% nel Centro contro l’1,3% nel Nord-Ovest e nel Sud. I decimali di differenza cumulandosi per dodici anni indicano cambiamenti notevoli nel contributo produttivo regionale al totale nazionale, in contrasto con l’idea che i territori si muovano in modo sostanzialmente analogo sotto il profilo economico.
La regione con il maggior prodotto pro capite e’ la Val d’Aosta, che pero’ negli ultimi quindici anni ha palesato tassi di crescita tra i peggiori nell’ambito dei diversi territori. Al secondo posto si colloca la Lombardia, seguita dal Trentino e dall’Emilia Romagna.
Poi il Lazio, che supera il Veneto. In fondo alla graduatoria si trovano senza sorprese le regioni del Sud. Lo stacco e’ notevole in quanto la regione meno produttiva del Nord, la Liguria, ha comunque un prodotto pro capite di oltre il 24% superiore a quello della regione piu’ produttiva del Mezzogiorno, l’Abruzzo. La produttivita’ media del Mezzogiorno risulta pari al 56,2% di quella del Nord-ovest, ma spostando il confronto a livello regionale la situazione e’ anche peggiore: il Pil pro capite della regione meno produttiva (la Campania), non riesce ad andare oltre il 50% del reddito medio di quella piu’ produttiva (la Val d’Aosta). La dicotomia Nord-Sud, quindi, c’e’ e rimane.
La crisi ha colpito i territori in modo differente e con qualche articolazione di non facile interpretazione. La dimensione del crollo delle esportazioni si vede bene dalle riduzioni di Pil tanto nel 2008 quanto nel 2009, che ha interessato le regioni dell’ex triangolo industriale e quelle maggiormente orientate ai mercati esteri, con forte presenza di distretti dedicati al made-in, come nel caso delle Marche.
Il Mezzogiorno a causa delle note debolezze strutturali ha perso di piu’ nel 2008, ma la presenza di un’elevata frazione di occupati dipendenti in generale e nella Pubblica Amministrazione in particolare, ha limitato l’impatto della crisi nel 2009.
Nel biennio 2010-2011 il Mezzogiorno mostrera’ comunque tassi di variazione del prodotto lordo inferiori a quelli della media Italia.
Il Lazio, la Toscana, l’Emilia Romagna e la Lombardia dovrebbero rispondere un po’ meglio delle altre regioni in termini di intensita’ della ripresa, comunque debole, fattore che accomuna tutte le aree del Paese. Anche nel 2011 si dovrebbe confermare la maggiore vivacita’ del Centro, trainato dalla maggiore presenza di terziario di mercato rispetto al resto dell’Italia.

sabato 21 agosto 2010

Semplificazione, Andrea Leoni (PDL): "La legge regionale antisismica in molti Comuni blocca i lavori a suon di adempimenti burocratici"

“Togliere il carico burocratico alle imprese è un proposito lodevole. Nella realtà però non sempre questa intenzione corrisponde alla pratica. Solo pochi giorni fa, l’Ordine degli ingegneri di Modena lamentava le enormi difficoltà che incontrano le imprese nei cantieri privati a causa di un’interpretazione troppo formale di norme e regolamenti edilizi a causa delle nuove norme antisismiche. Al posto che sicurezza per i cittadini, la legge regionale per la riduzione del rischio sismico, si sta rivelando solo un fardello di adempimenti burocratici, con aggravio di costi e allungamento dei tempi di realizzazione".
Interviene il Consigliere regionale del Popolo della Libertà Andrea Leoni a seguito dello studio di Confartigianato riguardante il rapporto tra burocrazia e imprese in Emilia Romagna.
"Preoccupazioni che anche noi, come forza di opposizione, avevamo già segnalato in Regione. Oltre alle chiacchiere, è quindi necessario un intervento urgente da parte della Regione Emilia Romagna per sbloccare la situazione e rimediare al grave danno economico causato ai cittadini e imprese che operano nel campo delle costruzioni.
Anche le aziende che operano nel settore dell’edilizia hanno il diritto di non essere sommerse di compiti burocratici e basta. La legge regionale si è, di fatto, limitata ad inasprire la parte burocratica necessaria agli interventi edilizi. Dilatare la burocrazia non produce maggiore sicurezza, ma solo perdite di tempo e maggiori costi.
L’indagine di Confartigianato sul rapporto tra burocrazia e imprese in Emilia Romagna attesta che delle cose sono state fatte ma il caso della legge regionale antisismica testimonia che c’è ancora tanto da fare per venire davvero incontro alle imprese.
Per questo, alla ripresa dei lavori in Regione, solleciterò la Giunta Errani ad accogliere i rilievi su questa legge affinché un settore in crisi, come quello edilizio, oltre alle difficoltà del mercato non debba superare anche gli scogli di leggi che non producono maggiore sicurezza ma solo tanta carta”.

Confartigianato: le province E-R amiche delle imprese. Il commento dell'Assessore regionale Muzzarelli

Per la Confartigianato la provincia di Ravenna è quella in cui, in Italia, la pubblica amministrazione favorisce di piu’ l’attivita’ imprenditoriale. Ma anche la maggiore parte delle città emiliane entrano nella top ten della Confartigianato, che ha misurato per ogni provincia la qualità di alcuni servizi pubblici, necessari per avviare e gestire un’attività imprenditoriale. Seconda è la provincia di Reggio Emilia, seguita da Rimini (quarta), Forlì’- Cesena (5/a), Modena (7/a), Piacenza (decima).
“La ricerca dell’Ufficio Studi di Confartigianato, che posiziona sei delle province dell’Emilia-Romagna tra le prime dieci nella classifica del minor peso burocratico sulle imprese, è per noi motivo di soddisfazione. La fonte, certamente autorevole, ha misurato proprio la qualità dei servizi pubblici necessari per avviare e gestire l’attività imprenditoriale e fa seguito alle ricerche del Centro Studi Einaudi che hanno più volte confermato che l’Emilia-Romagna è la regione italiana con più libertà di impresa” – ha commentato l’assessore regionale alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli.
“In questa fase economica la priorità è per noi quella di salvare il lavoro, assicurando al contempo ogni sforzo per dare più competitività alle imprese in particolare, supportando quelle che vogliono fare ricerca, aggiornarsi ed innovarsi. In questo senso, alleviare i carichi burocratici ed assicurare una pubblica amministrazione di qualità, che è al fianco delle imprese e non le grava di oneri burocratici, è fondamentale. I dati Confartigianato sono un ulteriore stimolo per un impegno che proseguirà nei prossimi mesi ed anni”.

Sicurezza, Leoni (PDL): "La Sacca ridotta ad una casbah"

“E’ un caso che il luogo in cui l’altra sera una donna è stata rapinata sia lo stesso in cui da anni contestiamo lo stazionamento del pulmino del Sert?
E’ un caso che 8 clandestini con precedenti per spaccio bivaccassero abusivamente in via Finzi a pochi metri dal distributore di siringhe installato dalla giunta?
Se lo chiede il Consigliere regionale del Popolo della Libertà Andrea Leoni intervendo sulla sicurezza al quartiere Sacca di Modena.
Gli ultimi fatti di cronaca confermano inequivocabilmente i danni provocati da un’amministrazione di sinistra che anziché contrastare spaccio, degrado e delinquenza nell’area della Sacca li hanno, di fatto, favoriti attraverso le proprie politiche urbanistiche, sociali e sanitarie.
L’area compresa tra l’Erre nord, via Attiraglio ed il parco XXII aprile è stata trasformata in una casbah, così come l’area di via Finzi e via Soratore, dove da tempo denunciamo e contestiamo una situazione invivibile per centinaia di residenti. La giunta Pighi ed i consiglieri PD continueranno a dire che l’allarme è strumentale, che le proteste dei residenti sono solo esagerate fantasie?”

venerdì 20 agosto 2010

Scoparsa Cossiga, l’On.Isabella Bertolini (PdL) alla Camera ardente del Gemelli di Roma

L’Onorevole Avvocato Isabella Bertolini, membro della Direzione Nazionale del Popolo della Libertà e Coordinatore provinciale del partito a Modena, si è recata questa mattina alla camera ardente allestita all’ospedale Gemelli di Roma, per portare l’ultimo saluto al Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga.
Dopo aver reso omaggio alla salma, la Parlamentare modenese si è intrattenuta con il figlio del Presidente Emerito, l’amico e Sottosegretario alla Difesa Giuseppe Cossiga, e con i famigliari dell’illustre scomparso.
“Mi unisco al lutto del popolo italiano e al dolore della famiglia. Per chi come me ha avuto l’onore di conoscerlo da vicino e di apprezzarne gli insegnamenti e l’ironia la sua scomparsa è ancora più dura. Il Presidente Cossiga è stato un grande uomo di stato che ha fatto onore alla Repubblica oltre che un maestro della politica italiana. Con la mia presenza ho voluto rivolgere con gratitudine il mio sincero omaggio”
Dopo l’ossequio al Presidente emerito la Parlamentare modenese si è congedata dalla camera ardente insieme al Presidente dei Deputati del Popolo della Libertà Onorevole Fabrizio Cicchitto.

In 7 mesi in Emilia Romagna dal fisco sono arrivati 735 milioni di rimborsi

Superano i 735 milioni di euro le somme distribuite dall’Agenzia delle Entrate a 66 mila contribuenti emiliano-romagnoli nei primi sette mesi del 2010. A beneficiare dei rimborsi di imposte e bonus sono stati lavoratori dipendenti, pensionati, professionisti e imprese.
Il dato più rilevante del bilancio regionale riguarda le imposte dirette con oltre 55 mila rimborsi eseguiti per lo più a favore delle persone fisiche.
Per gli importi, invece, la parte del leone la fa l’Iva con quasi 672 milioni di euro riconosciuti a lavoratori autonomi e aziende.

