Modena, 25 agosto 2008 - Anche l’emozione del fatidico ‘sì’ non poteva giustificare il fatto che il marito si fosse scordato il nome della sua amata. In un caso, poi, sull’anello che dovrebbe sancire l’unione della coppia era inciso un nome diverso (Narciso) da quello dello sposo, ma anche una data ‘sballata’, il 26 agosto 2005. Sabato e domenica, in municipio a Modena, tre matrimoni combinati per questioni di cittadinanza e anche di denaro sono stati bloccati all’ultimo, propro mentre i futuri coniugi percorrevano lo scalone che porta alla sala per le celebrazioni in Comune. Fra moglie e marito si sono messi gli agenti della municipale e della polizia di Stato.
Ad insospettire gli addetti dell’ufficio demografico dell’amministrazione era stata l’impennata delle unioni fra giovani magrebini e spose appartenenti alla comunità dei sinti di Modena, peraltro spesso più attempate dei loro uomini. Gli accertamenti incrociati con l’ufficio espulsioni della questura hanno scoperchiato il pentolone delle unioni concordate a tavolino. Sabato sono state due le celebrazioni (una a mezzogiorno e una alle 16) bloccate prima che ancora potessero essere officiate dall’ufficiale di stato civile, il consigliere Ercole Toni.
E’ svanito, così, il sogno di una facile cittadinanza italiana per due tunisini clandestini di 26 anni che dovevano unirsi rispettivamente a due nomadi modenesi di 40 e 30 anni. Gli immigrati speravano di diventare italiani due anni dopo il matrimonio e la richiesta di ricongiungimento familiare: ora sono invece all’ex Cpt, in attesa di rimpatrio. Ieri, a mezzogiorno, la terza unione saltata, con tanto di fuggi fuggi degli invitati in vicolo Squallore. Uno di loro è risultato clandestino, mentre sono in corso accertamenti sullo sposo, che potrebbe ancora salvarsi dall’espulsione qualora fosse in possesso di un visto turistico.
Risulta, da fonti attendibili, che negli ultimi tre mesi siano state almeno venti le unioni sospette fra nomadi italiane ed extracomunitari a Modena. Scorciatoia per l’agognata cittadinanza italiana da almeno cinque, diecimila euro: questa la cifra per procurarsi la sposa. «Speriamo che l’intervento degli agenti ponga fine a questo fenomeno — dice Ercole Toni —. Lo dico sempre ai futuri sposi: il sì che si apprestano a dire è sinonimo di amore e dialogo. Ho l’onore di aver officiato matrimoni bellissimi, duraturi. Quelli che stavano per realizzarsi sabato e ieri non erano così». Le indagini della polizia sulle unioni sospette proseguono: al momento le nomadi coinvolte non sono state denunciate, ma potrebbero esserlo presto per truffa ed estorsione.
Ad insospettire gli addetti dell’ufficio demografico dell’amministrazione era stata l’impennata delle unioni fra giovani magrebini e spose appartenenti alla comunità dei sinti di Modena, peraltro spesso più attempate dei loro uomini. Gli accertamenti incrociati con l’ufficio espulsioni della questura hanno scoperchiato il pentolone delle unioni concordate a tavolino. Sabato sono state due le celebrazioni (una a mezzogiorno e una alle 16) bloccate prima che ancora potessero essere officiate dall’ufficiale di stato civile, il consigliere Ercole Toni.
E’ svanito, così, il sogno di una facile cittadinanza italiana per due tunisini clandestini di 26 anni che dovevano unirsi rispettivamente a due nomadi modenesi di 40 e 30 anni. Gli immigrati speravano di diventare italiani due anni dopo il matrimonio e la richiesta di ricongiungimento familiare: ora sono invece all’ex Cpt, in attesa di rimpatrio. Ieri, a mezzogiorno, la terza unione saltata, con tanto di fuggi fuggi degli invitati in vicolo Squallore. Uno di loro è risultato clandestino, mentre sono in corso accertamenti sullo sposo, che potrebbe ancora salvarsi dall’espulsione qualora fosse in possesso di un visto turistico.
Risulta, da fonti attendibili, che negli ultimi tre mesi siano state almeno venti le unioni sospette fra nomadi italiane ed extracomunitari a Modena. Scorciatoia per l’agognata cittadinanza italiana da almeno cinque, diecimila euro: questa la cifra per procurarsi la sposa. «Speriamo che l’intervento degli agenti ponga fine a questo fenomeno — dice Ercole Toni —. Lo dico sempre ai futuri sposi: il sì che si apprestano a dire è sinonimo di amore e dialogo. Ho l’onore di aver officiato matrimoni bellissimi, duraturi. Quelli che stavano per realizzarsi sabato e ieri non erano così». Le indagini della polizia sulle unioni sospette proseguono: al momento le nomadi coinvolte non sono state denunciate, ma potrebbero esserlo presto per truffa ed estorsione.
fonte: Il Resto del Carlino - Modena
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