“Chiarezza e risposte certe”, invoca Confesercenti Area nord per le imprese
dei comuni della provincia colpiti dal sisma. “Anche in materia di Studi di settore: dal momento in cui, causa il
terremoto, l’alterazione degli indicatori economici rappresenta un dato di
fatto concreto che li rende almeno per l’anno 2012 inapplicabili”.
La richiesta dell’Associazione
imprenditoriale sorge dalla necessità non più rinviabile, di dirimere una volta
per tutte una vicenda ancora tutt’altro che chiara. “Se in tema di burocrazia e fisco – fa notare Confesercenti - l’approvazione del DL 43, atto a concedere la proroga della
sospensione dei pagamenti di imposte e contributi da parte delle imprese
colpite direttamente o con gravi danni economici, è stata colta positivamente,
siamo a ricordare che a tal verso manca ancora però un importantissimo tassello
per altro molto atteso dalle realtà imprenditoriali. Ovvero: quella circolare dell’Agenzia delle
Entrate, annunciata più volte, oltre che da tempo, volta a dirimere la
questione in merito all’applicazione del Codice di esclusione 7, inerente agli
Studi di settore, relativo al non normale svolgimento dell’attività, per le
imprese operanti nell’area del sisma”.
“Le circolari fino ad oggi emanate dall’Agenzia delle
Entrate in materia, non offrono alle realtà imprenditoriali della bassa modenese colpite
dal sisma, nessuna certezza riguardo l’applicazione delle norme. Una situazione
di precarietà interpretativa quella generatasi in cui troppe imprese
correrebbero il serio
rischio di incorrere in accertamenti con tutto quello che ne conseguirebbe in
termini negativi. Ritenendo e ribadendo quindi che la situazione creatasi in
tutti i comuni nell’area del cratere, a seguito del sisma abbia alterato
fortemente ed in modo fin troppo evidente tutti gli indicatori economici da
rendere di fatto inapplicabili gli studi di settore per l’anno 2012, è nostro
auspicio che tale situazione trovi il giusto riconoscimento nonché l’adeguato
provvedimento e soluzione da parte dell’Agenzia delle entrate”, conclude
Confesercenti.
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