Car sharing, botta e risposta tra l'Assessore Comunale Sitta e il Consigliere del PDL Leoni

“Forse il consigliere Leoni non si è ancora accorto che il servizio di car sharing non c’è più, oppure periodicamente rilancia le stesse accuse in modo del tutto strumentale, fingendo che non ci sia stato alcun tipo di replica”. L’assessore alla Mobilità del Comune di Modena Daniele Sitta commenta così le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal consigliere del Pdl Andrea Leoni sul servizio di noleggio delle auto in città.
“Ho dato notizia della sospensione del servizio, avvenuta nell’aprile di quest’anno, in Consiglio comunale e in altre sedi”, prosegue l’assessore. “Viste le difficoltà di bilancio del Comune abbiamo dovuto interrompere l’attività, che avrebbe infatti richiesto un rilancio insostenibile in questa fase per l’Amministrazione. Ritengo tuttora il car sharing un progetto interessante che avrebbe potuto consentire a tanti cittadini l’eliminazione dei costi di gestione dei veicoli, a fronte di un contenuto canone di noleggio”. Le spese sostenute dal Comune di Modena per il car sharing si riferiscono esclusivamente al 2009 e sono state abbondantemente coperte dagli incassi complessivi per la gestione amministrativa del servizio a livello nazionale, in capo all’Amministrazione modenese. “I dati riproposti dal consigliere Leoni sono quindi esclusivamente strumentali – conclude l’assessore – qualcuno lo avverta che il servizio non è più attivo”.
Non si è fatta attendere la replica del Consigliere del Popolo della Libertà Andrea Leoni che non ha fatto sconti a Sitta:“L’assessore Sitta tenta per l’ennesima volta di nascondere la cruda verità dei dati di bilancio di Atcm che confermano come la giunta pighi abbia inspiegabilmente deciso di mantenere attivo, fino all’aprile del 2010, un servizio dichiarato da lui stesso fallito e finanziariamente insostenibile fin dall’aprile del 2008.
Dal 2004 interrogo la giunta per chiedere l’interruzione di un servizio in perdita che fin dalla precedente amministrazione creava solo danni ai bilanci pubblici. Sitta, per anni, ha continuato a dire che lo spreco non c’era e che i soldi gettati erano comunque quelli del Ministero, come se quelli non fossero soldi pubblici.
Nella primavera del 2008, in risposta ad una mia interrogazione, ammise che il Car sharing non decollava e che i soldi per rilanciarlo non c’erano più. Nonostante ciò rinnovò, per 138.000 euro, la consulenza triennale al manager responsabile del servizio e mantenne attivo il Car sharing per altri due anni, ovvero fino allo scorso mese di aprile.
I dati di bilancio dell’Atcm certificano la perdita di 167.965 euro solo nel 2009. Se questo non è irresponsabile e consapevole spreco di denaro pubblico, allora cos’è?
Se c’è qualcuno che non ricorda, o fa finta di non ricordare come stanno le cose, questo è proprio l’assessore Sitta. Sono certo che se i soldi spesi fossero stati i suoi, e non della collettività, Sitta avrebbe eliminato il Car sharing già da diversi anni e non avrebbe atteso l’aprile scorso”.

Car sharing, Leoni (PDL): “168.000 euro gettati in un solo anno. Se Sitta ci avesse ascoltato lo spreco sarebbe stato evitato”

“Nonostante l’Assessore Sitta ed il Presidente Atcm Odorici ne avessero già dichiarato il sostanziale fallimento nel 2008, Comune e Azienda hanno continuato a gettare, nel 2009, soldi pubblici per finanziare il servizio ‘Car sharing‘. In particolare, sono stati 167.965, di cui 58.570 stanziati dall’Amministrazione comunale, gli euro pubblici letteralmente gettati per finanziare il servizio di ‘auto condivisa’ che emergono dai tanti segni meno del bilancio 2009 dell’Azienda trasporti del Comune di Modena. Se l’Assessore Sitta ci avesse dato ascolto 6 anni fa, quando chiesi i conti di un servizio in costante perdita, oggi sia Comune che Atcm avrebbero risparmiato diverse centinaia di migliaia di euro”.
Ad affermarlo è il Consigliere regionale e comunale del Popolo della Libertà Andrea Leoni.
“Dal 2004 ho chiesto al Sindaco Pighi di smettere di gettare soldi per finanziare un progetto che a Modena non era mai decollato. La Giunta ha sempre risposto no, continuando a finanziarlo e trincerandosi dietro la giustificazione che i soldi erano in parte del Ministero e non solo del Comune. Fatto sta che sempre di soldi pubblici si tratta e l’oltre mezzo milione di euro gettato negli ultimi 5 anni costituisce ancora oggi uno schiaffo ai cittadini contribuenti modenesi spolpati come limoni da tasse locali sempre più alte”.

Piccole e medie imprese (PMI) modenesi: E' iniziata la (lenta) risalita

A guardare i dati si potrebbe essere tentati di lasciarsi andare a troppo facili entusiasmi. In realtà, ancorché incoraggianti, i numeri del secondo trimestre 2010 non bastano certo a colmare il tracollo subito dalle pmi in 15 mesi, cioè nel 2009 e nei primi tre mesi del 2010, una caduta di 26,7 punti per ciò che riguarda il fatturato ed oltre 27 sul versante della produzione.
Ecco perché il +6,4% (riferito a dodici mesi fa) rispetto alla produzione e del 5,7% per il fatturato sono ben poca cosa. Del resto non è casuale che malgrado questa “ripresina” l’occupazione continui a soffrire (-1,3% per le aziende sino a 50 dipendenti contro il -1% complessivo).
I NUMERI DELLA CRISI
Ancora una volta ad animare la ripresa è il rilancio dei traffici internazionali. L’export – la quota di fatturato diretto oltreconfine rispetto al totale – rimane infatti in doppia cifra (11,9%), due punti sopra al minimo registrato a fine 2009, ma altrettanto lontano dai massimi registrati a fine 2007.
PICCOLI AL DI SOTTO DELLA MEDIA PROVINCIALE
Risultati migliori arrivano dall’industria. Del resto, i cicli economici si riflettono con un certo ritardo sulle piccole e medie imprese, che sono prevalentemente fornitrici delle grandi aziende. Già si è detto dell’andamento della produzione, ma anche l’aumento del fatturato dei piccoli si mantiene ben al di sotto di quello medio provinciale, che comprende anche l’industria (+5,6% quello dei primi, contro il +11,7 provinciale).
I SETTORI
A trascinare i numeri delle piccole imprese ritorna ad essere la meccanica, la spina dorsale del nostro sistema produttivo, considerazione che configura una concreta speranza di ripresa. Buone performance arrivano dal settore delle apparecchiature elettroniche, dal biomedicale e dell’alimentare, mentre continua il clima di sofferenza per l’intero distretto del tessile e per il settore dei mezzi di trasporto. Di seguito presentiamo l’andamento settoriale delle imprese modenesi sotto i 50 dipendenti. (ancora una volta ciascun valore fa riferimento alla variazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).
ALIMENTARE: Tra i settori che meglio hanno resistito alla crisi, l’alimentare è anche uno di quelli dove la ripresa si sta maggiormente concretizzando. In particolare per ciò che riguarda il fatturato, in sensibile ripresa. Incoraggiante è anche l’aumento dell’export, con il fatturato “straniero” che risale al 4,4% del totale.
MAGLIERIA: Continua, invece, a rimanere preoccupante la situazione della maglieria, dove il segno meno continua a farla da padrone. Per di più diminuisce ancora la quota di esportazioni, che tocca il minimo storico al 2,8%.
ABBIGLIAMENTO: Anche l’abbigliamento denuncia notevoli difficoltà congiunturali. In questo caso, però, l’export – che si mantiene al 20% del totale – consente qualche speranza di tenuta in più, malgrado una nuova riduzione degli ordini, in particolare di quelli d’oltrefrontiera.
CERAMICA: Il settore, caratterizzato dalla presenza di piccole aziende del cosiddetto “terzo fuoco” continua a vivacchiare su ritmi di crescita che, comunque, non consentono certo il recupero dei volumi crollati nel biennio 2008/2009, anche se è ben incoraggiante l’aumento della domanda interna, mentre l’export si mantiene su livelli piuttosto bassi (1,3%). Come logico, visto che i principali committenti sono le grandi ceramiche italiane del comprensorio.
PRODOTTI IN METALLO: Certo, ancora non basta a recuperare tutto il terreno perduto l’anno scorso (-27% in termini di produzione, -29,3% per ciò che riguarda il fatturato), ma i dati relativi al secondo trimestre, per il comparto delle imprese “pesanti” della metalmeccanica (carpenteria metallica in genere), sono davvero tanto significativi quanto incoraggianti, soprattutto se paragonati al secondo semestre 2009. Una risalita che ha coinvolto sia il mercato nazionale che quello estero, con una quota di fatturato export pari al 4,8% del totale.
MACCHINE ED APPARECCHI MECCANICI: Finalmente la meccanica ritorna ai vecchi tempi, quando era il comparto più produttivo dell’economia modenese. In effetti il secondo trimestre suona un po’ come quello della rinascita, anche se in questo caso i successi arrivano più dal mercato estero che da quello italiano, come conferma l’export, salito dal 32,3% del primo trimestre al 37,8% del periodo aprile-giugno. Rimane però elevata la quota di insoluti e ritardi dei pagamenti e, soprattutto, il limitato orizzonte temporale del portafoglio ordini.
BIOMEDICALE: Una crescita in doppia cifra, quella del biomedicale, che si conferma come il settore più dinamico del sistema produttivo locale, un settore per il quale la crisi non è durata che qualche mese. In decisa crescita, ancora una volta, il mercato internazionale, con l’export che raggiunge il 40,2% del totale, avvicinandosi al record marcato nel terzo trimestre 2007. Peccato che il “peso” del biomedicale della nostra economia non sia notevole quanto i suoi risultati.
MEZZI DI TRASPORTO: Non è, invece, ancora uscito dal tunnel questo comparto, probabilmente tra i più colpiti dalla crisi Si tratta di un settore, peraltro, di servizio alle industrie più grandi: di fatto contoterzisti, visto che il livello di commercio estero rimane praticamente assente.
APPARECCHIATURE ELETTRICHE ED ELETTRONICHE: Accelera la crescita questo settore, che, dopo una forte contrazione, ha reagito piuttosto bene alla crisi, grazie – ancora una volta – al mercato estero, che si mantiene al di sopra del 7% del fatturato , valore che potrebbe aumentare nel secondo trimestre, visto le aspettative che gravitano attorno agli ordinativi, in forte crescita.
LE CONSIDERAZIONI DI CNA:
“Sono cifre, quelle che arrivano dal nostro Uffici Studi, che rappresentano una bella notizia” commenta Luigi Mai, presidente della CNA di Modena “anche se – continua il massimo rappresentante della CNA modenese – la parola d’ordine rimane cautela”.
Per l’Associazione modenese, infatti, le cifre del secondo trimestre vanno considerate con estrema attenzione e senza abbassare la guardia. Innanzitutto perché si tratta di miglioramenti tendenziali calcolati su un periodo – il secondo trimestre 2009 – che probabilmente ha rappresentato il punto più basso della crisi. Ma ci sono anche altri fattori che rappresentano pesanti incognite per il futuro.
“Innanzitutto – continua Mai – il breve orizzonte temporale del portafogli ordini delle imprese. E’ vero che il quadro congiunturale è mutato, lo dimostrano i segni più che si sono allargati dall’alimentare e dal biomedicale anche ad altri settori. Ma nella meccanica, ad esempio, si continua a navigare a vista. Di fatto, almeno per ciò che riguarda questo settore, non si capisce ancora se si tratti di una ripresa dalle fondamenta solide oppure di un mero processo di ricostituzione delle scorte, dopo un anno in cui si è venduto praticamente solo attingendo ai magazzini”.
Peraltro, la ripresa non si è ancora manifestata in importanti settori. Del tessile si è già detto analizzando i vari dati. C’è da aggiungere la contrazione dei consumi che deprime il commercio e la situazione di stallo che permane in un comparto importante quale è l’edilizia.
La situazione economica internazionale, d’altro canto, non si è certo tranquillizzata. E’ di qualche giorno fa l’allarme lanciato dalla Federal Reserve statunitense sul rallentamento della ripresa americana, un’economia, questa, importantissima per le esportazioni modenesi. Un allarme a cui hanno fatto seguito le parole della Bce.
“E sulle imprese di casa nostra – sottolinea Mai – pesa poi il problema pagamenti”. Anche in questo caso, vengono in soccorso i numeri: i maggiori ritardi nei pagamenti arrivano da parte delle grandi imprese (quelle sopra i 250 dipendenti – racconta un’indagine della Cribis D&B – sono puntuali solo nel 15% dei casi, a differenza delle aziende sino a 10 dipendenti, tra le quali sono la metà quelle che rispettano le scadenze commerciali). E in questo contesto Modena è al penultimo posto in regione, con un 41% di imprese corrette, davanti solo alle aziende bolognesi.
“Ecco perché diciamo che servono le regole – osserva Mai – regole che tutelino la correttezza commerciale. Regole che non costano peraltro nulla, se non la volontà di andare contro ad uno status quo che, abbandonando la strada del rispetto dei valori, ha causato la più grave depressione dal dopoguerra ad oggi.
Dal punto di vista operativo occorre continuare ad investire sulla commercializzazione – molte imprese per affrontare la crisi si sono mosse attivamente su questo versante – soprattutto puntando a quei paesi che vantano i maggiori ritmi di sviluppo (e non ci sono solo Cina ed India, ma anche Brasile e Nord Africa) e difendere la qualità delle produzioni modenesi, che rimane l’unica strategia vincente per il sistema produttivo locale”.

