giovedì 13 giugno 2013

Lama Mocogno. Aspettando il solstizio a Ponte del Diavolo

Riscoprire un itinerario storico di primaria importanza per l'Appennino modenese, la
Via Vandelli, e il suo punto più celebre, il millenario Ponte del Diavolo.

Questo l'intento dei giovani di Confindustria Modena che, in collaborazione con il
Fai Giovani e la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna,
presentano il progetto di valorizzazione di un'area di primaria importanza dal punto
di vista storico-naturalistico.

Tutto si svolge il 15 giugno, a ridosso del solstizio d'estate, una data che
richiama le tradizioni folkloristiche legate all'evento astronomico e alla supposta
origine soprannaturale del Ponte del Diavolo.

La Via Vandelli fu fatta costruire dal  duca Francesco III d'Este, su pressioni
asburgiche, a partire dal 1738.  In previsione del matrimonio tra il figlio Ercole e
Maria Teresa Cybo-Malaspina, si era resa necessaria una grande arteria
transappenninica che collegasse Modena a Massa, fornendo al Ducato Estense l'ambito
sbocco al mare. Terminale ideale della nuova via era infatti il Porto dell'Avenza,
considerato una succursale del ben più importante porto franco di Livorno. A
sovrintendere l'ambizioso progetto fu chiamato lo scienziato, ingegnere e matematico
Domenico Vandelli che tra mille difficoltà terminò i lavori nel 1751.

La fortuna della carrozzabile durò poco: tuttavia, nei tratti ancora conservati, la
Via Vandelli rappresenta ancora oggi un grandioso esempio di archeologia stradale
nonostante le prevalenti condizioni di degrado, se non di abbandono, prevalgono.

Il Ponte d'Ercole, o Ponte del Diavolo, è un monolite di arenaria modellato
dall'erosione a forma d'arco. La particolare forma della roccia ha dato origine a
numerose leggende popolari tra cui quella che sia stato dimenticato qui dal Diavolo,
distratto da un gruppo di streghe che ballavano di notte nel bosco. Quel che è certo
è che l'area circostante il Ponte d'Ercole ha restituito testimonianze d'interesse
archeologico che vanno dall'età protostorica all'epoca medievale, e che attestano
una frequentazione del luogo legata soprattutto alla presenza del ponte naturale e
di sorgenti d'acqua.

A partire dalle ore 17.30, geologi, botanici, cartografi e archeologi illustreranno
l'importanza storico naturalistica dell'area e dell'arteria transappenninica della
Via Vandelli. Seguirà l'inaugurazione della nuova pannellistica lungo il percorso a
piedi verso il Ponte del Diavolo.

L'evento è gratuito e aperto a tutti; è consigliata conferma a
faigiovani.modena@fondoambiente.it

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