La Guardia di Finanza di Modena celebra oggi
il 239° Anniversario della fondazione del Corpo con una cerimonia di carattere
interno ispirata alla massima sobrietà, secondo le indicazioni recentemente
espresse dalla Presidenza della Repubblica, presso la sede del Comando
Provinciale in cui si darà lettura del messaggio del Presidente della
Repubblica e dell’Ordine del Giorno Speciale del Comandante Generale della
Guardia di Finanza.
L’occasione è propizia per presentare il
bilancio delle attività operative sviluppate nei primi cinque mesi dell’anno a
presidio della sicurezza economica e finanziaria nel territorio modenese.
Nell’anno in corso le Fiamme Gialle hanno
inteso rafforzare il proprio ruolo di polizia economico-finanziaria, operando
nei diversi contesti istituzionali di competenza del Corpo, costituiti dal
contrasto all’evasione ed elusione fiscale, dalla tutela della spesa pubblica,
del mercato dei capitali e di quello dei beni e servizi, dalla lotta alla
criminalità economica ed ai traffici illeciti in genere.
Non trascurabile, inoltre, è stato il
supporto fornito alla altre Forze di Polizia nel concorso ai servizi di ordine
e sicurezza pubblica.
Di seguito, verranno illustrati
schematicamente i principali dati di sintesi dell’attività complessivamente
svolta sul territorio della Provincia di Modena, distinti per settore
operativo.
CONTRASTO
ALL’EVASIONE FISCALE
Il contrasto all’evasione fiscale è
l’obiettivo prioritario della missione di polizia economica e finanziaria della
Guardia di Finanza.
Il fenomeno danneggia non solo il bilancio
dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali, sottraendo risorse da destinare
ai servizi pubblici essenziali a beneficio di tutta la collettività, ma anche quelle
imprese che, rispettando le regole, subiscono la concorrenza sleale di chi,
ponendosi al di fuori della legalità, sovverte l’etica di mercato.
Per tale motivazione il piano d’azione della
Guardia di Finanza, conformemente alle linee d’indirizzo fissate dal Ministro
dell’Economia e delle Finanze nella Direttiva Generale per l’azione
amministrativa per il 2013, ha posto l’obiettivo di prevenire e reprimere
l’elusione e l’evasione fiscale in tutte le loro manifestazioni, mediante
l’attuazione di piani d’azione finalizzati al contrasto dei fenomeni più gravi
e pericolosi, quali l’economia sommersa, i reati tributari, le frodi fiscali e
l’evasione internazionale, che, per le loro caratteristiche ed insidiosità,
richiedono una spiccata azione d’intelligence, analisi di rischio e metodologie
d’intervento più incisive, tipiche di una forza di polizia.
Nel corso dei primi cinque mesi dell’anno
sono stati eseguiti complessivamente 288
interventi ispettivi nei confronti di soggetti economici operanti nella
provincia modenese.
In tale contesto 21 sono stati gli evasori
totali scoperti, in quanto completamente sconosciuti al fisco, i quali
risultano aver occultato una base imponibile di poco superiore a 123 milioni di euro. Tali contribuenti,
in particolare, hanno operato principalmente nei seguenti settori economici:
- attività
manifatturiere;
- costruzioni;
- case di cura;
- produzioni
ceramiche;
- compravendita e
locazioni immobiliari;
- commercio
all’ingrosso;
- trasporto merci.
Particolare fenomeno evasivo è rappresentato
dalle frodi carosello, in materia di
imposizione indiretta, che permette ad operatori economici truffaldini di
proporre sul mercato beni a prezzi notevolmente ridotti, e perciò indubbiamente
concorrenziali, abbattendo illegalmente l’imposta sul valore aggiunto; durante
l’anno in corso in provincia di Modena è stata verbalizzata una persona
operante nel settore delle riparazioni meccaniche con l’accertamento di una
maggiore imposta constata e non dichiarata pari 2.656.397,50 euro.