Cina, seconda potenza economica del mondo: il commento del Presidente della Camera di commercio di Modena

Si tratta innanzitutto di un dato che ci si poteva aspettare dal momento che la Ci-na, ormai da parecchio tempo, mostra trend di crescita in costante aumento. Questo dato non può non far comunque seguire una riflessione su Modena e su come la no-stra economia ne possa trarre beneficio in termini prospettici e di opportunità.
In diverse occasioni in cui si è sottolineata la vocazione all’export della nostra pro-vincia, sono stati indicati i paesi emergenti, tra cui appunto la Cina, quali mercati di sbocco determinanti, mercati che in termini di importanza potranno affiancare e, in prospettiva, anche sostituire quelli “tradizionali”, verso i quali i flussi di merci hanno subito forti contrazioni.
Gli ultimi dati export a disposizione, riferiti al primo trimestre dell’anno, indicano, infatti, che pur non essendo, quello cinese, uno dei principali mercati di sbocco del-le merci modenesi (32 su un totale di 2.099 milioni di euro nel primo trimestre – 122 su un totale di 8.152 milioni di euro nell’anno 2009), presenta comunque pro-spettive interessanti per il futuro visto che i flussi commerciali verso questo paese, hanno registrato un incremento del 22,3% rispetto allo stesso periodo del 2009.
Di rilievo anche il dato che riguarda l’ import posto che, con 392 su 3.577 milioni di euro nell’anno passato, le importazioni dal paese asiatico, rappresentano il 10,9% del totale.
La Cina potrà pertanto rappresentare un partner importante per le nostre imprese, senza in ogni caso dimenticare che Modena, trattandosi di sistema economico or-mai “maturo” deve comunque puntare su innovazione e qualità per vincere la com-petitività a livello internazionale”.
Maurizio Torreggiani - Presidente della Camera di Commercio di Modena

Popolazione Modena, Leoni (PDL): “Sempre più stranieri. Modena la nuova mecca?”

In merito ai dati sulla popolazione residente in provincia di Modena diffusi oggi, il Consigliere regionale del Popolo della Libertà Andrea Leoni, ha dichiarato:
“I dati confermano che a Modena, nonostante la crisi, il numero di stranieri continua ad aumentare. Il raggiungimento del 12,6% degli stranieri residenti preoccupa perché sappiamo bene, sia dalle statistiche sia dalla cronaca, quanto l’aumento degli stranieri regolari vada di pari passo con l’aumento di clandestini.
I dati hanno ripetutamente confermato negli anni che Modena è la città con il più alto numero di irregolari e con il più alto numero di stranieri delinquenti e clandestini in carcere. Questo a causa delle politiche multiculturali della sinistra che da sempre privilegiano gli immigrati rispetto agli italiani.
Una politica fallimentare che porta ad un aumento incontrollato di stranieri sia regolari che irregolari, che vedono la nostra provincia più come terra di conquista che di reale integrazione. Per la sinistra l’immigrazione è sempre stata una questione di quantità. Per noi è una questione di qualità. Può rimanere solo chi lavora regolarmente, rispetta le regole ed i nostri valori. Per gli altri l’unica certezza deve essere quella di un ritorno al proprio paese.
Per questo, per garantire più integrazione e sicurezza a tutti i cittadini diciamo basta alle politiche della sinistra che hanno portato a case popolari, privilegi assistenziali sociali e sanitari agli stranieri e non agli italiani. Se non vogliamo che la provincia di Modena diventi definitivamente la nuova mecca per gli stranieri in arrivo in Italia si deve cambiare radicalmente rotta instaurando la politica dei doveri al posto che quella dei soli diritti”.

domenica 15 agosto 2010

Pagamenti ai fornitori? Modena e Bologna le meno virtuose

Modena, con una percentuale del 41% e Bologna, con il 42,7%, di imprese puntuali nei pagamenti ai fornitori, sono state tra le province meno virtuose dell’Emilia Romagna.
Bologna ha però guadagnato una posizione rispetto allo scorso anno, quando era in fondo alla classifica regionale.
A dirlo è uno studio condotto da CRIBIS D&B, società specializzata nella business information.
Al primo posto c’è Piacenza (49,6% di imprese puntuali), seguita sul podio da Forlì Cesena (49,3%) e da Rimini (49,2%). L’anno scorso la provincia più puntuale era Parma, poi Piacenza e Reggio Emilia.
Nonostante alcuni scivoloni, la media regionale è comunque superiore a quella italiana: il 44,9% delle aziende è stato puntuale contro il 40,8% della Penisola (nel 2009 le percentuali erano rispettivamente 46,5% e 41,87%).
Il 40,3% ha tardato di un mese, il 7,3% ha saldato dopo 30/60 giorni, il 3,8% dopo 60/90 giorni, l’1.6% dopo 90/120.
La percentuale di pagamenti oltre i 120 giorni è stata invece del 2,1%, contro l’1,7% della media italiana.
Rispetto al 2008, però, si registra un drastico peggioramento: ben il 40% delle aziende ha allungato i propri tempi di pagamento, a fronte di un 24,8% che li ha ridotti.

A Modena in crescita i conti deposito

Risultano in crescita gli abitanti di Modena che hanno scelto per i propri risparmi il conto deposito, strumento da sempre pensato per la remunerazione della liquidità del conto corrente.
È quanto emerge da un’analisi effettuata da Ing Direct, la banca diretta più grande del mondo, che nella città di Modena ha registrato un incremento di correntisti del 66% nel periodo 2006-2010, fino a raggiungere oggi quota 10.000 clienti.
In un periodo incertezza dei mercati e delle Borse, i risparmiatori italiani cercano sicurezza e si rivolgono in preferenza a prodotti bancari con un rendimento predefinito, semplici e trasparenti. Caratteristiche un tempo assicurate dai Buoni Ordinari del Tesoro, da sempre la soluzione ottimale per i piccoli investitori, oggi i risparmiatori italiani trovano questi vantaggi anche in altre forme di risparmio innovative, come i conti deposito on line appunto.
A rendere interessante l’offerta di banche on line non sono solo i rendimenti, ma anche la competitività lato costi. Oggi con una banca on line un conto corrente può costare fino al 90% in meno rispetto alla banca tradizionale fino anche ad essere completamente a costo zero, come dimostra l’ISC – l’indicatore introdotto da Banca d’Italia per consentire il confronto omogeneo tra conti – delle principali banche dirette. Nel caso di ING DIRECT ad esempio questo importante indicatore è pari a zero.
Ma chi sono i clienti che scelgono le banche on line? E’ opinione comune che siano solo giovani, esperti di tecnologie e forti utilizzatori di internet. In realtà le analisi di mercato dimostrano che sempre più over 50 si orientano verso questa tipologia di risparmio e che non è necessario essere appassionati di high-tech per scegliere di risparmiare on line.
Da un’analisi realizzata da Sda Bocconi emerge infatti che la banca on line ha un potenziale distribuito in ogni fascia d’età, il 35% del potenziale si concentra tra i 18-30 anni, il 32% tra i 31-40enni, il 19,3% tra i 40-50 e il 14%, tra gli over 50. Risultati confermati anche da ABI e GFK Eurisko, secondo cui nel 2008 il 16% degli utilizzatori di internet banking ha oltre 55 anni.
Dall’analisi Bocconi emerge anche che, pur concentrandosi maggiormente tra coloro che si dichiarano pionieri e appassionati di tecnologia (il 33,3%) e coloro che utilizzano internet per effettuare acquisti (40,5%), i clienti della banca on line si distribuiscono in maniera molto trasversale raggruppando anche coloro che si tengono semplicemente informati sulle tecnologie (25,7%), coloro che sperimentano in seconda battuta (14,4%), ma anche coloro che si dichiarano indifferenti o addirittura “allergici” alle tecnologie (complessivamente il 26,7%).

Uscito il dato export di Modena a maggio 2010

Secondo i dati diffusi da Istat, elaborati dal Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio, prosegue nel mese di maggio il buon andamento delle esportazioni della provincia di Modena.
Infatti, la variazione di maggio 2010, sullo stesso mese dell’anno prece-dente, si attesta sul +20,2%, al di sopra della media nazionale (+17,1%).
Pur registrando buone performance sia verso i Paesi dell’Unione Europea a 27 sia verso quelli non comunitari, la variazione più consistente riguarda i Paesi Extra Ue-27.
Complessivamente, nei primi cinque mesi dell’anno, le esportazioni della provincia di Modena, sfiorano i 3.660 milioni di euro, con un incremento, sullo stesso periodo del 2009 del 5,1%.

