lunedì 2 agosto 2010

Lega Nord nella bufera a Modena. Galli, "allontanato", si appella ad Alessandri

MODENA - Il terremoto che ha investito la Lega Nord di Modena con l’allontanamento dal movimento del consigliere comunale Andrea Galli supera i confini provinciali e finisce dritto sul tavolo del coordinatore del partito in Emilia, il parlamentare Angelo Alessandri.
A chiamare in causa il presidente della commissione Ambiente della Camera è lo stesso Galli, che non accettando la decisione del direttivo provinciale modenese, si rimette al giudizio di un organismo politico superiore.
“Due sere fa hanno deciso il mio allontanamento dalla Lega Nord, non ho ricevuto ancora nessuna comunicazione ufficiale, ma sono tranquillissimo- spiega Galli- ho ricevuto attestazioni di stima da tutti, sia all’interno della Lega che del Pdl. Combatterò questa partita, la mia estromissione dal gruppo consiliare è uno scenario del dopodomani, ci sono diverse azioni e cose che secondo me accadranno prima”. Il consigliere non ha per ora ricevuto telefonate da Alessandri, ma il parlamentare del Carroccio, informato dei fatti, promette di “affrontare la questione questo fine settimana”.
Galli imputa il suo allontanamento a motivazioni di carattere personale e non politiche. “Probabilmente faccio ombra a qualcuno”, spiega Galli, che si sente accusato anche per il suo “appoggio incondizionato al capogruppo Mauro Manfredini”, elemento dissonante rispetto al direttivo provinciale del Carroccio. Galli serba infatti ancora rancore verso il direttivo provinciale per il metodo scelto nella formazione delle liste per le elezioni regionali, quello di anzianità, che ha catapultato Manfredini in fondo alla lista.
“E’ stata una vigliaccata mettere Manfredini ultimo- continua Galli- è stato il 21^ consigliere regionale più votato in Italia: questo modo di agire è contrario alla politica”. Da quel giorno la polemica con il direttivo provinciale è cosa nota, e l’allontanamento di Galli è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Per il consigliere si deve scegliere che tipo di movimento si vuole costruire, “un partito moderno, aperto e inclusivo come vorrei che fosse la Lega o un partito che espelle qualcuno per comandare”.
Critiche aspre soprattutto nei confronti del neosegretario cittadino, Stefano Bellei, e col segretario provinciale Riad Ghelfi.
“Il background politico del coordinatore cittadino è troppo basso, individualista è chi non prende voti, chi decide di allontanare qualcuno con quattro amici al bar, parlare di un mio isolamento è una fantasia di chi ha pochi mezzi- spiega ancora Galli- Bellei ha preso 21 preferenze, io ne ho conquistate negli anni da un minimo di 200 a un massimo di 2.700. Bellei e Ghelfi non rappresentano nessuno, chi non ha idee usa questi sistemi”.
Aspettando dunque l’intervento di un organismo superiore, Galli rimane sereno: “Riconosco la gerarchia di un partito, ma se qualcuno crede di mantenere la sua posizione espellendomi si sbaglia: voglio restare nel movimento: o la Lega prende delle decisioni diverse o non vado bene per la Lega”.
Pronta la replica del segretario cittadino. “Galli ha proferito cose che non sono in linea con il movimento, noi rappresentiamo soprattutto i cittadini e molte cose di quelle che facciamo a lui non vanno bene- spiega Bellei- per questo è stato meglio allontanarlo, è un elemento disgregante”.
Il segretario non ne fa una questione personale, ma politica. “Non è una questione di rapporti personali, ma del movimento”, spiega ancora Bellei. Tra le motivazioni dell’allontanamento, il mancato allineamento con la linea provinciale: “Galli decide quello che vuole al di là delle decisioni della segreteria politica, forte del fatto che è un eletto e fa ciò che vuole, mentre invece noi cerchiamo di portare avanti il gruppo. Le affermazioni sono molto gravi, le anime sono completamente diverse, noi siamo leghisti veri, cerchiamo di dare una sovranità popolare alla gente, lui ha una estrazione politica diversa dalla nostra, ci sono idee che ci possono accomunare, ma non è possibile ricucire”.
Dai dissapori sviluppati in pochi mesi (Galli era passato dal Pdl alla Lega a dicembre 2009, e non era nemmeno ancora militante) era dunque inevitabile che nascesse una decisione estrema e definitiva.
“La due segreterie riunite hanno votato ad unanimità dei presenti l’allontanamento, compreso Mauro Manfredini (che per contro auspicava un epilogo differente, senza espulsione), che ha recepito le motivazioni- continua Bellei- non abbiamo avuto il tempo tecnico di comunicarlo a Galli, ma formalizziamo un atto che Manfredini presenterà in Consiglio comunale. Non è una vera e propria espulsione, perché Galli non era militante, ma non può più parlare a nome della Lega Nord”.
Agenzia Dire - (www.dire.it)- 23 luglio 2010

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