Il sindaco di Modena al senatore: “Un piano particolareggiato non è un piano direcupero, e solo in questo secondo caso sarebbero stati possibili gli espropri”
Riguardo alle tesi sostenute questa mattina in conferenza stampa a Modena dalsenatore Carlo Giovanardi, secondo il quale l'Amministrazione comunale modeneseavrebbe potuto e, a suo parere, dovuto intervenire sulla questione Coop -Esselunga in via Canaletto, il sindaco Giorgio Pighi invita il parlamentare a"non fare confusione".
Sono tre i punti sui quali Pighi si sofferma, ritornando su quanto già espressoin un precedente comunicato.
In primo luogo la tesi di Giovanardi, ribadisce il sindaco, è già stata smentitadal Tar dell'Emilia Romagna nella sentenza del novembre 2009 che dà torto aEsselunga e ragione al Comune.
"La seconda cosa che trovo singolare - prosegue il sindaco di Modena - èche un'argomentazione di Giovanardi è identica a quella che aveva sostenutoEsselunga nel ricorso che le è stato bocciato, tanto che la stessa Esselunga nonla riprende più nelle pagine pubblicitarie acquistate sui giornali".
Giorgio Pighi si sofferma poi su un terzo punto riguardo alla questione dellapossibilità di intervento e alla liceità di eventuali espropri, e lo fa entrandonel merito delle leggi citate dal senatore Giovanardi: "La legge 457 del1978 da lui citata - afferma il sindaco - dice chiaramente, all'articolo 27comma 2, che i piani di recupero sono cosa diversa e distinta dai pianiparticolareggiati. E comunque devono essere indicati come tali nel pianoregolatore.
Nel nostro prg l'area in questione è indicata come da sottoporre apiano particolareggiato e non a piano di recupero.
Lo stesso piano regolatore,per quanto riguarda la zona di via Canaletto, indica come mera facoltà, non comeobbligo, la previsione di una zona dedicata a supermercato.
L'ipotesi di pianoparticolareggiato presentata inizialmente dai due curatori fallimentari nel1999, prima degli acquisti dei terreni da parte di Coop ed Esselunga, proponevaun supermercato, ma tale eventualità non costituiva e non cost! ituisce obbligo per il Comune, e non fu allora accompagnata da alcunaconvenzione urbanistica che impegnasse i privati".
"La legge 166 del 2002 poi - conclude Pighi - anch'essa citata daGiovanardi, all'articolo 27 comma 5, stabilisce che il prezzo degli espropri‘deve corrispondere al valore venale dei beni espropriati', ma ammettegli espropri solo in caso di piano di recupero".
Quanto ai casi su cui Giovanardi ritorna (tutti di diversi anni fa) il sindacoricorda che sono stati tutti chiariti in sede giudiziaria e il Comune ha sempreavuto ragione.
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