mercoledì 8 settembre 2010

Ospedale Mirandola (Modena), Leoni: Il disastro continua. Dopo l’ascensore troppo stretto, i degenti devono ora essere scaricati in strada

“Altro che tutto a posto, come nei giorni ci ha voluto fare credere l’Assessore regionale alla Sanità Lusenti. All’ospedale di Mirandola i disastri provocati dagli errori di progettazione del nuovo ascensore per il trasporto dei pazienti al nuovo reparto di endoscopia continuano a moltiplicare i disagi”.
“Non solo l’ascensore non consente il trasporto dei letti da un reparto all’altro, obbligando così il trasbordo dei pazienti dal letto alla barella e viceversa, ma pone gli operatori nelle condizioni di scaricare i pazienti trasportati in ambulanza nel piazzale esterno all’ospedale. L’ennesimo umiliante disagio riservato ai pazienti a causa dei gravi errori di progettazione che ho denunciato all’Amministrazione regionale ma di cui nessuno pare volersi assumere la responsabilità”.
Lo ha affermato il Consigliere regionale del Popolo della Libertà, Andrea Leoni, che nei mesi scorsi ha denunciato lo scandalo del nuovo ascensore realizzato in modo troppo stretto per trasportare i letti dei pazienti per il quale era stato progettato, e che oggi documenta, con una immagine emblematica, lo scarico di un paziente dall’ambulanza nel parcheggio nei pressi dell’ospedale di Mirandola in provincia di Modena.
“Anziché ammettere gli errori e tentare di porvi rimedio, Regione e Ausl continuano a negare l’evidenza. Pur di non assumersi le responsabilità l’Assessore Lusenti ha avuto la sfacciataggine di affermare, nei giorni scorsi, in risposta alla mia recente interrogazione, che si è posto rimedio al problema acquistando nuove barelle più comode e maneggevoli. Purtroppo, se il risultato è quello delle immagini, c’è di che essere preoccupati. Nonostante i soldi pubblici spesi per aprire il nuovo reparto di endoscopia, e ristrutturare l’accesso all’ospedale, per i pazienti le cose sono di gran lunga peggiorate. Non è accettabile che siano i degenti a continuare a pagare gli errori di chi evidentemente non è stato capace di fare il proprio mestiere”

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