In linea di continuità con le strategie
operative dello scorso anno, uno spazio importante è stato riservato – altresì
- al contrasto dell’evasione fiscale internazionale, proseguendo le attività di
controllo nei confronti dei soggetti che hanno occultamente trasferito capitali
all’estero, delle persone fisiche e delle società che hanno fissato
fittiziamente la residenza o la propria sede in Paesi a fiscalità privilegiata
o che intrattengono rapporti commerciali con società controllate o collegate
con soggetti ubicati in centri off-shore. In tale ambito operativo è stata
accertata una base imponibile sottratta a tassazione pari a 38.689.028 euro.
L’intensa attività di contrasto al sommerso da lavoro, sviluppatasi anche
attraverso l’esecuzione di interventi a massa nei più svariati settori, ha
inoltre, consentito l’individuazione di 206
lavoratori “in nero” e di 441 lavoratori irregolari che,
occultamente, lavoravano alle dipendenze di 39 datori di lavoro verbalizzati.
Sempre con riferimento all’attività di
contrasto dell’evasione fiscale, nel corso del 2013 sono stati effettuati 1.083 controlli strumentali (scontrini
e ricevute fiscali), rilevando n. 400 violazioni
(37% irregolarità).
Un importante presidio a salvaguardia della
pretesa erariale è rappresentata dai sequestri
patrimoniali per reati fiscali; in tale ambito è stata proposta all’A.G.
l’emissione di appositi provvedimenti finalizzati
al sequestro per equivalente di beni rientranti nella disponibilità di imputati
per reati fiscali per un valore complessivo di quasi 7 milioni di euro.
Da ultimo si segnala che, l’istituto dell’adesione al processo verbale di
constatazione, riguardante la facoltà concessa al contribuente di
accelerare la definizione del rapporto tributario conseguente alla
constatazione di violazioni, ha riguardato una base imponibile di poco
superiore a 5 milioni di euro.
TUTELA
SPESA PUBBLICA
Accanto alla più tradizionale lotta
all’evasione fiscale e contributiva, la Guardia di Finanza persegue la tutela
della finanza pubblica anche attraverso il controllo delle uscite del bilancio
nazionale, locale e comunitario. In un contesto caratterizzato dalla inderogabile
necessità di razionalizzare e ridurre la spesa pubblica, l’azione del Corpo
mira a prevenire fenomeni di illecita acquisizione di risorse pubbliche da
parte di truffatori ed associazioni criminali, salvaguardando nel contempo le
politiche di sostegno alle imprese ed alle famiglie che si trovano in
difficoltà a causa della crisi economia e della recessione internazionale.
La lotta alle frodi nei finanziamenti si
sostanzia pertanto in una serie di attività attraverso le quali vengono
assicurati il rispetto e la verifica:
·
dell’effettività
dei requisiti e dei costi rendicontati dai precettori degli incentivi alle
attività produttive, previsti per poter accedere ai finanziamenti pubblici;
·
della
corretta gestione del sistema sanitario nazionale, per garantire a tutti i
cittadini adeguati livelli di assistenza, appurando la veridicità dei documenti
giustificativi delle spese mediche e contrastando ogni forma di spreco,
inefficienza, abuso ovvero distrazioni di somme per interessi privati;
·
delle
effettive condizioni di reddito di quei soggetti che richiedono le cosiddette
“prestazioni sociali agevolate”, nonché altre forme di sostegno previdenziale
ed assistenziale, che per loro natura devono essere destinate ai cittadini
realmente meritevoli di tutela sociale, in quanto economicamente svantaggiati.
Tali servizi rispondono anche alla rinnovata
sensibilità dell’opinione pubblica in merito alla gestione trasparente delle risorse della
collettività.
