venerdì 7 gennaio 2011

Cisl: gli aumenti locali su gas, acqua e rifiuti pesano sull'inflazione a Modena

Preoccupazione per la crescita dell’inflazione a Modena è espressa oggi dalla Cisl, la quale fa notare come sull’andamento del costo della vita incidano anche prezzi stabiliti a livello locale. Come si ricorderà, nei giorni scorsi il Servizio statistica del Comune di Modena ha rilevato che il tasso tendenziale è salito al +1,6 per cento, mentre il tasso medio annuo 2010 dovrebbe attestarsi sul +1,1 per cento.
«La causa principale è sicuramente il rincaro dei prezzi dei carburanti – commenta Domenico Pacchioni, responsabile delle politiche fiscali, tariffarie e dei prezzi per la segreteria provinciale della Cisl – Poiché un barile di petrolio costa meno di un anno fa, mentre i prezzi alla pompa di benzina verde e gasolio sono sempre più alti, condividiamo le battaglie condotte a livello nazionale e le denunce delle associazioni dei consumatori per ottenere ribassi dalle compagnie petrolifere. Tuttavia sul carovita a Modena pesano anche scelte compiute nei palazzi della politica e, quindi, poco comprensibili».
Pacchioni sottolinea il rincaro del gas da riscaldamento (+12,9 per cento), per il quale è difficile individuare responsabili diversi da Hera che, anche se il mercato del gas è liberalizzato, detiene praticamente il monopolio a Modena. E che dire, poi, dei prezzi dell’acqua (+5,5 per cento) e della raccolta rifiuti (+4,6 per cento)? «Il primo è stabilito dalla Provincia per il tramite di Ato (Autorità d’ambito provinciale), il secondo direttamente dal Comune di Modena – ricorda il sindacalista Cisl – In entrambi i casi ci troviamo di fronte ad aumenti pari a quattro-cinque volte tanto il tasso medio annuo d’inflazione.
Ciò significa che va recuperato il controllo inflativo sul territorio. A questo proposito chiediamo che la definizione delle tariffe 2011 di acqua e rifiuti siano fortemente contenute rispetto agli aumenti degli anni scorsi, anche in considerazione del perdurare della crisi economica. Su Hera, invece, – prosegue Pacchioni – siamo alle solite: non si comprende come il socio pubblico influenzi le politiche dell’azienda. Abbiamo già detto, e lo ribadiamo, che per noi i soci pubblici devono dare gli indirizzi che le multiutilities sono tenute a tradurre in azioni concrete, a partire – conclude il segretario Cisl – dal contenimento delle tariffe».

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