Vendite al dettaglio ancora in calo
ad aprile. Secondo l’Istat la diminuzione delle vendite complessive a livello
nazionale ad aprile è del -2,9% sullo stesso mese del 2012. Diminuzione che conferma
dodici mesi consecutivi di flessione,
mentre il 2013 si annuncia come
l’ennesimo anno difficile: da gennaio ad aprile il calo rilevato è già del 3,4% rispetto al
medesimo periodo del 2012. Particolarmente pesante
e indicativo di quanto le famiglie siano costrette a tagliare i loro budget di
spesa è il dato del commercio al dettaglio di alimentari che cala del 4,5% su aprile
2012. La gravità della crisi è testimoniata dal fatto che tutte le forme
distributive sono coinvolte in questo calo: dagli ipermercati che perdono il
5,5% ai piccoli negozi specializzati che perdono il 4,2%. “Dati che provano in modo
drammatico la prosecuzione di quanto già rilevato dall’Osservatorio di
Confesercenti Modena nel periodo
compreso tra gennaio e marzo di quest’anno – fa sapere l’Associazione
imprenditoriale modenese - Le imprese del commercio, al dettaglio di
alimentari avevano fatto registrare un -3,8%, con un trend che indica ulteriore
grave flessione”.
In un contesto come quello attuale, come ha più volte
lanciato l’allarme Confesercenti, l’incremento dell’IVA ordinaria dal 21 al 22%
sarebbe pericoloso e deleterio per l’intera economia. “Se attuata questa misura potrebbe infatti portare ad una ulteriore
pesante riduzione dei consumi, anche perché l’aumento si applicherebbe proprio
a tutti quei beni, come abbigliamento, automobili, arredamento, le cui vendite
a prezzi correnti stanno soffrendo di più, con decrementi fino al 10%, aggravando oltretutto la già difficile
situazione modenese e locale alle prese oltre che con la crisi anche con gli
effetti del sisma. Di conseguenza risulta quantomeno dubbio che l’aumento
dell’aliquota generi i 3 miliardi di gettito in più previsti. Secondo le stime
di Confesercenti, anzi, il gettito aggiuntivo potrebbe addirittura trasformarsi
in una perdita di 300 milioni per il fisco. Il Governo dovrebbe tenere
maggiormente conto della grave crisi che sta vivendo il mercato interno, e
tutte le imprese che ad esso fanno riferimento. L’auspicio è che si derubrichi
per sempre l’aumento IVA dall’agenda dell’Esecutivo, evitando così un
provvedimento dannoso per la fiducia delle famiglie e per i consumi e
probabilmente inutile ai fini del bilancio”, conclude Confesercenti Modena .
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