Bertolini e Leoni (PDL) spronano Errani: un tavolo per l’agroalimentare. La Regione sia capofila nel difendere le nostre eccellenze e il made in italy

“L’ennesimo episodio che ha visto sfregiare uno dei nostri vanti, come l’aceto balsamico di Modena, ci conferma che è arrivato il tempo di valorizzare e proteggere le eccellenze che fanno grande nel mondo il comparto agroalimentare”.
Lo hanno affermato in un comunicato congiunto l’Onorevole Isabella Bertolini e il Consigliere regionale dell’Emilia Romagna Andrea Leoni, esponenti del Popolo della Libertà.
“La filiera agroalimentare rappresenta per la nostra regione uno dei biglietti da visita più qualificati e importanti con i quali noi ci presentiamo nel sistema globalizzato.
È di qualche settimana fa la protesta di chi la terra la lavora davvero e non esita a denunciare cosa arriva sul nostro territorio nazionale e regionale a livello di prodotti alimentari, che in modo truffaldino vengono poi spacciati per ‘fatti in Italia’.
Tanto è stato fatto per quanto attiene la rintracciabilità del prodotto, ma evidentemente quello che è stato scoperto dai nostri agricoltori ci dice che non è sufficiente.
L’Emilia Romagna è un punto di eccellenza a livello mondiale nel campo agroalimentare e noi crediamo che la Regione debba essere il soggetto capofila, coinvolgendo, attraverso l’istituzione di un tavolo di confronto, tutte le altre realtà istituzionali competenti, perché si dichiari una guerra senza quartiere al falso “made in italy”.
Non vogliamo più vedere arrivare sulle nostre tavole un finto ‘parmigiano reggiano’ prodotto in Australia o l’aceto balsamico di Modena fatto in Austria”.

mercoledì 11 agosto 2010

I redditi dei componenti della Provincia di Modena

Le dichiarazioni sui redditi e sulla situazione patrimoniale, relative al 2008, dei consiglieri provinciali, degli assessori e degli altri soggetti obbligati saranno esposte fino a giovedì 9 settembre all'albo pretorio della Provincia di Modena (viale Martiri della Libertà, 34). Le dichiarazioni riguardano i redditi percepiti, i beni immobili, le auto e gli eventuali altri veicoli posseduti, le partecipazioni e gli incarichi in società.
La pubblicità della situazione patrimoniale è prevista dalla legge 441 del 1982 e definita dall'articolo 10 del regolamento provinciale. Le dichiarazioni rimangono esposte all'albo pretorio per 30 giorni, ma potranno essere consultate anche in seguito da tutti i cittadini della provincia e da coloro che ne hanno interesse.
Nella tabella sono riassunti i dati riferiti al reddito complessivo e all'imposta netta che risultano dalle dichiarazioni presentate dal presidente Emilio Sabattini e dagli assessori. Nell'altra tabella sono raccolti i dati delle dichiarazioni dei consiglieri. Si tratta di dati del 2008 precedenti, quindi, all'attuale mandato amministrativo iniziato nel 2009 e riferiti nella gran parte dei casi esclusivamente all'attività professionale.
Per il loro incarico politico i consiglieri ricevono un gettone di presenza di 95,17 euro lordi (sedute di Consiglio e commissioni), mentre assessori e presidente del Consiglio hanno un'indennità mensile (lorda, per 12 mensilità) di 3.553 euro; al presidente della Provincia spetta un'indennità mensile di 5.466 euro, al vice di 4.099 euro. La manovra finanziaria recentemente approvata prevede riduzioni di queste cifre.

Arresto per stalking a Castelfranco Emilia, On. Bertolini (PDL): "Grazie all'azione del Governo Berlusconi donne piu’ sicure"

“L’arresto per stalking di un 48 enne, accusato di avere perseguitato e minacciato l’ex compagna a Castelfranco Emilia, in provincia di Modena, conferma l’importanza e l’efficacia dell’azione del Governo Berlusconi in tema di sicurezza”.
Lo dichiara l’Onorevole Avvocato Isabella Bertolini, Coordinatore provinciale del PDL di Modena.
“Grazie a questa rilevante innovazione legislativa, chi molesta vittime innocenti ora finisce in carcere. Prima di questo importante provvedimento, fortemente voluto dal PDL, i molestatori rimanevano liberi di rovinare e minacciare la vita delle loro vittime. Fino a poco tempo fa le Forze dell’Ordine erano più in difficoltà nell’agire di fronte a questi casi, a causa della mancanza di una normativa in materia. Ora hanno un supporto in più per assicurare alla giustizia gli autori delle persecuzioni e delle violenze.
Siamo orgogliosi della determinazione dimostrata dall’Esecutivo, che ha posto tra le priorità della propria azione politica la sicurezza delle donne e di tutti i cittadini e con rapidità ha varato norme idonee a garantirla. Con la legge sullo stalking si è segnato un ulteriore passo avanti per la tutela delle donne italiane”.

Tangenziale di Mirandola, il Pd: “Ecco come è andata veramente”

Il segretario del Pd di Mirandola, Maurizio Cavicchioli, replica alle ultime dichiarazioni del capogruppo Pdl in Consiglio comunale Antonio Platis sulla vicenda della tangenziale di Mirandola.
«Vedo che la destra ha già iniziato la campagna elettorale per le amministrative di Finale del 2011 e il capogruppo del Pdl Platis prova a giocare sporco per metterci in contrapposizione con il Sindaco Soragni. Gli rispondo che non solo non cadiamo nel tranello, ma visto che all’epoca dei fatti io c’ero, gli racconto come sono andate realmente le cose, così chiudiamo questa storia una volta per tutte.
Il primo stralcio della tangenziale di Finale è stato realizzato dalla ditta Costanzo, che stava costruendo anche quella di Mirandola. Il tracciato finalese era lungo circa la metà di quello mirandolese. Giunti a metà dei due lavori l’ANAS ci informò che c’erano dei problemi, e che avrebbero potuto completare subito solo una delle due opere. A seguito di un incontro tra ANAS, Regione e comuni interessati, fu concordato in modo unanime (quindi con anche l’Ok di Mirandola), di terminare subito i lavori di Finale, che necessitavano di una spesa molto minore.
Il secondo stralcio, e qui riconosco il buon operato di Soragni, è stato realizzato grazie ad accordi presi dal comune con Provincia e Regione, perché nel frattempo le vicende della ditta Costanzo andarono come ben sappiamo. Quindi è bene sapere che all’epoca il comune di Mirandola rinunciò ad avanzare pretese, favorendo i lavori a Finale, perché noi crediamo che l’Area Nord sia una sola, ed insieme bisogna lavorare per il bene del territorio.
Questi sono i fatti, ed aggiungo che a Roma ci siamo andati almeno 3 volte io ed il sindaco Costi – dal Presidente di ANAS Ciucci e dal direttore generale Minenna – senza contare gli incontri avuti con i direttori del compartimento di Bologna che si sono succeduti negli anni. Se Platis, come ha dichiarato, è disposto a lavorare per Mirandola, faccia come noi: attivi i suoi Parlamentari anziché continuare a raccontare balle».

martedì 10 agosto 2010

Sparatoria di Casinalbo. Il vigilante: "Ho fatto il mio lavoro"

Modena, 10 agosto 2010. «Stavo facendo solo il mio lavoro». Risponde al citofono di casa. E’ ancora scosso per quello che è successo. «Spero che tutto si risolva per il meglio, non posso dire nulla di più perché ci sono delle indagini in corso. Sentite dai miei legali». La guardia giurata, 38 anni, che ha esploso sette colpi di pistola, si è affidato agli avvocati di fiducia Cosimo Zaccaria e Alessia Massari. Dovrà difendersi dall’accusa di lesioni aggravate volontarie.
Questa l’imputazione con la quale è stato indagato dai carabinieri. Un atto dovuto che servirà per fare chiarezza su quello che è successo domenica pomeriggio nella zona industriale di via Ragazzi del ’99, a Casinalbo.
Erano le 17 circa quando si è trovato di fronte quattro ladri, pare slavi, che con un tombino stavano forzando la porta di una tipografia. «Mi hanno affrontato, io ho detto qualcosa ma non ricordo cosa e ho visto che alcuni venivano verso di me», ha raccontato a Luca Pacitti, responsabile risorse umane della divisione sicurezza di Coopservice. La stessa sequenza che ha riferito anche al legale Massari.
«E’ ancora sotto choc, ha visto più persone e sembrava che avessero qualcosa in mano (pare una mazza, ndr) e lui si è sentito in pericolo, ha avuto paura di essere aggredito quindi ha sparato in aria dei colpi dissuasori». Pare che la guardia non si sia accorto subito di aver colpito uno dei malviventi.
Su come sono andati realmente i fatti stanno indagando ora i carabinieri che hanno raccolto i sette bossoli e, insieme alla scientifica, hanno effettuato un sopralluogo con misurazioni per capire a che distanza siano stati sparati i colpi. Intanto resta gravissimo in terapia intensiva il ladro — all’apparenza uno slavo, ma fino a ieri sera non era ancora stato identificato perché non aveva documenti con sè — colpito a un polmone. Resterà piantonato in ospedale dai militari in stato di arresto per tentato furto aggravato. Questa mattina l’avvocato d’ufficio Ronsisvalle si informerà per l’udienza di convalida.
L’indagine è affidata al pm Fausto Casari.
«Quella gente non doveva essere lì a rubare. Quindi la guardia giurata ha fatto solo il suo dovere». Questo il commento duro del consigliere regionale Pdl, Andrea Leoni. «Una volte terminate le indagini e se verrà confermata la versione del vigilante, mi auguro — conclude — che la guardia giurata che ha affrontato coraggiosamente quattro delinquenti non finisca sul banco degli imputati al posto dei ladri».
di VALERIA SELMI - Il Resto del Carlino Modena

Guardia giurata spara ai ladri a Casinalbo, Leoni (PDL): "Ha fatto solo il suo dovere"

“Ha fatto solo il suo dovere”. “Quella gente non doveva essere lì a rubare. Quindi la guardia giurata ha fatto solo il suo dovere”.
Non usa mezzi il Consigliere regionale del PDL Andrea Leoni in merito all’episodio avvenuto a Casinalbo di Formigine, che ha visto una guardia giurata sparare ad uno dei 4 malviventi scoperti a rubare in una azienda.
“Una volte terminate le indagini e se verrà confermata la versione del vigilante, mi auguro che la guardia giurata che ha affrontato coraggiosamente quattro delinquenti non finisca sul banco degli imputati al posto dei ladri. Purtroppo la storia giudiziaria del nostro Paese è piena zeppa di casi di persone che difendendosi o per motivi di servizio si sono poi ritrovati non con una medaglia ma trattati come loschi figuri da sbattere in galera. Sono cose che non devono più avvenire”.