In tale contesto, il Comando Provinciale di
Modena, grazie anche ai protocolli d’intesa stipulati con i Comuni di Modena –
Carpi – Sassuolo – Fiorano Modenese – Castelfranco Emilia – Pavullo nel
Frignano – Nonantola – Formigine – Unione Comuni Area Nord e Terre di Castelli,
ha eseguito n. 43 controlli sulle
cc.dd. prestazioni sociali agevolate ed in materia di prestazioni fornite dal S.S.N.,
che hanno consentito di denunciare all’Autorità Giudiziaria n. 32 soggetti considerati “finti poveri”,
in quanto risultanti aver indebitamente usufruito di contributi pubblici, pur
non essendo in possesso dei requisiti richiesti per accedere alle diverse forme
di finanziamento.
Da segnalare, inoltre, una recente operazione
condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Modena che, in relazione a
finanziamenti ricevuti ai sensi della Legge n. 488/92 e n. 46/82 e non destinati alle finalità previste
nell’atto di concessione, è stata accertata l’illecita distrazione di fondi
pubblici per un importo complessivo pari a €
2.977.547,00.
TUTELA
DEL MERCATO DEI CAPITALI
Tutelare il sistema economico significa, in
primo luogo, impedire il reinvestimento nel processo produttivo delle ingenti
somme di capitali “sporchi” prodotti dalla criminalità organizzata,
intercettandoli nel momento del loro contatto con il sistema bancario e
finanziario.
Il riciclaggio costituisce un “ponte” tra la
criminalità e la società civile; i flussi di denaro illeciti in Italia, stimati
nel nostro Paese in misura mediamente superiore al 10 % del “P.I.L.”, sono
suscettibili di generare gravi distorsioni all’economia legale, alterando le
condizioni di concorrenza ed i meccanismi di allocazione delle risorse.
Da qui, l’importanza strategica della lotta
al riciclaggio dei proventi criminali, che vede in primo piano coinvolta la
Guardia di Finanza, specialmente nell’attuale momento storico in cui la crisi
finanziaria internazionale ha aumentato le capacità della criminalità di
infiltrarsi nel tessuto economico legale per acquisire a basso prezzo imprese
in difficoltà economica e rendere più pervasiva la sua presenza sul territorio.
A tal fine, la Guardia di Finanza adotta un
approccio investigativo unitario, che da un lato, segue i flussi di denaro
attraverso le indagini finanziarie, dall’altro individua i titolari effettivi
delle ricchezze ingiustificate, per poi adottare le conseguenti misure rivolta
all’apprensione dei beni accumulati illegalmente.
Il monitoraggio dei flussi finanziari
diventa, quindi, sempre più importante, in quanto consente di seguire le tracce
di tutti i reati che generano profitti, ricostruendone il percorso individuando
i reali mittenti ed i beneficiari finali delle somme.
Le risultanze degli accertamenti bancari
effettuati nel corso di indagini riguardanti reati societari e finanziari quali
usura, estorsione, riciclaggio, oltre che di natura fallimentare, vengono,
inoltre, utilizzate per fini fiscali e consentono, per tale via, di pervenire
ad ingenti recuperi per l’Erario.
In questo scenario, il Corpo mette in campo
tutte le risorse professionali più specializzate, ai fini dell’approfondimento
delle segnalazioni di operazioni sospette generate dal sistema finanziario.
Infatti, con riferimento a tale delicato
settore, nel corso dell’anno 2013 sono state sviluppate numero 53 segnalazioni di operazioni sospette che
hanno originato i seguenti risultati di servizio:
- in
materia di riciclaggio sono state contestate violazioni
amministrative nei confronti di 20 soggetti;
- per truffa
denunciati 14 soggetti di cui 5 in stato di arresto;
- per ricettazione
denunciati n. 3 soggetti di cui n. 1 in stato di arresto;
- sequestrate n. 735 banconote false;
- per altre sono in corso attività di polizia
giudiziaria.
