Puntiamo a completare, adeguandolo alle esigenze attuali, il progetto elaborato da sir Jellicoe trent’anni fa: saranno necessari nel tempo milioni di euro forniti anche da privati e alla fine la piscina proposta avrebbe un senso. Anche perché lo stesso paesaggista prevedeva di collocarvi un impianto natatorio. Io spero si possa realizzare anche il lago canale proposto allora, naturalmente adeguato alle possibilità attuali».
L’assessore all’ambiente del Comune di Modena Simona Arletti - il giorno dopo la decisione della giunta di istituire un gruppo di lavoro con tecnici dei vari assessorati, incaricato di recuperare le linee-guida del Civic Park di Geoffrey Jellicoe - spiega i piani futuri.
«Il gruppo è incaricato di valutare e adeguare il piano Jellicoe alle esigenze odierne e presenterà una relazione entro alla fine di settembre che sarà valutata dalla giunta e poi proposta alla discussione della città e del Consiglio comunale. Il lavoro da portare avanti è serio e complesso e in particolare dovrà recuperare i temi legati al lago e al verde, agli spazi sportivi, all’idea di luogo d’incontro, all’adeguamento della recinzione e alla sua apertura serale, ai parcheggi e alla viabilità».
Perché l’amministrazione riscopre il piano Jellicoe proposto nel 1980?
«Il progetto ha effettivamente molti anni di vita, ma fino ad oggi è stato il nostro documento di riferimento visto che quanto oggi realizzato lì - la grande radura, le colline, il bosco, il parcheggio su via Emilia, le aree gioco e i percorsi ciclopedonali - risponde a quanto suggerito a suo tempo nel piano. Nessun stravolgimento anche se chiaramente prima il lago-canale era previsto sino alla tangenziale e non potremo farlo così, così come i suggeriti musei Ferrari e archeologico, ma andiamo avanti con coerenza anche se Jellicoe a suo tempo fu criticato. I temi proposti oggi sono attualissimi: l’acqua, nella tradizione di Modena, le attività sportive e il relax».
Qualcuno potrebbe pensare che tutto ciò è strumentale all’approvazione - contestata anche dalla base del Pd - della piscina all’angolo con viale Italia.
«A parte che nel progetto Jellicoe aveva previsto una piscina nella zona attrezzata a servizi sportivi non vorrei focalizzarmi su questo perché il terzo impianto natatorio è parallelo, ma come settore Ambiente la nostra idea di recuperare Jellicoe andava avanti anche prima. Poi certo la piscina è una esigenza della gente presente nel programma del sindaco Pighi».
Il progetto verde è dunque prioritario al Ferrari?
«Sì e puntiamo a fare del parco un luogo di dignità europea visto anche che il prossimo anno avremo un museo a forte attrattiva come la Casa Natale Ferrari. Dal 1995 Modena ha aumentato di due volte il verde che è importante per il benessere fisico e psichico delle persone: oltre allo sport, infatti, ci sono aspetti positivi come la possibilità di relazione e anche benefici derivanti dai diversi colori nel passaggio delle stagioni. Puntiamo insomma a un parco simile a quello di Amendola Sud che, qualcuno ricorderà, alcuni anni fa era male frequentato e oggi invece è vissuto da molte categorie di persone».
Dunque gruppo di lavoro e poi piscina?
«Intanto pensiamo alla definizione del master plan da parte del gruppo di lavoro entro un paio di mesi, poi certo la piscina ci può stare se dentro un ragionamento coerente e realizzata con qualità. Penso che la discussione sia stata accesa su suggestioni e idee architettoniche. In ogni caso non ci sono problemi di illegittimità, come qualcuno ha già paventato».
Stefano Luppi - La Gazzetta di Modena
Nessun commento:
Posta un commento