I Verdi contro la bretella autostradale Sassuolo-Campogalliano

La Consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo interviene sulla recente approvazione del progetto definitivo della bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo da parte del CIPE:
“Abbiamo assistito, in queste settimane, ad una lunga serie di dichiarazioni di soddisfazione da parte del mondo economico e di numerosi politici ed amministratori di entrambi gli schieramenti, tutti in coro ad affermare che la bretella è indispensabile al territorio, che porterà sviluppo, che rilancerà la competitività delle imprese, che finalmente siamo collegati all’Europa. In particolare colpisce la soddisfazione espressa dai diversi esponenti del PD, proprio il partito che solo alcuni giorni prima aveva celebrato a Carpi la Festa Nazionale della Green Economy.
Nessuno però accenna al fatto che questa nuova autostrada di 15 km. è inutile, in quanto è un doppione della esistente Modena Sassuolo, ad essa parallela a distanza di pochi km, che già collega la rete autostradale al comprensorio ed è in grado di sopportare perfettamente i livelli di traffico attuali.
Nessuna parola sull’enorme impatto ambientale di questo progetto, che devasterà l’asta del Secchia e zone protette di grande valore naturalistico mettendo a grave rischio il Progetto di Parco Regionale del Secchia già inserito dalla Regione nel Piano Triennale delle Aree Protette, attraversando anche il campo acquedottistico di Marzaglia che rifornisce la città di Modena.
Il nuovo scalo merci di Marzaglia in costruzione può infatti essere collegato alla rete stradale principale esistente anche senza la bretella autostradale, individuando soluzioni diverse aventi costi economici ed ambientali enormemente inferiori.
Realizzare la bretella significa spendere centinaia di milioni di Euro (quasi 600 milioni con un costo di 40 milioni di Euro a km.) per costruire una inutile autostrada, che impatterà pesantemente sul territorio, con l’unico beneficio di far risparmiare pochissimi minuti ai camion, che spesso percorrono viaggi di centinaia di km.
Ne vale davvero la pena? E’ questo che renderebbe più competitivo il comprensorio ceramico?
Sarebbe meglio essere seri ed ammettere che la bretella è utile solo a distribuire appalti per centinaia di milioni di euro. Continuando nel frattempo a lasciare irrisolti i veri problemi, nascondendoli dietro a questo devastante nastro di asfalto.
E’ prioritario invece utilizzare queste risorse per dare centralità al trasporto ferroviario delle merci e delle persone, rivedere la logistica interna al comprensorio, coordinando gli spostamenti dei camion che spesso girano semivuoti, investire nel risparmio energetico e nelle fonti rinnovabili.
In questo modo si otterrebbero vantaggi sull’occupazione, sulla qualità dell’ambiente e sulla competitività delle imprese certamente superiori rispetto alla realizzazione della bretella”.

lunedì 9 agosto 2010

Scorte, Levi e Santagata (PD) replicano a Giovanardi

Gli on. Franco Ricardo Levi e Giulio Santagata replicano alle dichiarazioni del sottosegretario Carlo Giovanardi in merito alla polemica sulle scorte ai politici.
Ricordiamo che nel governo Prodi Franco Ricardo Levi ha ricoperto l’incarico di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, lo stesso attualmente ricoperto dal sottosegretario Giovanardi; Giulio Santagata è stato ministro del Dipartimento per l’Attuazione del Programma.
«Nel periodo in cui abbiamo ricoperto incarichi nel governo Prodi, durante le nostre presenze a Modena:
1) Non abbiamo mai avuto o chiesto automobili a nostra disposizione;
2) Non abbiamo mai avuto o chiesto scorte;
3) Non abbiamo mai avuto o chiesto presìdi a protezione delle nostre abitazioni».

domenica 8 agosto 2010

Tragedia Marcinelle: l’8 agosto l’anniversario

«Il sacrificio, la sofferenza e la fatica degli emigranti italiani a Marcinelle, come un po’ in tutto il mondo, rappresentano una memoria da tenere viva e non disperdere, utile anche per affrontare senza ipocrisie il tema odierno dell’immigrazione».
Lo sottolineano il presidente del Consiglio provinciale di Modena Demos Malavasi e il vice Mauro Sighinolfi in occasione dell’anniversario della tragedia nella miniera belga dove, l’8 agosto del 1956, morirono intrappolate 262 persone, 136 delle quali italiane. Tra di loro c’erano quattro modenesi provenienti da Pavullo e da Prignano, come un migliaio di altri lavoratori emigrati in quegli anni dall’Appennino verso il Belgio. I pavullesi erano Adolfo Mazzieri, Lino Gherardini e Roberto Vitali, quest’ultimo originario di Gaggio Montano nel bolognese, mentre da Prignano era partito Giuseppe Getti.
«E’ importante mantenere alta l’attenzione verso questi tragici episodi» aggiunge Patrizia Cuzzani, consigliera provinciale eletta nei giorni scorsi presidente della consulta dei Modenesi nel mondo, che sottolinea la necessità di approfondire «le motivazioni storiche, economiche e sociali alla base del fenomeno dell’emigrazione che ha interessato il nostro territorio».

Franciosi (PDL) vuole chiarimenti su sala per ramadan a Soliera

Ieri ho letto sui giornali locali che l’Amministrazione di Soliera ha deciso di “prestare” un locale nella propria disponibilità (ma è di un privato che il comune paga) alla Associazione Marocchina locale.
Come consigliere comunale mi aspetterei maggior trasparenza e democrazia da questo comune e non di venire a sapere casualmente di ciò ma del resto è noto come qui a Soliera da tempo ci vengano per esempio “nascosti” gli incontri che la Giunta fa con gruppi di cittadini solieresi che sempre più si lamentano di tanti disservizi o carenze di questa Amministrazione che promette poi non fa nulla per loro.
Oggi, sabato 07 agosto, verso mezzogiorno, mi sono recato in Comune per parlare con gli assessori competenti del “prestito” della sala di via Verdi per il Ramadan, ma nè Guicciardo (intercultura/integrazione) nè Solomita (cultura) erano presenti, se ne erano già andati. Avrei voluto prendere visione di documentazione e porre alcuni quesiti che ora propongo tramite comunicato stampa:
1.esiste ed è consultabile copia dell’atto costitutivo e dello statuto aventi data certa, relazione dettagliata sull’attività svolta ed elenco nominativo delle persone che ricoprono cariche associative della Associazione Marocchina come stabilito dalla LR.34/2002?
2.Come mai l’associazione marocchina di Soliera non figura nell’elenco provinciale quando anche per quelle iscritte solo negli elenchi comunali vige l’obbligo da parte del Comune di trasmettere gli atti di iscrizione a Provincia e Regione (art.5 comma. B – DGR 978/2008)?
3.È stata informata ed è stata chiesta l’autorizzazione ai proprietari dell’immobile?
4.I locali sono classificati artigianali e/o magazzino, come è possibile vi si svolga una attività religiosa di culto e preghiera come il Ramadan?
5.I locali sono a norma per tale uso con estintori, cassetta pronto soccorso ecc.?
6.Sono state informate le Forze di Pubblica Sicurezza per la concessione di detta sala di Culto (alias Moschea = luogo di culto)?
7.è stato redatto e sottoscritto il verbale di consegna dei locali dati in uso gratuito per responsabilità e custodia dei locali che stabilisca per iscritto gli obblighi di legge riguardo: numero massimo di persone ammesse, responsabile sicurezza presente alle serate, mantenimento igiene e pulizia nei locali e nell’area cortiliva attigua all’immobile, rispetto delle norme stradali per il parcheggio dei veicoli, assunzione di responsabilità per eventuali danni arrecati all’immobile ed a terzi con presentazione di polizza assicurativa ,ecc.?
8.Manca qualsivoglia delibera di giunta che autorizzi tale concessione gratuita ma a carico di tutti i cittadini, è forse violazione del Regolamento di contabilità comunale?
9.il comune di Soliera “presta” gratuitamente un locale a disposizione alla Associazione Marocchina senza chiedere rimborsi anche minimi ma come mai si lamenta di essere senza soldi?
10.Perché la Giunta non fa “regali” anche alle altre associazioni solieresi (leggasi sedi nuove e gratuite)?
TUTTO CIÒ E FORSE ANCHE MOLTO DI PIÙ SAREBBE STATO RICHIESTO DA QUESTA AMMINISTRAZIONE AD UN NORMALE CITTADINO O AD UN ARTIGIANO A AD UNA QUALSIASI ATTIVITÀ !!!!!!!!!!
Ricordo infine alla Giunta che la LR.34/2002 per le Associazioni di promozione sociale e culturale all’art.2 come scopi prevede:”…lo sviluppo della personalità umana in tutte le sue espressioni ed alla rimozione degli ostacoli che impediscono L’ATTUAZIONE DEI PRINCIPI DI LIBERTÀ, di uguaglianza, di pari dignità sociale e di pari opportunità, favorendo l’esercizio del diritto alla salute, alla tutela sociale, all’istruzione, alla cultura, alla formazione …”.
(Guido Franciosi, Capogruppo Consiliare PDL-LN Soliera)

sabato 7 agosto 2010

Negozi alimentari etnici, Leoni (PDL): “Servono controlli a tappeto. Improrogabile il loro contingentamento”

“Ancora una volta in un negozio etnico l’igiene non sanno nemmeno cosa sia. Una ricerca della Coldiretti evidenziava che un reato alimentare su quattro è commesso all’interno di un negozio etnico. In una città come Modena dove negli ultimi anni le attività che commerciano e somministrano cibo etnico sono proliferate in maniera incontrollata è necessario intensificare i controlli ma non basta. Serve un contingentamento.
Lo ha affermato il Consigliere regionale del Popolo della Libertà Andrea Leoni, a seguito della chiusura in un negozio etnico a Modena per motivi di igiene.
“A Modena vi è una moltiplicazione smisurata di negozi etnici, che hanno trasformato la fisionomia e la vivibilità di intere aree urbane. il Sindaco Pighi non può continuare a girare la testa dall’altra parte con la scusa del politicamente corretto nei confronti degli stranieri. Visto che il problema c’è va affrontato. Per questo servono controlli a tappeto su questa categoria di attività che spesso appare più intoccabile di altre.
E’ arrivata l’ora d’introdurre norme più rigide nei regolamenti su queste attività per evitarne la concentrazione incontrollata in determinare aree, per disincentivarne l’apertura e per garantire l’immediata e definitiva chiusura di quelli dove si registrano irregolarità. Girare la testa dall’altra parte – conclude Leoni – come fanno a sinistra non serve e crea solo danni maggiori”.
Sassuolo 2000

