L’erogazione dei contributi da destinare agli allevatori e alle aziende agricole per danni subiti dai predatori passa dal 90 per cento al 100 per cento del valore medio di mercato.
Accolte dalla commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Monica Donini, le proposte e le sollecitazioni avanzate dai consiglieri Manes Bernardini (Lega nord), Andrea Defrancesci (Mov5stelle), Andrea Pollastri, Luca Bartolini, Andrea Leoni e Alberto Vecchi (Pdl), Marco Barbieri e Marco Carini (Pd), che, nel corso dell’esame del provvedimento presentato dalla Giunta regionale, avevano chiesto di innalzare questo contributo al 100 per cento.
Beneficiari dei contributi i proprietari di animali appartenenti a specie domestiche o selvatiche di bovidi, cervidi, suidi, ovi-caprini ed equidi. A tale contributo possono accedere esclusivamente gli imprenditori agricoli, muniti di partita Iva e regolarmente iscritti alla Camera di commercio, che esercitano l’attività di allevamento e commercio e regolarmente registrati presso l’Azienda usl competente e, in caso di allevamento di animali selvatici, autorizzati dalla Provincia, secondo quanto prescritto dalla normativa vigente in materia.
L’imprenditore agricolo deve inoltre essere iscritto all’anagrafe delle aziende agricole, sulla base del Regolamento regionale n. 17 del 2003, “Ulteriori disposizioni in materia di anagrafe delle aziende agricole”, con posizione debitamente validata.
All’erogazione dei contributi provvedono le Amministrazioni provinciali competenti per territorio, a cui i proprietari degli animali uccisi dovranno inoltrare una specifica domanda. Al valore medio di mercato dell’animale ucciso viene inoltre sommato il contributo per gli oneri sostenuti per lo smaltimento e distruzione delle spoglie, valutato in 100 euro ad attacco, qualora siano documentati i costi sostenuti a tal fine dal proprietario degli animali. I proprietari di allevamenti, hanno, in ogni caso, l’obbligo di custodire gli animali in modo tale da poter garantire un adeguato riparo dai predatori.
Sulla proposta sono intervenuti anche i consiglieri Gian Guido Naldi (Sel-Verdi), Mario Mazzotti (Pd) e Silvia Noè (Udc), quest’ultima presentatrice di quattro emendamenti, respinti dalla commissione.
Accolte dalla commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Monica Donini, le proposte e le sollecitazioni avanzate dai consiglieri Manes Bernardini (Lega nord), Andrea Defrancesci (Mov5stelle), Andrea Pollastri, Luca Bartolini, Andrea Leoni e Alberto Vecchi (Pdl), Marco Barbieri e Marco Carini (Pd), che, nel corso dell’esame del provvedimento presentato dalla Giunta regionale, avevano chiesto di innalzare questo contributo al 100 per cento.
Beneficiari dei contributi i proprietari di animali appartenenti a specie domestiche o selvatiche di bovidi, cervidi, suidi, ovi-caprini ed equidi. A tale contributo possono accedere esclusivamente gli imprenditori agricoli, muniti di partita Iva e regolarmente iscritti alla Camera di commercio, che esercitano l’attività di allevamento e commercio e regolarmente registrati presso l’Azienda usl competente e, in caso di allevamento di animali selvatici, autorizzati dalla Provincia, secondo quanto prescritto dalla normativa vigente in materia.
L’imprenditore agricolo deve inoltre essere iscritto all’anagrafe delle aziende agricole, sulla base del Regolamento regionale n. 17 del 2003, “Ulteriori disposizioni in materia di anagrafe delle aziende agricole”, con posizione debitamente validata.
All’erogazione dei contributi provvedono le Amministrazioni provinciali competenti per territorio, a cui i proprietari degli animali uccisi dovranno inoltrare una specifica domanda. Al valore medio di mercato dell’animale ucciso viene inoltre sommato il contributo per gli oneri sostenuti per lo smaltimento e distruzione delle spoglie, valutato in 100 euro ad attacco, qualora siano documentati i costi sostenuti a tal fine dal proprietario degli animali. I proprietari di allevamenti, hanno, in ogni caso, l’obbligo di custodire gli animali in modo tale da poter garantire un adeguato riparo dai predatori.
Sulla proposta sono intervenuti anche i consiglieri Gian Guido Naldi (Sel-Verdi), Mario Mazzotti (Pd) e Silvia Noè (Udc), quest’ultima presentatrice di quattro emendamenti, respinti dalla commissione.
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