CONTRASTO
CRIMINALITA’ ORGANIZZATA
La Guardia di Finanza è coinvolta a pieno
titolo nella lotta alla criminalità organizzata, soprattutto
nell’individuazione delle operazioni di riciclaggio dei provenienti illeciti e
nel contrasto delle attività imprenditoriali e professionali, attraverso le quali
le organizzazioni criminali reimpiegano i capitali illecitamente accumulati e
si mimetizzano nella società civile e nell’economia legale.
La strategia del Corpo si fonda
sull’aggressione dei beni illecitamente accumulati dai sodalizi criminali,
attraverso il sistematico ricorso alle indagini patrimoniali finalizzate a
pervenire al sequestro ed alla confisca dei proventi e dei beni ottenuti dalle
attività delittuose nonché delle aziende finanziate con capitali mafiosi.
In tale ambito sono stati effettuati:
·
sequestro
preventivo finalizzato alla confisca di beni mobili e immobili per un valore
complessivo di circa 210.000 euro;
·
sequestri
per equivalente per un ammontare pari a 102.000
euro;
Rilevante anche l’attività svolta nelle
località ricomprese nel c.d. “cratere sismico” finalizzata al contrasto delle
infiltrazioni mafiose nel sistema degli appalti pubblici e privati connessi
alla lucrosa attività di ricostruzione; ben 177 i cantieri edili ispezionati con conseguente individuazione di 17 lavoratori assunti e retribuiti “in
nero”.
CONTRASTO
AI TRAFFICI ILLECITI
Il contrasto al “mercato del falso” e alla
circolazione di prodotti insicuri continua ad essere una delle priorità
operativa della Guardia di Finanza.
L’esperienza investigativa maturata sul campo
ha confermato che tali fenomeni sono connessi a diverse forme di illegalità
economico-finanziaria che inquinano il mercato e sottraggono alla collettività
importanti risorse: evasione fiscale, lavoro nero ed irregolare, riciclaggio e
reimpiego dei proventi illeciti.
La “filiera del falso” risulta sempre di più
gestita da organizzazioni transnazionali, spesso di matrice criminale, che
immettono sul mercato anche prodotti particolarmente pericolosi per la salute
dei consumatori e la sicurezza degli acquirenti.
In tale contesto particolare rilievo ha
assunto l’operazione “CROMOS” effettuata dal Nucleo di Polizia Tributaria di
Modena che ha consentito di denunciare all’A.G. 7 persone per aver introdotto
nello Stato e commerciato figurine contraffatte della collezione “calciatori
2012/2013”, prodotto di punta della Panini s.p.a. – azienda con sede a Modena,
leader mondiale nel settore della pubblicazione di card e figurine per ragazzi;
nella stessa operazione sono state sequestrate oltre 5,7 milioni le
figurine “calciatori Panini anno 2012-2013”, oltre 3 milioni di bustine
“calciatori Panini anno 2012-2013”, circa 3.000 scatole “calciatori Panini
2012-2013”, computers e apparecchiature utilizzati per le operazioni di
scannerizzazione e di grafica, macchinari altamente specializzati per la
stampa, il taglio e l’imbustamento delle figurine ed un autoarticolato
utilizzato per il trasporto della merce.
Nell’anno in corso anno sono stati inoltre
sequestrati:
·
nr. 2.390 prodotti contraffatti di vario
tipo (capi di abbigliamento, borse);
·
nr.
4 video poker, 3 videogames, 1
apparecchio terminale (totem) ed altro materiale utilizzati per le scommesse clandestine
on-line;
·
7 soggetti
verbalizzati di cui 1 denunciato a p.l..
Il traffico di sostanze stupefacenti
rappresenta una delle attività più redditizie fra quelle condotte dalle
organizzazioni criminali ed è caratterizzato da un’elevata tendenza alla transnazionalità
e dalla collaborazione fra cosche di matrice ed etnie diverse.
In questo contesto, durante lo scorso anno,
l’attività svolta dai Reparti del Corpo in provincia ha consentito di segnalare
alla competente Autorità amministrativa nr. 22 soggetti responsabili, oltre all’arresto di un’altra persona.
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