Segnali di ripresa per l’industria manifatturiera modenese

Per l’industria manifatturiera modenese i dati del 2° trimestre 2010 hanno evidenziato un netto miglioramento del quadro congiunturale. Questi segnali di ripresa, che trimestre dopo trimestre si rivelano sempre più consistenti, tuttavia ancora non cancellano l’ampia battuta d’arresto registrata lo scorso anno.
Il gap dai livelli produttivi pre-crisi e le ristrutturazioni in corso in molte aziende della provincia continuano ad avere conseguenze importanti sul mercato del lavoro, il quale permane caratterizzato da una domanda che si presenta ancora debole e da un elevato ricorso alla Cassa integrazione, soprattutto nella sua componente straordinaria.
E’ questo, in sintesi, il quadro che emerge dai primi dati dell’indagine congiunturale, condotta congiuntamente dalla Camera di Commercio di Modena e dalle associazioni di categoria CNA e Confindustria, la quale rileva lo stato di salute di un campione statisticamente rappresentativo della popolazione delle imprese attive con 6 e più addetti.
Entrando nel dettaglio dei risultati, dopo i primi tiepidi movimenti del primo trimestre dell’anno, le variazioni dei quantitativi prodotti e del fatturato hanno iniziato a registrare aumenti più consistenti. L’indice grezzo della produzione industriale, difatti, è aumentato del +12,8% nel secondo trimestre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, aumento che fa seguito al +0,5% della rilevazione del primo trimestre. In valore il fatturato delle imprese, invece, ha segnato un progresso dell’11,6%, arrestando una caduta che perdurava da sette trimestri consecutivi (-2,1% il dato dei primi tre mesi dell’anno).
Questi dati, estremamente positivi, devono comunque essere interpretati ancora con cautela. I miglioramenti sulle variazioni tendenziali, difatti, restano influenzati dal confronto con un periodo in cui i quantitativi prodotti e i volumi movimentati dalle vendite erano posizionati su livelli molto bassi. Il recupero della produzione, per esempio, si contrappone ad un trimestre, quello relativo ai mesi di aprile-giugno 2009, in cui la flessione era stata del -26,1%.
Che il quadro congiunturale sia mutato, comunque, lo confermano anche le variazioni congiunturali rispetto ai trimestri precedenti, in progresso costante da tre rilevazioni consecutive e con aumenti sempre più consistenti (+6,4% l’ultima variazione relativa al confronto tra il secondo e il primo trimestre dell’anno in corso).
Dal lato della domanda le migliori prospettive, in questa fase, sono offerte soprattutto dai mercati esteri, con evidenti benefici soprattutto per i settori maggiormente export-oriented della provincia. A confermare questa tendenza il portafoglio ordini delle imprese risulta in crescita da diversi trimestri, al traino di un afflusso di maggiori commesse dall’estero che, nel confronto anno su anno, hanno portato ad un incremento medio del +12,1%. Sul mercato interno, invece, la dinamica degli ordini, pur confermandosi positiva, ha arrestato la sua perfomance verso un più modesto tasso di crescita del +7,6%.
Dati confermati anche dal sentiment delle imprese interpellate, dove si è registrato un aumento sia della quota di quelle che si attendono un recupero dell’attività produttiva anche nei prossimi mesi, sia di quelle che iniziano a ritenere soddisfacenti gli ordini acquisiti in portafoglio.
A frenare gli entusiasmi per questi numeri, comunque, si contrappongono i dati sull’occupazione dipendente, in flessione ancora del -3,2% (-3,8% il dato medio del 2009) e i livelli ancora molto elevati delle ore di Cassa Integrazione richieste dalle imprese, pari a 3,6 volte quelle del medesimo periodo del 2009. Un dato che evidenzia, ancora una volta, come questo ammortizzatore sociale stia faticosamente tamponando i colpi di coda di una crisi che oggi sta mostrando i suoi effetti soprattutto sul mondo del lavoro.
A livello settoriale, i confronti sulle evoluzioni degli indici della produzione e del fatturato hanno segnalato un ampliamento del numero dei comparti in crescita.
Al riguardo, a spingere in modo più deciso sul pedale della ripresa sono state soprattutto le imprese del variegato mondo della meccanica modenese, le quali, però, lo scorso anno erano state quelle più penalizzate dalla crisi. Aumenti particolarmente consistenti sono stati rilevati tra i “costruttori di macchine e apparecchi meccanici”, dove si sono registrate variazioni a doppia cifra sia per la produzione che per il fatturato, in progresso rispettivamente del +27,1% e del +24,4%.
Seguono i settori le cui attività risultano in gran parte legate a quella dei beni strumentali, quali le “macchine e apparecchiature elettriche ed elettroniche” (produzione +19,7% e fatturato +18,5%) e i “prodotti in metallo e lavorazioni meccaniche” (+20,6% per la produzione e +27,3% per i ricavi).
Tra i vari settori della metalmeccanica in recupero si è mostrato anche quello dei “mezzi di trasporto”, per quanto con diverse eccezioni aziendali, dove si è registrato un rimbalzo dei volumi prodotti del +14,9% e del +10,9% per il fatturato.
I dati del secondo trimestre si sono mostrati favorevoli anche per “l’industria della fabbricazione delle piastrelle in ceramica”, seppure in misura più contenuta rispetto alla meccanica. In questo caso la distanza dai livelli di attività pre-crisi resta ancora molto ampia, con aumenti del +9,6% per la produzione e del +4,5% per il fatturato, i quali si contrappongono alle flessioni rispettivamente del -32% in termini di volumi prodotti e del -20,2% in termini di vendite registrate nel 2009.
In chiaroscuro, invece, i dati del tessile abbigliamento, con produzione e vendite in flessione sia per “l’industria della maglieria” (rispettivamente -3,7% e -2,2%), sia per “l’industria dell’abbigliamento” (-3,1% e -2,7%), ma con ordini in progresso dall’estero.
E’ continuato invece, anche nel secondo trimestre, il trend di crescita “dell’industria alimentare”, dove i relativi indici hanno segnato progressi del +3,8% per i volumi trasformati e del +8,5% per i ricavi, mentre frena al -0,7% la produzione “dell’industria biomedicale”, a fronte di ricavi in aumento del +2,5%.
(Fonte: Centro Studi e Statistica CCIAA Modena)

800 le firme già raccolte a sostegno di un’apertura pomeridiana del Mercato Albinelli

Sembra piacere parecchio, la possibilità di avere il Mercato coperto di via Albinelli aperto qualche pomeriggio durante la settimana. A distanza di pochi giorni, da quando cioè Mauro Rossi, vice presidente di Confesercenti per l’area di Modena e operatore della struttura, insieme ad altri esercenti del Mercato e della zona circostante, si sono fatti promotori di una petizione a sostegno di tale opportunità, le firme raccolte sono state già circa 800.
“Un risultato sicuramente inaspettato, in considerazione anche del periodo estivo – ha commentato Rossi – Ma un segnale indubbiamente positivo, dal momento in cui anche e soprattutto per la gente c’è la necessità di avere un mercato in grado di rispondere ad esigenze concrete, e un servizio sempre più a misura di cittadino”.
Obbiettivo della petizione, è quello di invitare l’Amministrazione Comunale ad una maggiore attenzione nei confronti del consumatore oltre che naturalmente degli operatori commerciali. “Siamo convinti – sostiene Rossi – che aprendo il mercato coperto, tra l’altro uno dei poli alimentari modenesi più frequentati, anche solamente qualche pomeriggio la settimana, lasciando agli operatori stessi la facoltà se voler proseguire o meno nell’attività di vendita anche dopo l’orario normale, rappresenterebbe un servizio per i cittadini e un valore aggiunto per il centro storico. Nei termini, di un concreto punto di partenza per valorizzare e rilanciare l’offerta commerciale, aumentare la frequentazione della zona, oltre che un significativo passo in avanti nel contrasto alla crisi economica; soprattutto offrirebbe la possibilità di fare acquisti a chi non riesce la mattina.
Secondo la normativa vigente il Comune, previo il parere delle Associazioni di categoria, può intervenire a modificare gli orari di apertura del Mercato coperto, “Auspichiamo quindi sia avviato al più presto un periodo di sperimentazione – conclude Rossi – favorendo in questo modo processi innovativi e di cambiamento”.
Gli esercizi commerciali presso cui sarà possibile firmare (la raccolta continuerà fino ai primi di settembre), a sostegno dell’apertura pomeridiana sperimentale del Mercato Coperto di via Albinelli al momento sono:
- Panetteria Rossi, all’interno del Mercato Coperto di via Albinelli;
- Oreficeria D. M., via Albinelli
- Gran Caffè, piazza XX Settembre
- Alba Confezioni, piazza XX Settembre
- Drogheria di Antonella Stefani, presso galleria del pane, Mercato Coperto di via Albinelli.

Record di pioggia. Un evento eccezionale

Modena, 6 agosto 2010. Quelle di ieri a Modena sono state 'piogge stroardinarie'. Lo sottolinea Luca Lombroso, dell'osserrvatorio geofisico dell'università di Modena e Reggio.
"Nella giornata di ieri, giovedì' 5 agosto, quando la perturbazione sembrava già passata lasciando spazio ad illusorie schiarite nel tardo pomeriggio, una nuova linea temporalesca ha determinato altri forti rovesci - dice Lombroso -. Uno di questi si è abbattuto, in due fasi molto intense, proprio nella zona del centro città di Modena scaricando complessivamente 74 millimetri di pioggia nella giornata. Il fenomeno è stato molto localizzato tanto che nella stazione di via Vignolese presso il Dipartimento di Ingegneria dei materiali e dell'ambiente le piogge complessive sono state di 28 millimetri, valore moderato e non particolarmente abbondante".
Le precipitazioni sono state molto intense dunque proprio sulla stazione storica di Palazzo Ducale dove dal 1830 si raccolgono le piogge modenese: dal 1830- ricorda Lombroso - sono solo 15 le giornate con piogge giornaliere più abbondanti, con un massimo di 165.4 del 5 ottobre 1990.
"Una volta di più però spiace constatare e dover mettere in guardia come questi fenomeni si vanno sempre più spesso ripetendo - aggiunge Lombroso -: recentemente troviamo infatti nella lunga serie dell'Osservatorio geofisico dell'Università di modena e Reggio Emilia piogge ancor più abbondanti il 30 ottobre 2007 con 84,7 millimetri e il 28 agosto 2005 con 99.6 millimetri, a ulteriore testimonianza di un clima in innegabile cambiamento. Piogge di questa intensità dunque erano rare fino a fine XX secolo ma sono ormai diventate la normalità del nuovo clima in corso e che a causa delle emissioni di gas serra sembra destinato ad estremizzarsi ancor più in futuro".
Sul fronte delle temperature di 23.7 ° è senz'altro un valore decisamente fresco e sotto le medie stagionali di sette gradi, "ma non straordinario - prosegue Lombroso - avendo rilevato anche soli 4 anni, nel 2006 fa valori più bassi nella prima metà di agosto, quando il termometro non salì oltre i 23,5 il giorno 11 e i 21.5°C il 12 del mese del solleone". il quadro di un'estate finora calda, con luglio risultato anche a Modena, come in Italia, il sesto più caldo degli ultimi due secoli, non cambia "anche perché ora - annuncia il meteorologo - per la tranquillità dei vacanzieri l'estate riprendere vigore con giornate generalmente stabili e soleggiate, con temperature che si riporteranno a 30° o poco di più che ci accompagneranno fin verso ferragosto almeno, senza per fortuna ondate di caldo opprimente in vista".
Per quanto strano possa sembrare, "è comunque normale che di tanto in tanto piova anche in piena estate, anzi da un lato, anomalie e intensità delle piogge a parte, queste rinfrescate sono benefiche e necessarie per interrompere la calura che altrimenti, come testimonia l'eccezionale caldo che avvolge la Russia, di questi tempi non ha più mezze misure".
Il Resto del Carlino Modena

Sicurezza e scorte: Palma Costi (PD) scrive al Sottosegretario On. Giovanardi: "Perchè non rinuncia alla scorta?"

