Non e che si è voluto evitare l'omaggio in Piazza Grande a Pavarotti per sottrarre, nel week end, visitatori ai ristoranti e agli stand della Festa del Pd?.
Il sospetto,velenoso, lo insinua il capogruppo di Forza Italia - Pdl Andrea Leoni che interviene nella polemica sulla contestata decisione della giunta di optare il 6 settembre per la Messa da Requiem di Verdi al teatro comunal e che oggi porta il suo nome e nel quale si celebrò il matrimonio nel 2003 con Nicoletta Mantovani.
«Bastava un po' di buon senso - è il ragionamento di Leoni - per rendersi conto che per la commemorazione di Pavarotti sarebb e stato opportuno organizzare uno spettacolo di grandi dimensioni in piazza Grande comunque in un luogo importante della città, per esempio in piazza Roma».
Risultava insomma «inspiegabile, a una prima lettura il motivo della decisione di rinchiudersi nel pur prestigioso teatro Pavarotti, finendo col limitare e burocratizzare al massimo gli accessi. Ci siamo chiesti il perché di una tale scelta>> .
Ecco allora spuntare il dubbio, sospira il consigliere, «perchè, come diceva qualcuno, a pensar male si fa peccato ma a volte . . . in una città, dove «il sindaco è del Pd, l'assessore è del Pd, gran parte della giunta è monocolore in una città dove tutti sappiamo che a settembre c'è un evento più importante di tutto il resto che è l'ex Festa dell'Unità: non è che, insomma, si è voluto preservare il grande sogno emiliano dal rischio che la commemorazione di unpersonaggioche ha dato lustro alla nostra comunità privassedi visitatori la festa delPd, proprio di sabato poi ,giorno di grande affluenza? Non tanto per i dibattiti, quanto per gli stand e i ristoranti che sarebbero stati di certo penalizzati».
Il sospetto si trasforma in indizio secondo Leoni quando «nonostante i biglietti siano andati via nel giro di pochissime ore, l'amministrazione invece di ammetterel' errore, che a quel punto sarebbe stato considerato inbuona fede, e optare per piazza Grande ha perseverato nella sua scelta infelice, dimostrando di continuare a rinunciare scientificamente a trarre benefici: non vorrei che come spesso succede, la decisione sia stata presa altrove, non vorrei, più precisamente, che sia arrivato il niet del cassiere di Ponte Alto a scoraggiare l'alternativa» .
La polemica sorprende l'assessore alla Cultura Mario Lugli che replica: «Non è assolutamente vero, non ci avevo neanche pensato alla sovrapposizione dei due eventi. Abbiamo scelto il teatro comunale perché ci sembra una cornice prestigiosa, illuogo ideale per la commemorazione del grande tenore, tutto qui»
La polemica sorprende l'assessore alla Cultura Mario Lugli che replica: «Non è assolutamente vero, non ci avevo neanche pensato alla sovrapposizione dei due eventi. Abbiamo scelto il teatro comunale perché ci sembra una cornice prestigiosa, illuogo ideale per la commemorazione del grande tenore, tutto qui»
fonte: Informazione - Modena
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