Gentile On. Giovanardi,
perché non rinuncia volontariamente all’uso della scorta fornita dal Comitato per l’Ordine Pubblico di Modena?
Sto ai fatti così come ricostruiti dalla stampa locale.
Da anni a Modena gli organici delle forze dell’ordine sono risicati al punto tale che, nei giorni scorsi, si è pensato di limitare la presenza della Polizia di Stato nell’Area Nord al solo Comune di Mirandola e solo in alcuni orari. Le ricordo che i comuni dell’Area Nord sono 9, con un territorio abbastanza esteso da controllare”.
Inizia così la lettera aperta al Sottosegretario On. Giovanardi della consigliera regionale del PD, Palma Costi.
Costi prosegue: “Per chi riveste cariche pubbliche la sicurezza dei cittadini deve essere al primo posto. Quindi non è molto importante discutere su chi ha preso la decisione di fornirle la scorta (Prefetto? Questore? Comitato?): stiamo al merito.
E’ chiaro che la scorta è necessaria solo per motivate e dimostrate ragioni di sicurezza e di incolumità per la Sua persona.
Oggi Lei stesso descrive come, quando è a Modena, passeggi tranquillamente in bicicletta o a piedi. Sempre Lei ci informa che usa la scorta fornita dal Comitato per l’Ordine Pubblico di Modena (due agenti) quando impegnato in attività di Governo, soprattutto fuori Modena.
Quindi Lei stesso ci dice che certamente a Modena non ne ha bisogno, non si capisce invece se, fuori Modena, sia necessaria. Ancora meno, però, si capisce per quale motivo, nella sua veste di rappresentante del Governo sul territorio nazionale, debba essere la Questura di Modena (o il Comando dei Carabinieri, come lascia intendere oggi, sempre sulla stampa locale!) ad assicurare la sua scorta, e non il Ministero dell’Interno.
Questo anche alla luce di quanto disposto negli anni scorsi per il Vice Ministro Mariangela Bastico, modenese come Lei, che nel periodo di attività governativa, non ha mai usufruito di una scorta, ma sempre e solo di un autista, anche sul territorio nazionale.
Gentile Onorevole, Le assicuro che non sono abituata a fare “antipolitica” di basso livello; non credo che la salvezza dell’Italia dall’avanzato e progressivo attuale declino economico e sociale stia nella riduzione delle “auto blu” e nel “costo della politica” (sebbene siano da tenere sotto controllo), argomento che, invece, sta cavalcando il Suo Governo.
Sono però già tante, ormai troppe, le situazioni di grave disagio inflitte alla collettività modenese che si trascinano con il beneplacito Suo e dei rappresentanti del centrodestra e della Lega Nord: la sottovalutazione dei problemi di ordine pubblico e degli organici necessarialle Forze dell’Ordine; i problemi del Tribunale e della Magistratura; il sovraffollamento del Carcere di Modena la scarsità degli organici del personale non solo di sorveglianza; il progetto di stoccaggio del Gas di Rivara; la vostra “opposizione” alla prima autostrada regionale Cispadana (dove il Governo non ci mette un soldo!!!); la vicenda scandalosa della tangenziale di Mirandola; per non parlare delle ricadute della vostra Finanziaria su territori economicamente importanti come il nostro per produzione di ricchezza e reddito; l’assoluto silenzio su giovani, donne, disoccupati, piccole e medie imprese, partite IVA, investimenti pubblici, ecc.
Non le sembra abbastanza?
In questa situazione anche una piccola vicenda come quella della scorta di “due agenti”, comunque sottratti alla attività per tutta la collettività, diventa pesante oltre che sgradevole per i cittadini!
Faccia un bel gesto, almeno rinunci alla scorta”. Conclude la consigliera regionale del PD, Palma Costi.
Modena 2000

martedì 3 agosto 2010

Sanità, Leoni (PDL) attacca Presidente Provincia Modena: Sabattini mani di forbice getta la maschera sui tagli alla rete sanitaria

“Smantellamento dei servizi di primo soccorso sul territorio, smembramento della rete ospedaliera della provincia e totale confusione sull’ospedale Ramazzini di Carpi. Il Presidente della Provincia Sabattini ha gettato la maschera sui veri obiettivi e sugli effetti del Piano attuativo della sanità della provincia di Modena. Così si tratta di un piano non di riqualificazione ma di tagli ai presidi territoriali. Altro che investimenti, altro che potenziamento degli ospedali minori come da tempo chiediamo".
Intenviene così nel dibattito sul Pal provinciale della sanità, il Consigliere regionale del Popolo della Libertà Andrea Leoni.
"Con il Pal gli amministratori di sinistra ipotecano il futuro della sanità locale, devastandone la rete territoriale, fagocitata dal mostro mangiasoldi di Baggiovara che impone tagli in tutta la provincia. Il fatto che Sabattini non parli delle già avvenute scomparse del pronto soccorso di Fanano, Sestola, Montecreto, Castelfranco, conferma la chiara volontà di continuare ad imporre un progetto che porterà alla cancellazione di tutti i pronto soccorso della provincia e alla trasformazione degli ospedali ’minori’ in poco più che case di cura.
E’ evidente che Sabattini e Pighi stanno facendo l’opposto di quanto chiesto dai cittadini. E’ evidente che anche sull’ospedale di Carpi gli amministratori di sinistra nemmeno parlano tra di loro e navigano sull’onda della propaganda.
Ricordo a Sabattini che invoca un nuovo ospedale a Carpi che, sia l’ex assessore Bissoni sia il suo successore Lusenti hanno affermato di voler puntare sulla riqualificazione di quello vecchio. Parlare di un nuovo ospedale oggi che sarebbe pronto come minimo tra quindici anni, per giustificare gli enormi disservizi ai danni dei cittadini, è una presa in giro.
Da anni denunciamo, nel silenzio della sinistra, problemi strutturali dell’ospedale di Carpi che già potevano essere risolti e che purtroppo hanno portato anche al triste record di morti per legionella. Sabattini sul Ramazzini si sveglia tardi e male. E’ chiaro che a questi amministratori non si può affidare con fiducia il rilancio di una rete sanitaria provinciale che loro stessi, con le loro politiche, hanno contribuito negli ultimi anni a devastare”.
Modena 2000

Meglio il silenzio

L’assenza (per scelta o per negletta dimenticanza) del governo dalla manifestazione per il trentennale della strage di Bologna aveva — dopo le polemiche della vigilia — quantomeno sottratto la cerimonia al solito rito dei fischi, già potenzialmente disinnescato dalla scelta di fare parlare il rappresentante del governo nell’area «protetta» di Palazzo d’Accursio, lontano dagli umori della piazza.
La fine, comunque, di una decennale e stucchevole liturgia improntata più alla contestazione al governante di turno che al commosso ricordo delle vittime o all’accorata richiesta di una definitiva verità su chi volle e organizzò il più barbaro eccidio della storia repubblicana. Anzi, ieri al posto dei fischi, si sono sentiti gli applausi per il messaggio del Presidente della Repubblica e per le parole del presidente dell’Associazione famigliari delle vittime.
A rimettere le cose a posto (si fa per dire) e a riportare questa triste giornata di Bologna nel consueto alveo dei rancori e della faziosità politica ci ha pensato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi. Non si sentiva il bisogno della sua dichiarazione sulla piazza che esprime «odio e livore». Un’inutile assist alle polemiche.
A trent’anni dalla strage, dunque, nemmeno le parole del presidente della Repubblica con il suo appello alle istituzioni affinché si colmino le lacune che ancora avvolgono il 2 Agosto 1980, hanno salvato questa giornata dal furore delle divisioni politiche.
Lo spettacolo migliore l’hanno dato la compostezza del corteo e della piazza durante il ricordo delle vittime. L’«incidente» politico e protocollare provocato dall’assenza del rappresentante del governo oggi ci offre comunque un’opportunità, ed è significativo che ciò avvenga in una data simbolica come i trent’anni dalla strage.
Offre uno spartiacque per far sì che d’ora in avanti il 2 Agosto torni a essere il giorno dei morti e dei feriti, dei loro famigliari, dell’offesa a Bologna, della ricerca delle verità ancora occulte e rinchiuse nei meandri del segreto di Stato. E allora una proposta: mai più fischi. Di più: dal prossimo anno, o la verità o la piazza stia in silenzio a testimoniare l’assenza di risposte.
O in piazza Medaglie d’Oro parleranno finalmente le voci di una verità che non può essere soltanto quella giudiziaria, o è meglio che Bologna affidi la sua sacrosanta richiesta di chiarezza a un assordante silenzio.
Armando Nanni - 03 agosto 2010 - Corriere della Sera

Giovedì al Giardino ducale in concerto il futurismo dei Marinetti ensemble

“Una tavolozza timbrica diversificata, dalle molteplici possibilità d’effetto, in una matura capacità concertativa, pulsante di felici idee armoniche”.
Così la critica ha accolto il Marinetti ensemble, la formazione guidata da Stefano Maffizzoni, che per vitalità espressiva, tematiche innovative e dinamismo estetico si ispira al futurista italiano Filippo Tommaso Marinetti, e che si esibirà gratuitamente con il concerto “Solisti all’opera” il 5 agosto al Giardino ducale, nell’ambito della rassegna “I giovedì al Giardino ducale”.
La formazione, composta da Riccardo Malfatto al violino, Ludovico Armellini al violoncello e Lorella Ruffin al pianoforte, riscopre da un lato le tematiche romantiche e virtuose del ‘700 e ‘800, dall’altro si fa interprete della ricca letteratura novecentesca di cui ha già inciso significative composizioni.
L’appuntamento di giovedì è il primo della rassegna concertistica, che giunge quest’anno alla XXIII edizione e che proseguirà il 12 agosto con il Duo Novecento, il 19 agosto con il Kaleido trio e il 26 agosto con il Magnasco movie quartet.
I concerti, sotto la direzione artistica del maestro Andrea Candeli, sono a cura del Laboratorio musicale del Frignano e della Circoscrizione 1 Centro storico san Cataldo, nell’ambito dell’Estate modenese 2010 organizzata e promossa dal Comune di Modena.
Le serate iniziano alle 21.15 e sono ad ingresso libero.

lunedì 2 agosto 2010

Bretella Campogalliano-Sassuolo, Leoni rilancia la sfida ad Errani: "Ora la Modena-Lucca"

“Dopo l’approvazione al Cipe dell’intero progetto della bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo, Errani tolga di mezzo l'ultimo veto che fino ad ora gli hanno fatto dire no alla Modena Lucca e sposi questo progetto strategico che, nella bretella autostradale Campogalliano Sassuolo, trova il suo inizio naturale”.
Lo chiede il Consigliere regionale del Popolo della Libertà Andrea Leoni da sempre in prima linea nella battaglia perchè si realizzi la Modena-Lucca.
“Per oltre trenta anni la sinistra ha detto no alla bretella Campogalliano Sassuolo. Poi finalmente si sono ricreduti e ora applaudono il Governo Berlusconi che ne consente la realizzazione. Mi chiedo se dovremo aspettare altri trent’anni per mettere in pista un progetto necessario come quello della Modena-Lucca.
Mi auguro che Errani e Peri non continueranno ad essere pregiudizialmente contrari, come nel 2002, di fronte all’opportunità offerta dal Governo Berlusconi di realizzare l’opera. Perchè dire sempre e solo no ad un’arteria che fornendo uno sbocco al mare e ai porti del Tirreno rappresenterebbe un’opportunità straordinaria per tutto il comprensorio modenese e reggiano e più in generale, per l’intera economia regionale? Continuerò oggi più che mai a sostenere il progetto e la realizzazione dell’Autostrada Modena-Lucca, naturale completamento dell’asse viario che dal Brennero porta il Tirreno.
Un progetto in cui ho sempre creduto e che per essere realizzato necessita di una comunione di intenti analoga a quella che, grazie alla spinta del Governo di centrodestra, ha portato all’importante risultato per la Bretella Campogalliano-Sassuolo.
Per questo lancio un appello al Presidente della Regione Vasco Errani di diventare capofila per dare un’ulteriore possibilità di sviluppo ai nostri territori e imprese rivedendo così in meglio le scelte miopi che hanno caratterizzato l’ultimo decennio”
ilnuovo.redaweb.it

Controlli a Modena: 66 persone identificate

66 persone identificate, di cui 52 straniere e 13 già conosciute dalle forze dell’ordine. 11 persone accompagnate in ufficio per accertamenti, per 4 di loro sono scattate indagini. Controllati 9 veicoli, recuperate 3 biciclette rubate ed elevate 8 sanzioni per violazioni al regolamento di polizia urbana.
Questi i dati più rilevanti del servizio straordinario di controllo del territorio svolto la notte scorsa da personale della Polizia municipale, della Polizia di Stato della Questura di Modena, del Reparto Prevenzione e Crimine di Reggio Emilia e dell’unità cinofila del reparto di Bologna.
Le pattuglie hanno iniziato i controlli in via Sigonio, davanti ad un negozio etnico. Qui è stato fermato un cittadino moldavo che è risultato essere clandestino già colpito da decreto di espulsione dall’Italia lo scorso marzo. Sanzionato anche un cittadino rumeno che consumava bevande alcoliche su area pubblica.
Verso le 22 sono stati controllati due locali in via Ghiaroni, in uno gli operatori hanno notato scarsa igiene nella cucina per cui il fatto sarà segnalato all’Ausl. Le pattuglie si sono poi recate nel parco delle mura, dietro il teatro Storchi, dove sono stati fermati due cittadini marocchini, che sono risultati clandestini. Per uno è scattata anche una sanzione perché contravveniva al regolamento comunale consumando alcolici.
Nel parco sono state recuperate tre biciclette abbandonate. Verso le mezzanotte in via Santi sono stati fermati due rumeni già colpiti da decreto di espulsione.
L’attenzione degli agenti si è poi concentrata sul contrasto alla prostituzione nella zona ovest della città. In via Emilia sono state identificate dieci persone, sei sono state sanzionate per intralcio alla circolazione mentre contrattavano prestazioni sessuali.
Un cliente moldavo ha esibito agli agenti una patente di guida risultata falsa per cui è stato denunciato per guida senza patente. Identificato anche un ucraino che sedeva sulla stessa autovettura che è risultato clandestino.
29 luglio 2010

Lega Nord nella bufera a Modena. Galli, "allontanato", si appella ad Alessandri

MODENA - Il terremoto che ha investito la Lega Nord di Modena con l’allontanamento dal movimento del consigliere comunale Andrea Galli supera i confini provinciali e finisce dritto sul tavolo del coordinatore del partito in Emilia, il parlamentare Angelo Alessandri.
A chiamare in causa il presidente della commissione Ambiente della Camera è lo stesso Galli, che non accettando la decisione del direttivo provinciale modenese, si rimette al giudizio di un organismo politico superiore.
“Due sere fa hanno deciso il mio allontanamento dalla Lega Nord, non ho ricevuto ancora nessuna comunicazione ufficiale, ma sono tranquillissimo- spiega Galli- ho ricevuto attestazioni di stima da tutti, sia all’interno della Lega che del Pdl. Combatterò questa partita, la mia estromissione dal gruppo consiliare è uno scenario del dopodomani, ci sono diverse azioni e cose che secondo me accadranno prima”. Il consigliere non ha per ora ricevuto telefonate da Alessandri, ma il parlamentare del Carroccio, informato dei fatti, promette di “affrontare la questione questo fine settimana”.
Galli imputa il suo allontanamento a motivazioni di carattere personale e non politiche. “Probabilmente faccio ombra a qualcuno”, spiega Galli, che si sente accusato anche per il suo “appoggio incondizionato al capogruppo Mauro Manfredini”, elemento dissonante rispetto al direttivo provinciale del Carroccio. Galli serba infatti ancora rancore verso il direttivo provinciale per il metodo scelto nella formazione delle liste per le elezioni regionali, quello di anzianità, che ha catapultato Manfredini in fondo alla lista.
“E’ stata una vigliaccata mettere Manfredini ultimo- continua Galli- è stato il 21^ consigliere regionale più votato in Italia: questo modo di agire è contrario alla politica”. Da quel giorno la polemica con il direttivo provinciale è cosa nota, e l’allontanamento di Galli è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Per il consigliere si deve scegliere che tipo di movimento si vuole costruire, “un partito moderno, aperto e inclusivo come vorrei che fosse la Lega o un partito che espelle qualcuno per comandare”.
Critiche aspre soprattutto nei confronti del neosegretario cittadino, Stefano Bellei, e col segretario provinciale Riad Ghelfi.
“Il background politico del coordinatore cittadino è troppo basso, individualista è chi non prende voti, chi decide di allontanare qualcuno con quattro amici al bar, parlare di un mio isolamento è una fantasia di chi ha pochi mezzi- spiega ancora Galli- Bellei ha preso 21 preferenze, io ne ho conquistate negli anni da un minimo di 200 a un massimo di 2.700. Bellei e Ghelfi non rappresentano nessuno, chi non ha idee usa questi sistemi”.
Aspettando dunque l’intervento di un organismo superiore, Galli rimane sereno: “Riconosco la gerarchia di un partito, ma se qualcuno crede di mantenere la sua posizione espellendomi si sbaglia: voglio restare nel movimento: o la Lega prende delle decisioni diverse o non vado bene per la Lega”.
Pronta la replica del segretario cittadino. “Galli ha proferito cose che non sono in linea con il movimento, noi rappresentiamo soprattutto i cittadini e molte cose di quelle che facciamo a lui non vanno bene- spiega Bellei- per questo è stato meglio allontanarlo, è un elemento disgregante”.
Il segretario non ne fa una questione personale, ma politica. “Non è una questione di rapporti personali, ma del movimento”, spiega ancora Bellei. Tra le motivazioni dell’allontanamento, il mancato allineamento con la linea provinciale: “Galli decide quello che vuole al di là delle decisioni della segreteria politica, forte del fatto che è un eletto e fa ciò che vuole, mentre invece noi cerchiamo di portare avanti il gruppo. Le affermazioni sono molto gravi, le anime sono completamente diverse, noi siamo leghisti veri, cerchiamo di dare una sovranità popolare alla gente, lui ha una estrazione politica diversa dalla nostra, ci sono idee che ci possono accomunare, ma non è possibile ricucire”.
Dai dissapori sviluppati in pochi mesi (Galli era passato dal Pdl alla Lega a dicembre 2009, e non era nemmeno ancora militante) era dunque inevitabile che nascesse una decisione estrema e definitiva.
“La due segreterie riunite hanno votato ad unanimità dei presenti l’allontanamento, compreso Mauro Manfredini (che per contro auspicava un epilogo differente, senza espulsione), che ha recepito le motivazioni- continua Bellei- non abbiamo avuto il tempo tecnico di comunicarlo a Galli, ma formalizziamo un atto che Manfredini presenterà in Consiglio comunale. Non è una vera e propria espulsione, perché Galli non era militante, ma non può più parlare a nome della Lega Nord”.
Agenzia Dire - (www.dire.it)- 23 luglio 2010

Nuovo gruppo in Comune a Modena per Andrea Galli epulso dalla Lega Nord

Si chiamerà "Modena nuova" il nuovo gruppo consiliare costituito dal consigliere Andrea Galli a seguito dell'allontanamento dal partito e dal gruppo consiliare della Lega nord.
Lo ha annunciato lo stesso consigliere durante la seduta del Consiglio comunale di Modena di oggi, lunedì 26 luglio.
Il capogruppo della Lega nord ha proceduto, a sua volta, visibilmente commosso, a comunicare l'allontanamento di Galli, scelta che ha dichiarato di non condividere.
"Ho subito l'allontanamento dal gruppo consiliare della Lega nord e ho dovuto istituire un altro raggruppamento, anche se da sempre sono contrario alla costituzione di nuovi gruppi", ha affermato Galli.
"Non ho avuto alternative. Resto comunque saldamente all'interno del centrodestra e lavorerò a un percorso che porti al miglioramento dei rapporti nell'opposizione".
Con tono greve, il consigliere Manfredini ha esordito: "Non avrei mai pensato di dover fare un intervento in cui sono costretto ad allontanare dal gruppo un mio collega di partito".
Il capogruppo della Lega nord ha dichiarato di aver contestato la decisione in sede politica, invitando i vertici modenesi del partito a optare per un provvedimento disciplinare più leggero, "ma hanno deciso di applicare letteralmente lo statuto, non rispettato dal collega Galli", ha aggiunto.
"Mi duole prendere atto che l'aspetto meramente burocratico e formale ha prevaricato su quello politico e umano. Sono certo, infatti, che i valori e gli obiettivi di Galli convergano con quelli della Lega nord e che, come uomo, meriti tutto il mio rispetto e la mia stima", ha detto.
Il capogruppo della Lega ha quindi concluso annunciando il proprio impegno "a verificare la possibilità di ricomporre il gruppo appena possibile".
Ufficio stampa Comune di Modena

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